il blog di Sergio Maistrello

Archivio mensile per dicembre 2004Pagina 2 di 2

Cose che non dimentico

Quando ero un po’ più giovane, verso i 16/17 anni, passavo buona parte del mio tempo libero nella redazione di un quotidiano locale della mia città. Per me era poco più che un gioco, ma mi trovai a coprire un po’ di tutto, dallo sport alla cronaca. Incontrai molte persone: impari molto sulla vita e su questo lavoro vedendo come le persone si relazionano con un ragazzino alle prime armi, quando si tratta di finire sul giornale.

Per chi cerca gloria a buon mercato, un ragazzino alle prime armi significa in genere due cose: che il giornale non lo considera abbastanza e che di lui scriverà un dilettante. Ho ricordi sgradevoli di persone sgradevoli (politici, soprattutto), ma ho anche esempi felici di professionalità e umanità. Il punto non era tanto prendere sul serio me, che chi se ne importa poi, quanto rispettare i ruoli di ciascuno e lavorare insieme per ottenere il miglior risultato possibile.

Una di queste persone è morta ieri, ne parlano oggi i giornali della mia zona. Non so se fosse una persona buona o meno, un professionista valido o meno. Ricordo però la prima volta che mi occupai di una manifestazione che lui organizzava, e di cui effettivamente io sapevo poco o niente: mi accolse con gentilezza e pazienza, mi trattò come avrebbe trattato qualunque mio collega adulto e sotto sotto esprimeva simpatia per quel ragazzino che tentava di arrabattarsi in una situazione un pelo più grande di lui. Ecco, questa piccola cosa io non l’ho dimenticata, per quel poco che può valere.

Primi propositi per l’anno che viene

Entro i prossimi dodici mesi mi piacerebbe tanto incontrare almeno un titolare di esercizio commerciale (negozio, bar o ristorante) che – intervistato da un giornalista o anche solo chiacchierando casualmente col sottoscritto – non si lamenti per: mancati introiti, stagione disastrosa, chiusura del centro al traffico, gusti dei clienti, introduzione del divieto di fumo, introduzione dell’orario libero, soppressione dell’orario libero, liberalizzazione delle licenze, sospensione delle licenze, altri vari ed eventuali pretesti.

In palio un abbraccio sincero al primo che sento ammettere in pubblico di: aver fatto una barca di soldi, aver fatto comunque un sacco di soldi anche tutte le volte che aveva buoni pretesti per lamentarsi, non essere affatto intimorito dalla chiusura dei centri storici al traffico, accettare con timoroso estro la sfida dei grandi centri commerciali.

No, sul serio ora: io non ho esperienza di gestione di negozi, e immagino non sia affatto facile. Non è la mia vocazione e non credo proprio sarei un bravo imprenditore. Ma mi chiedo: è solo una tattica collaudata per ottenere comunque le migliori condizioni possibili anche di fronte a possibili avversità oppure è davvero così dura mandare avanti un’attività? Perché in questo caso la quantità di negozi, per lo più pretenziosi, che continua ad aprire io non me la spiego proprio.

Il Grande Link

Lascia stare che è dedicato al Grande Fratello e che i link restano ancora tutti all’interno dello stesso sito, ma questo è forse il primo articolo vocatamente ipertestuale che io ricordi di aver notato sul sito di una testata mainstream italiana.

Buon segno, sette anni dopo l’inizio delle sperimentazioni. Insieme ai feed Rss e ad altre piccole intuizioni (come le “dirette”, con la raccolta cronologica dei lanci di agenzia su un argomento caldo) significa cominciare ad apprendere dall’ambiente in cui ci si trova, dopo aver cercato in tutti i modi di colonizzarlo. D’ora in poi può solo migliorare.

Fast Blood

Fast Blood, Lello VoceHo un po’ di cose in sospeso di cui parlare. Per esempio, Fast Blood di Lello Voce. Che mi ha trovato nei percorsi della Rete per bontà del suo autore e grazie allo zampino di Proserpina: i due si sono inventati un bell’esperimento di promozione dal basso che sta coinvolgendo molti blogger (vedere in fondo alla pagina dedicata per scoprire dettagli e altre destinazioni).

Fast Blood è un cd. Lello Voce, per chi non lo conoscesse, è un poeta-performer-romanziere. Uno che ama comunicare, insomma, dire cose e dirle ricercando il contenuto – possibilmente di impatto civile – e lo stile. Mettete insieme questi elementi e quello che ne viene fuori è un diluvio di parole a metà tra la poesia in musica e il teatro affabulatorio, con un accompagnamento musicale (di Frank Nemola) che segue ed esaspera lo stato d’animo dei testi. Il tutto è spiazzante al primo ascolto, affascinante al secondo; lo si apprezza dal terzo in poi, se non si hanno particolari preclusioni per le digressioni dalla tradizione melodica e per le sperimentazioni audaci.

Il cd contiene quattro lai (lamenti: del ragionare lento, del ragionare intenso, del ragionare caotico, del ragionare esperto), tutti impegnati sul fronte politico e sociale. Il primo lo si può anche ascoltare online, tutti sono (ed è una bella notizia) protetti da licenza Creative Commons, una forma di salvaguardia dei diritti d’autore che favorisce la circolazione della cultura. Già raccolte su carta col titolo L’esercizio della lingua (raccolta vincitrice del Premio di Poesia Antonio Delfini nel 2003), le quattro orature sono ora un’opera multimediale messa “in scena” su cd, ma anche dal vivo, in uno spettacolo di live poetry che Lello Voce porta in giro per l’Italia dal 2002.

Spiega lo stesso Voce in un intenso scritto («quasi teorico») a conclusione del libretto del cd (un brano già pubblicato in Akusma nel 2001):

Il poeta del domani, se vorrà sopravvivere e essere capace di ridisegnare un suo ruolo all’interno delle società tecnologiche e mediatizzate della post-post-modernità, dovrà trasformarsi in un Parasaurolophus. [..] Il Parasaurolophus è, invero, un dinosauro assai singolare e curioso, conosciuto dagli esperti col soprannome di ‘dinosauro trombone’. [..] È, insomma, un dinosauro ‘sonoro’ e, poiché gli studiosi credono di poter ipotizzare che l’amplificazione vocale avesse scopi comunicativi e sociali, cioè servisse ai parasaurolophus per ritrovarsi, riconoscersi, aggregarsi in branco, esso è anche un dinosauro sociale, ‘politico’ come avremmo detto un tempo. [..] È allegoria di un ruolo e di una funzione nuovi per il poeta e la poesia. [leggi tutto Il poeta parasaurolophus]

Il tutto – cd, musica, testi e premessa teorica – suonerebbe anche pretenzioso, se non fosse che l’intera opera testimonia al contrario sincerità, passione e amor di nuove strade. E coraggio, pure: trovalo te il tempo, la concentrazione e l’attenzione per ascoltare un prodotto del genere in una giornata tipo («Poesia di sottofondo? Beh, perché, a te non piacerebbe un mondo con la poesia di sottofondo?», ha dichiarato l’autore a Liberazione). Io ci ho messo bel un po’ a digerirlo. Poi l’ho lasciato decantare molto. Solo oggi, mentre mi decido a parlarne, è già la quarta volta che il cd fa il giro completo nel lettore.

Aggiungo: il cd è autoprodotto ed è distribuito da Self (a 8,30 euro). È il primo disco di una collana chiamata Absolute Poetry, dedicata a esperimenti di poesia e musica. Da tenere d’occhio.