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Archive: giugno 2004

giugno 28 2004

Luca Masali (foto di Maren Ollman)Di Luca Masali ho sempre ammirato la capacità di rendere divertente – non digeribile: spassoso proprio – un articolo di informatica. Ho condiviso con lui i primi sei mesi degli oltre quattro anni che ho passato nella redazione di Internet News. Ricordo lunghi approfondimenti sulla sicurezza dei Pc o sul sesso dei portali che diventavano piccoli racconti da divorare in un fiato. E mica ci ragionava su delle ore: quante pagine servono?, ti chiedeva la mattina, e di lì a qualche ora avevi la tua novelletta pronta per l’uso, mai meno che vivace e ben documentata.

Bene, ora immaginatevi un talento del genere lasciato libero di scrivere un romanzo. L’ultimo – dei tre che ha già pubblicato – è uscito giusto tre settimane fa da Sironi: L’inglesina in soffitta. Con I biplani di D’Annunzio e La perla alla fine del mondo, che appartengono al filone della fantascienza all’italiana (dalle parti di Valerio Evangelisti, per intenderci), Masali è stato tradotto in mezza Europa e ha vinto anche i suoi bei premi. Con l’Inglesina abbandona la fantascienza e si dà al giallo, un intrigo internazionale al limite della fantastoria ambientato nel 1938 sulla rive del lago di Como. Di che cosa parla (bambini, spie, scienziati, aviatori, maestri d’ascia, contrabbandieri, balilla, ambasciatori, finanzieri, bambinaie, giornalisti, carabinieri), lo si può leggere nella sinossi di Luca, che dice tutto quel che c’è da sapere per non rovinarsi la storia. E, al limite, date un occhio al materiale messo insieme da Giuseppe Genna per i Miserabili.

Io aggiungo che del romanzo, divorato in una manciata di sere, mi è piaciuto soprattutto l’uso della lingua e dei dialoghi: in quattrocento e rotte pagine, Luca mette insieme italiano, laghé, retorica fascista, corruzioni infantili, un po’ d’inglese e (in un unico, fulminante frammento) pure un tocco cockney londinese. Assolutamente consigliato a chi cerca una lettura estiva appassionante, tre parti di commedia e una di tragedia.

giugno 25 2004

Muri

«I vecchi media lasceranno vincere Internet?
Combatteranno. Con tutti i mezzi. Guardi che cosa succede nella musica. Fanno passare nuove leggi, sempre più restrittive. In America, in Europa, in Italia… Non sarà una battaglia facile. Ma la Rete ha i suoi punti di forza. Gli stessi americani vogliono più libertà e si accorgono che la stanno perdendo. Reagiranno. E la Rete li aiuterà a trovare la voglia e il divertimento per ritornare a essere attivi. I vecchi media stanno costruendo una diga contro questo fenomeno. Ma alla fine il loro muro potrebbe crollare.»
Luca De Biase intervista Joi Ito (per L’espresso)

giugno 23 2004

Casomai vi passasse il dubbio per la testa, io non sono affatto responsabile di questo sito. Io preparo solo i testi e tutto il resto, faccio in modo che il template sia ordinato e che tutto funzioni al meglio. Poi l’esecuzione della pubblicazione è affidata a un software e alle strutture del provider, sui quali non ho alcun controllo (tant’è vero che non scelgo mica io su quale specifico computer risiedono queste pagine, per dirne una). E poi, se c’è qualcosa di irregolare mica venite da me, no? Andate da un avvocato, giusto? Dunque posso dire a buona ragione che questo sito non è di mia competenza.

giugno 23 2004

Giovedì 1 luglio alla Biblioteca Fra’ Cristoforo (via Fra’ Cristoforo, Milano Sud) i La Crus suonano e Marco Lodoli legge per La Biblioteca in giardino (il programma di incontri, gratuiti, è notevole e da spulciare in base ai gusti).

Giovedì 15 luglio Marco Paolini e i Mercanti di Liquore portano Song n° 32 (da cui il cd Sputi) al Festival di Villa Arconati di Bollate (15 €).

Io me lo perdo, va da sé, ma chi è a Roma sabato 24 luglio potrebbe ben fare un salto al Fandango Jazz Festival presso il Club La Palma: ci sono i Klezmatics e ve li consiglio (anche in questo caso il programma è molto ricco).

Fonti da spulciare alla ricerca di serate lombarde interessanti (e ce n’è per tutti i gusti): RockOl, La Milanesiana, Milano online, ViviMilano.

giugno 18 2004

Che fare dei preziosi inviti a Gmail, il servizio di Web mail di Google da 1 GB che il popolare motore di ricerca sta ancora finendo di testare? Mentre fiorisce il mercato nero, i blogger italiani hanno risolto con fantasia: Gaspar lo regala alle signore, Pandemia chiede una buona azione in cambio, su Macchianera si fa un concorso, Andrea tramite Mantellini passa il favore, dotcoma chiede in cambio una intro in Flash.

Negli Stati Uniti, dove già esiste un marketplace per far incontrare domanda e offerta, oggi ne hanno pensata un’altra: regalare gli inviti a Gmail ai soldati trattenuti oltre la scadenza della missione al fronte, perché la dimensione eccezionale della casella è tale da consentire lo scambio di foto e filmati con i familiari in patria. L’idea è di un lettore del blog di Wil Wheaton, il quale rilancia entusiasta, nella speranza che anche quelli di Google si mobilitino.

Perché no? Io penso che i nostri soldati non dovrebbero stare in Iraq e sono fortemente critico su come è maturata ed è stata gestita la missione internazionale. Questo non toglie la solidarietà per chi si ritrova, anche se per lavoro, in una situazione piuttosto difficile. Se un account da 1 GB può semplificare di un briciolo le cose, io ne metto due a disposizione.

Aggiornamento: detto fatto (negli Usa), www.gmail4troops.com

giugno 15 2004

Blog-eventi

Solo per segnalare che dopodomani, 17 giugno, c’è un’interessante mattinata di studio su blog e politica a Roma: ospiti Giuseppe Granieri, Antonio Sofi, Gino Roncaglia, Riccardo Staglianò, Alberto Abruzzese, Davide Bennato, Rosanna De Rosa e Stefano Gulmanelli. I dettagli sul blog ufficiale di Blog ergo sum.

Il 10 luglio, invece, tutti a a Castellana Grotte (BA), per Blogtrip, viaggio nella blogpalla, iniziativa organizzata nell’ambito del festival letterario “Il libro possibile”. Fatevi raccontare tutti i particolari da Proserpina, che organizza.

Io, purtroppo, mi perdo l’uno e l’altro. Peccato.

giugno 15 2004

Democrazie

«Mi piace soprattutto che gli elettori non siano vincolati da quella specie di giuramento di fedeltà che legava gli italiani, negli anni della Pima Repubblica e della legge proporzionale, alla loro famiglia politica. Mi piace che una parte dell’elettorato si sposti liberamente da uno schieramento all’altro, senza pregiudizi. E mi piace infine che gli eletti, quando entrano nel palazzo del potere, sappiano di essere soltanto inquilini pro tempore, soggetti al giudizio di un padrone che potrebbe congedarli alla fine del mandato.»
Sergio Romano sul Corriere della Sera (ed. Milano, non online)

«Chi non ha fretta di sapere è Vauro Senesi (1.061 voti), l’ineffabile vignettista e giornalista del manifesto, in lista nel Pdci: “La mia campagna elettorale l’ho fatta a Bagdad – scherza – mi avevano detto che lì c’era la democrazia e così mi sono candidato”.»
Alessandro Trocino sul Corriere della Sera

«Esito elettorale dell’esperimento Caravita: 401 preferenze. Al diciassettesimo posto, quartultimo sulla lista di venti nomi della circoscrizione nordovest dei Verdi. [..] Commento: sul piano dei voti riscontro l’esito del tutto deludente dei risultati ottenuti dalla mia candidatura. Ho svolto la campagna elettorale al 90% in rete, con risorse finanziarie volutamente ridotte all’osso e senza sostegno di un partito. Ho seguito con convinzione ciò che propugno, con una partecipazione diretta e senza compromessi alla battaglia per la libertà della rete.»
Beppe Caravita, Networks Games

«Dopo la classica prova “opaca” (ma che era, il vetro della finestra del cesso?) come tutti ripetono contro la formidabile Danimarca guidata dalle riserve di Milan e Inter, la nostra nazionale di Subbuteo – regola prima: tutti fermi a guardare l’ometto con la pallina – ha scoperto la “dura realtà” dell’Europeo, come ha detto acutamente il nostro commissario Trappoloni. Trattandosi di giocatori giovanissimi, di valorosi dilettanti inesperti trasportati di peso dal campo dell’Oratorio di Maria Ausiliatrice a Bovolone dove giocavano fino a ieri sera, direttamente al campionato Europeo, il loro stupore è comprensibile.»
Vittorio Zucconi su Repubblica.it

giugno 14 2004

Accendo il portatile: salta la retroilluminazione dello schermo, non si vede più nulla. Accendo la tv: fischia, puzza di bruciato e poi perde ogni segno di vita. Prendo il cordless: completamente bloccato, fermo alla mezzanotte di ieri.

Vado a dormire.

giugno 11 2004

«Ma poi, esauriti i convenevoli, è stato uno spasso. Quel PresDelCons come sigla, l’ingresso ufficiale del linguaggio degli sms nella politica nazionale (t.v.u.m.d.b. come cantavano Elio e le Storie Tese, intendendo Ti voglio un mondo di bene), immaginare quel comico di Zelig diventato il consigliere più stretto del PresDelCons, “Mia figlia mi parla con il linguaggio degli sms, czv, pp, vffc”. Puro divertimento. E le possibili interpretazioni su PresDelCons (Pressione del Consenso, Prestazione del Consumatore, Presbiopia del Consanguineo) e così via.»

Prima che giornalista, Antonio Dipollina è un grande blogger. Propongo una petizione perché gli sia dato un vero blog, altroché.

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