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	<title>Commenti a: Il giornale online, secondo Lorenzetti</title>
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	<description>I grandi artisti sono quelli che impongono all&#039;umanità la loro particolare illusione (Guy de Maupassant)</description>
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		<title>Di: Sergio Maistrello</title>
		<link>http://www.sergiomaistrello.it/2005/09/17/il-giornale-online-secondo-lorenzetti/comment-page-1/#comment-412</link>
		<dc:creator>Sergio Maistrello</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2005 11:27:23 +0000</pubDate>
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		<description>Mi hai quasi convinto, Luca. Mi resta solo il dubbio che il nanopublishing di cui parli tu, così organizzato e giornalistico (dove quest&#039;attributo contiene in sé il germe della professionalità, ma anche l&#039;eredità di vecchi modelli), sia tutto sommato poco &quot;nano&quot;. Mentre buone pratiche di informazione più leggere, più spontanee, più distribuite (più rispettose della natura della rete, mi viene da dire) sono già un&#039;alternativa possibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi hai quasi convinto, Luca. Mi resta solo il dubbio che il nanopublishing di cui parli tu, così organizzato e giornalistico (dove quest&#8217;attributo contiene in sé il germe della professionalità, ma anche l&#8217;eredità di vecchi modelli), sia tutto sommato poco &#8220;nano&#8221;. Mentre buone pratiche di informazione più leggere, più spontanee, più distribuite (più rispettose della natura della rete, mi viene da dire) sono già un&#8217;alternativa possibile.</p>
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		<title>Di: Luca Lorenzetti</title>
		<link>http://www.sergiomaistrello.it/2005/09/17/il-giornale-online-secondo-lorenzetti/comment-page-1/#comment-411</link>
		<dc:creator>Luca Lorenzetti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2005 13:12:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sergiomaistrello.it/?p=333#comment-411</guid>
		<description>Caro Sergio,
innanzitutto grazie. Per l&#039;attenzione che hai voluto riservare al libro, per l&#039;acume della tua analisi, per i consigli che dai.

Sebbene come giornalista e operatore dell&#039;editoria online abbia letto credo gran parte della letteratura sull&#039;argomento (da Pratellesi a Carelli, da Staglianò alla Fabbiani solo per citarne alcuni) ho notato
che a prevalere era l&#039;analisi distaccata, l&#039;osservazione analitica, la volontà di definire un fenomeno, quello del giornalismo online, sempre (o quasi) da una prospettiva sociale, culturale, professionale.
Grande interesse nel vedere come &quot;funziona la macchina&quot; editoriale, come cambia la figura del giornalista, quali implicazioni comporta a livello sociale l&#039;avvento di Internet come prima fonte di informazione.
Ho notato però, probabilmente perché gran parte di questi libri è stata scritta da giornalisti (pure molto autorevoli), che nel momento in cui ci si aspettava che venissero affrontati aspetti più prettamente tecnici e concreti, che pure fanno parte della quotidianità del lavoro, generalmente l&#039;autore glissava, quasi sottintendendo che non fosse quella la sede adatta per considerarli.
Abbiamo quindi dei contributi qualificati e prestigiosi, che sono stati e sono tuttora un prezioso riferimento soprattutto per me, ma che non sono fatti a mio parere per essere tenuti sulla scrivania, ed essere sfogliati ogni qual volta ce ne sia la necessità. L&#039;unico che fa eccezione credo sia il manuale di giornalismo online di Luca De Biase, tra l&#039;altro consultabile gratuitamente qui: http://www.logos.it/corso_giornalismo/manuale/presentazione.htm

Posso dirti che la spinta maggiore che ho avuto nello scrivere questo manuale è stata la mia esperienza a capo dell&#039;ANSO (www.anso.it), l&#039;Associazione Nazionale Stampa Online. Ciò che la gente (colleghi giornalisti, editori, imprenditori) mi chiede più spesso non è tanto &quot;Cosa ne pensi tu di questo?&quot;, quanto piuttosto &quot;Come si fa questo?&quot;.
Ho pensato questo libro come ad una lunga serie di risposte alle &quot;FAQ&quot; che mi sono state poste, che sono, ad esempio, &quot;qual è il CMS più adatto
e versatile per un portale d&#039;informazione?&quot;, &quot;sono obbligato a registrare una testata telematica?&quot;, &quot;come posso muovermi per aumentare il fatturato pubblicitario?&quot;.

In generale ho notato, e posso comprenderne perfettamente le ragioni, una grande necessità di concretezza, di praticità. Di capire quali
possano essere gli strumenti di base per partire e, soprattutto, se realizzare un giornale online sia una cosa che vale la pena fare oppure no.
Non pretendendo di dare una risposta definitiva e univoca a questi interrogativi, ho provato a dare al mio lettore una consapevolezza un po&#039; più ampia di quello che significa operare in questo settore, e ad abbattere qualche luogo comune (molti sono difficili da scalfire).

Con mio grande piacere, alcune persone mi hanno contattato dopo aver letto il libro chiedendo consigli, riferimenti, aiuti. E ho capito meglio chi è il mio &quot;lettore di riferimento&quot;: si tratta quasi sempre di giornalisti freelance stanchi della precarietà professionale alla quale questo mestiere spesso costringe, e che hanno voglia di misurarsi anche come (piccoli) imprenditori di se stessi. Stanchi di lavorare come sono per un progetto che non è il loro, e che quasi sempre non li gratifica economicamente, alcuni individuano nel giornale online una forma di riscatto professionale, di conquista di quell&#039;autonomia altrimenti impraticabile con altri media.

Anche questo (forse lo condividerà anche l&#039;amico Luca Conti) è nanopublishing, forse nel senso più proprio del termine.

E allora ti chiedo: non pensi che questo target sia più ampio di quanto si creda?

Grazie ancora della tua attenzione!

Luca Lorenzetti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sergio,<br />
innanzitutto grazie. Per l&#8217;attenzione che hai voluto riservare al libro, per l&#8217;acume della tua analisi, per i consigli che dai.</p>
<p>Sebbene come giornalista e operatore dell&#8217;editoria online abbia letto credo gran parte della letteratura sull&#8217;argomento (da Pratellesi a Carelli, da Staglianò alla Fabbiani solo per citarne alcuni) ho notato<br />
che a prevalere era l&#8217;analisi distaccata, l&#8217;osservazione analitica, la volontà di definire un fenomeno, quello del giornalismo online, sempre (o quasi) da una prospettiva sociale, culturale, professionale.<br />
Grande interesse nel vedere come &#8220;funziona la macchina&#8221; editoriale, come cambia la figura del giornalista, quali implicazioni comporta a livello sociale l&#8217;avvento di Internet come prima fonte di informazione.<br />
Ho notato però, probabilmente perché gran parte di questi libri è stata scritta da giornalisti (pure molto autorevoli), che nel momento in cui ci si aspettava che venissero affrontati aspetti più prettamente tecnici e concreti, che pure fanno parte della quotidianità del lavoro, generalmente l&#8217;autore glissava, quasi sottintendendo che non fosse quella la sede adatta per considerarli.<br />
Abbiamo quindi dei contributi qualificati e prestigiosi, che sono stati e sono tuttora un prezioso riferimento soprattutto per me, ma che non sono fatti a mio parere per essere tenuti sulla scrivania, ed essere sfogliati ogni qual volta ce ne sia la necessità. L&#8217;unico che fa eccezione credo sia il manuale di giornalismo online di Luca De Biase, tra l&#8217;altro consultabile gratuitamente qui: <a href="http://www.logos.it/corso_giornalismo/manuale/presentazione.htm" rel="nofollow">http://www.logos.it/corso_giornalismo/manuale/presentazione.htm</a></p>
<p>Posso dirti che la spinta maggiore che ho avuto nello scrivere questo manuale è stata la mia esperienza a capo dell&#8217;ANSO (www.anso.it), l&#8217;Associazione Nazionale Stampa Online. Ciò che la gente (colleghi giornalisti, editori, imprenditori) mi chiede più spesso non è tanto &#8220;Cosa ne pensi tu di questo?&#8221;, quanto piuttosto &#8220;Come si fa questo?&#8221;.<br />
Ho pensato questo libro come ad una lunga serie di risposte alle &#8220;FAQ&#8221; che mi sono state poste, che sono, ad esempio, &#8220;qual è il CMS più adatto<br />
e versatile per un portale d&#8217;informazione?&#8221;, &#8220;sono obbligato a registrare una testata telematica?&#8221;, &#8220;come posso muovermi per aumentare il fatturato pubblicitario?&#8221;.</p>
<p>In generale ho notato, e posso comprenderne perfettamente le ragioni, una grande necessità di concretezza, di praticità. Di capire quali<br />
possano essere gli strumenti di base per partire e, soprattutto, se realizzare un giornale online sia una cosa che vale la pena fare oppure no.<br />
Non pretendendo di dare una risposta definitiva e univoca a questi interrogativi, ho provato a dare al mio lettore una consapevolezza un po&#8217; più ampia di quello che significa operare in questo settore, e ad abbattere qualche luogo comune (molti sono difficili da scalfire).</p>
<p>Con mio grande piacere, alcune persone mi hanno contattato dopo aver letto il libro chiedendo consigli, riferimenti, aiuti. E ho capito meglio chi è il mio &#8220;lettore di riferimento&#8221;: si tratta quasi sempre di giornalisti freelance stanchi della precarietà professionale alla quale questo mestiere spesso costringe, e che hanno voglia di misurarsi anche come (piccoli) imprenditori di se stessi. Stanchi di lavorare come sono per un progetto che non è il loro, e che quasi sempre non li gratifica economicamente, alcuni individuano nel giornale online una forma di riscatto professionale, di conquista di quell&#8217;autonomia altrimenti impraticabile con altri media.</p>
<p>Anche questo (forse lo condividerà anche l&#8217;amico Luca Conti) è nanopublishing, forse nel senso più proprio del termine.</p>
<p>E allora ti chiedo: non pensi che questo target sia più ampio di quanto si creda?</p>
<p>Grazie ancora della tua attenzione!</p>
<p>Luca Lorenzetti</p>
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