il blog di Sergio Maistrello

Ancora sul miglior disordine possibile

Perché scrivere zucchero sul barattolo dello zucchero ci può aiutare a trovarlo prima e a non confonderlo più col sale. Ci faremo largo con i tag (Pdf, 350 KB circa), un articolo da Monthly Vision di marzo 2006.

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12 Risposte a “Ancora sul miglior disordine possibile”


  1. 1 Kurai

    Toh, l’ho letto giusto ieri :)
    Molto interessante.

  2. 2 Davide La Rosa (Lario3)

    Passavo di qui per caso e, quindi, colgo l’occasione per ringraziarti (ti do del tu) per il libro “Come si fa un blog” visto che mi è stato (e mi è) molto utile.
    CIAO!!!

  3. 3 catepol

    tutto ottimo quanto ci hai fatto leggere sui tag e tutto molto interessante. Però ogni tanto va sperimentata la prova. Se sul barattolo non c’è scritto sale e mi trovo davanti due barattoli apparentemente uguali con contenuto bianco dentro…solo la prova e l’epserienza mi faranno riconoscere quello che poteva essere di mio interesse tra i due e di aiuto alla tazzina di caffè che tengo in mano…

  4. 4 Sergio Maistrello

    Kurai, Davide, grazie a entrambi.

    catepol, non sono sicuro di aver capito il tuo punto di vista. temo che tu non abbia colto il funzionamento della folksonomy (perché evidentemente non mi sono spiegato bene) oppure semplicemente ne vuoi negare a priori i vantaggi. tra i quali c’è proprio quello di rendere efficiente la scelta dei contenuti in mancanza di prova diretta.

  5. 5 Davide (Lario3)

    Prego :-)
    CIAO!!!

  6. 6 catepol

    no non nego affatto i vantaggi…forse mi sono spiegata male io

  7. 7 Ivana

    “Il sito da un milione di euro!

    Idea fantastica…….un sito per fare solo pubblicità a pochi euro come quello inglese…. !

    Offerta Speciale

    Dai visibilità al tuo sito o al tuo blog….inseriscilo sul ns sito internet:…

    Scusa l’intrusione nella discussione ma sto appena alle prime pp del tuo libro e già ho trovato qualcuno che il modo per guadagnar qualcosa con i blog l’ha trovato (vedi sopra)…sbaglio o nell’introduzione di Sofi si dice che in realtà il blog dovrebbe risultare collaborativo ed essere un dono? Viviamo tempi bui,a mia volta leggo e mi documento proprio perchè temporaneamente inoccupata, ma se anche grossi gruppi economici decidessero di farsi avanti e qualcuno “ci cascasse nella rete” e provasse ad ingabbiare tanti gruppi di blogger per controllarli – (Yahoo sta usando i “Web Beacons” per tracciare ogni utente dei gruppi Yahoo. Si tratta di una cosa simile ai cookies e che permette a Yahoo di registrare ogni sito web e ogni gruppo che venga visitato, anche se non si è connessi a Yahoo…(ndr al sito di Beppe Grillo per altre info)- a nulla potrebbe valere che si sia respirata aria di democrazia diretta, e presunta “libertà”, nel nostro piccolo spazio virtuale! Potrà essere sempre solo una questione di scelte, ma fino a quando?Che ne pensi? Ciao e a presto.

  8. 8 Sergio Maistrello

    Ivana, discorso complesso. il libro dà una visione di insieme sul senso complessivo dello strumento blog e insiste sugli usi che (secondo me, sofi e qualcun altro) ne esaltano le virtù. non nega che ci si possa guadagnare, né che molti ci stiano provando da tempo e a diversi livelli (dai corporate blog fino ai network di nanopublishing, parte dei quali non erano ancora diffusi al momento in cui quel libro è andato in stampa). una cosa non esclude l’altra, c’è spazio per tutti, insomma. se però il modello è la million dollar page, attenzione: il suo successo vive della sua unicità, non credo sia replicabile. ed è un caso su milioni e milioni di siti personali che vivono di collaborazione e dono.

  9. 9 Ivana

    Molte grazie. Sia chiaro, non criticavo l’idea di chi prova a guadagnare in blog, e se ci riesce buon per lui, ma il principio di un modello accattivante di business furbesco, talora anche incentrato sui sentimenti del prossimo e soprattutto sul concetto di corresponsione non gratuita.(hai presente i presunti santoni alla Vanna Marchi?)Il bisogno di voler comunque comunicare, e la rivalsa così operabile sul tempo che fugge e che tutto fagocita, personalmente ritengo debba rimanere caratteristica precipua dell’essere umano, che troppo spesso dimentica se stesso ed il valore di “esserci” con gli altri, scevro da qualsiasi attributo commerciale. Non sempre si è solo prototipi societari, e la dimostrazione di come ciascuno voglia provare a mettersi in gioco e respirare un pò, la dice lunga proprio sul fenomeno blog, per fortuna.

  10. 10 Fabrizio Gasparello

    Monthly Vision – non funziona

  11. 11 Sergio Maistrello

    Qui sembra funzionare, il link è corretto.

  1. 1 Blogosfera: lo stato dell’arte at Giovanni Calia
    Pingback il 2 apr 2008 alle 11:02

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