Cerchi e specchi

Non è che per il momento ci stia pensando molto. Al trasloco, dico. Un po’ è perché fino all’ultimo il lavoro e gli adempimenti burocratici non daranno tregua. E poi, in un monolocale, o ci vivi o ci metti gli scatoloni: tanto vale pensarci all’ultimo. Una cosa è certa: chi dice «un monolocale? non avrai poi molte cose da preparare!» – e non sono stati pochi finora -, non deve aver mai vissuto in un miniappartamento.

Quello che mi colpisce, in queste settimane di sospensione, è soprattutto riscoprire gli oggetti che appartengono ai primi mesi passati a Milano. Rileggo gli stessi libri, ascolto gli stessi dischi, mi capitano in mano le cose che il tempo ha spinto in fondo ai cassetti. La sensazione è strana, come guardarsi in uno specchio e vedersi quattro anni più giovane: rivivo le attese, l’emozione, le speranze di quel ventottenne sbarcato da un giorno all’altro nella metropoli. Mi riconosco, ho l’orgoglio di non aver tradito quel ragazzo. Ma è tempo di andare avanti, crescere altri quattro e poi quattro anni ancora. E questi, come direbbe Stefania, sono solo gli echi di un cerchio che si sta chiudendo.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedintumblrmail

Il furgoncino

La giornata è caldissima. Nell’ufficio dell’autonoleggio, al contrario, sembra di stare in una cella frigorifera. L’odore di fumo è particolarmente intenso, sembra uscire dai muri. L’impiegata ha la faccia incattivita di chi preferirebbe stare altrove. Scruta chi entra, e il suo sguardo è una velata minaccia: non voglio rogne.

Io: Buongiorno, vorrei prenotare il noleggio di un furgoncino.
Lei: Un… furgoncino?
Io: Sì, un Ducato.
Lei: Quale tipo Ducato?
Io: Un Ducato… normale.
Lei: Certo. Sono tutti “normali”, sa?
Io: Uhm, ha ragione. Forse è meglio se mi dice lei quali sono le alternative…
Lei: Vuole un duemetriemmezzo o un quindiciquintali?
Io: Ossanta… guardi, io vorrei semplicemente un Ducato classico, quello medio, non quello enorme… (mi guardo in giro, cercando disperatamente un modellino, una fotografia, un depliant, qualunque cosa mi permetta di uscire dall’imbarazzo. Nulla.)
Lei: Senta, guardi, glieli faccio vedere, eh? Così facciamo prima.
Io: Ohh…! Ehm, volevo dire: sì, forse è meglio.

Mi porta nel garage adiacente. Mi spiega i modelli. Io vedo subito quello che mi serve e glielo dico, ma lei imperterrita me li descrive tutti. Ha lo sguardo truce, la sua espressione dice chiaramente “Mi hai fatto venire fino qui? Bene, ora te li guardi tutti!”. Terminata la parata di mezzi torniamo nell’ufficio.

Lei: Allora, vuole i duemetriemmezzo o il quindiciquintali?
Io: Gasp! Vorrei semplicemente quello che le ho indicato poco fa. Immagino sia il duemetriemmezzo, ma non avevo con me il metro…
Lei: Con assicurazionecascofurto?
Io: Non è compresa?
Lei (alza gli occhi al cielo): No, è compresa la Rca con franchigia.
Io: Quindi?
Lei: Quindi mi deve dire se nel preventivo devo metterle l’assicurazione integrativa o no.
Io: Senta, mi faccia un preventivo con le varie opzioni, poi decido che cosa tenere anche in base ai costi.
Lei: Tenga.
Io: Bene, ma per prenotare come faccio?
Lei: Viene qui qualche giorno prima e prenota.
Io: Qualche giorno prima per me è oggi, sono venuto appunto qui per questo.
Lei: Ah, quindi lo vuole prenotare?
Io: Ecco, sì.
Lei (segna il nome e la data su un quadernone a quadretti): Bene, arrivederci.
Io: Arrivederci? Scusi ma per la prenotazione basta lasciare il nome?
Lei: Sì sì, se ci sono problemi la chiamiamo noi.
Io: Ah, beh.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedintumblrmail

Servizio pubblico

Leggo su Giornalismo d’altri, il quale a sua volta riprende il Daily Telegraph, che la BBC è stata costretta dal governo britannico a chiudere cinque siti Web (degli oltre 20.000 prodotti… 20.000?) perché non sono «sufficientemente distinguibili dalle alternative commerciali, o sono in associati in maniera inadeguata con gli scopi del servizio pubblico per essere giustificati». I cinque siti si occupavano di fantacalcio, soap opera, giochi online e intrattenimento locale. La BBC – che lo scorso anno ha speso 73 milioni di sterline in attività online – potrebbe presto essere costretta a chiudere altri siti.

Ora: letta la notizia, per caso anche a voi è venuto da pensare alla televisione italiana?

Facebooktwittergoogle_pluslinkedintumblrmail

I acints par furlan

Saranno i preparativi per il trasloco e il richiamo del profondo Nord Est, ma in questi giorni sto scoprendo alcuni blog piuttosto interessanti e curiosi. Per esempio: ILfurlanist, divertente blog in friulano che tra un commento di attualità e l’altro, propone elementi di cultura locale (come il Maçarot, la superstar de mitologjie furlane), frammenti di linguistica (Prime robe di segnâsi: par furlan no si dopre mai la letare “Q”) e suggerimenti tecnici per chi scrive in questa lingua (cemût fâ i acints par furlan cu la tastiere?). Scovato nei commenti di Vinz in the sky, blog personale di belle atmosfere di un giovane concittadino.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedintumblrmail

Autonomie locali

«Per la prima volta un presidente di Provincia ha letto la formula di rito anche in pordenonese. “Prometo – ha giurato De Anna – de eser fedel a la Republica, de oservar lealmente la Costitusion, le legi de lo Stato e de la Region e lo statuto de la Provincia, de far el me dover del me uficio ne l’ interese del l’ Aministrasion par el ben de tuti”.»
Ansa Friuli Venezia Giulia

Facebooktwittergoogle_pluslinkedintumblrmail