Giornalisti, blogger e liberi professionisti

Cataste di libri da segnalare, di questi tempi, ma il tempo manca e spero almeno di recuperare entro l’estate. Due però devo proprio anticiparli, non fosse altro perché riguardano due carissimi amici.

Il primo è uscito ormai da mesi e io da mesi mi riprometto di parlarne come merita (con i risultati scarsi che sono sotto gli occhi di tutti). Si chiama Il campo giornalistico ed è una raccolta di saggi sui nuovi orizzonti dell’informazione, a cura di Carlo Sorrentino. Il libro approfondisce le evoluzioni di linguaggio e di formato che interessano la produzione giornalistica su carta, in Rete, in radio e in Tv: è una sorta di corso d’aggiornamento per chiunque si interessi di giornalismo e sia ancora fermo ai classici dell’argomento. Ma qui lo segnalo soprattutto perché nel libro c’è un approfondimento sull’informazione al tempo dei blog scritto da Antonio Sofi, che della materia considero – spogliandomi da ogni conflitto di interessi – uno dei più onesti e preparati interpreti. Il saggio raccoglie in modo organico tutte le intuizioni che Antonio da tempo propone su Webgol e nei recenti incontri in giro per l’Italia, ipotizzando in particolare tre campi di lavoro e di contaminazione con l’informazione tradizionale: i blog come testimonianza e giornalismo diffuso nei casi di emergenza, i blog come collettore di giornalismo residuale e i blog come approfondimento collaborativo verticale e orizzontale. Un testo che ha il pregio della sintesi e della visione dall’alto, e che potrebbe permettere a molti blogger e altrettanti giornalisti di capirsi un po’ meglio.

Il secondo libro, invece, è fresco di stampa ed è stato scritto da Dario Banfi. Si chiama Liberi professionisti digitali ed è una guida agli strumenti e alle pratiche che possono rendere molto più semplici le giornate di chi lavora in proprio o in una piccola azienda. È il classico libro che ha senso soltanto se non si limita a passare in rassegna freddamente procedure, siti e prodotti, ma riesce a creare un contesto funzionale all’interno del quale trasferire brandelli di esperienza concreta e mettere in luce tutti i collegamenti possibili tra le diverse attività quotidiane. In questo, secondo me, il libro è particolarmente ben riuscito, anche perché racconta molto del modo in cui Dario lavora e ha organizzato la sua professione di giornalista freelance, oltre che di quanto negli anni ha imparato lavorando a stretto contatto con avvocati, grafici, geometri e fotografi. Utile per qualunque libero professionista desideroso di prendere il meglio da Internet e dalle tecnologie di scaffale, imprescindibile per chi sta pensando di lanciarsi nella professione autonoma.

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Tele2, l’epilogo

Giusto per concludere l’ideale trilogia, dopo quasi tre mesi ho risolto tutti i miei problemi con Tele2. Oggi, infatti, oggi ho ordinato l’Adsl a Telecom Italia.

Per la cronaca, Tele2 ci ha messo quattordici settimane, cinque riavvii di pratica e si è fatta sollecitare otto volte per scoprire la più semplice delle verità: la centrale a cui appartiene la linea in questione, che non è quella dei problemi Telecom qui sotto, non può soddisfare in partenza la mia richiesta. Me lo appunto, come sempre, per avere qualcosa di cui chiacchierare col prossimo addetto al telemarketing che mi proporrà di abbonarmi a Tele2.

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Chi ha tempo non aspetti tempo

– Signorina, non mi funziona l’Adsl.
– Guardi che questo è il commerciale, non sono in grado di aiutarla. Doveva chiedere dell’assistenza tecnica.
– L’ho fatto.
– Guardi, io sono del commericale.
– Ok.

(mezzora dopo, stessa combinazione di tasti)

– Signorina, non mi funziona l’Adsl.
– Sì, guardi, c’è un’interruzione programmata a livello generale, ci è stato comunicato.
– Ah, almeno a voi è stata comunicato, mi fa piacere…
– Il ripristino è previsto entro tre ore, c’è scritto.
– Tre ore a partire da quando?
– Ah, questo non lo so.
– Ecco.

17 maggio, ore 22:30. Magari sono stato un po’ precipitoso a dar per conclusa la faccenda: dopo mezza giornata di resipiscenza, da oltre 26 ore la mia Adsl non dà segni di vita. Problemi ai server, dicono a Telecom Italia. Per dire, a un certo punto della giornata mi sono ritrovato con due tecnici dello stesso ufficio in linea su due telefoni diversi contemporaneamente, uno per orecchio.

18 maggio, ore 11. 39 ore dopo tutto sembra tornato alla normalità. Speriamo bene.

18 maggio, ore 20.30. Ci risiamo, la linea è di nuovo in palla. Rimpiango di aver detto al tecnico che ha chiamato questo pomeriggio che tutto sembrava sotto controllo. Lavorare in queste condizioni, oltre alle strepitose quantità di tempo perso, è anche molto molto molto seccante. Sto cominciando a perdere la pazienza.

18 maggio, ore 22. La linea è ristabilita. Quanto durerà questa volta?

19 maggio, ore 8.20. Poco, infatti siamo di nuovo a piedi. Per ingannare l’attesa, ci prepariamo a girare una nuova soap opera, Connectful.

19 maggio, ore 11. Timidamente in linea.

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Fave e piselli dall’Orto

From our kitchen garden/1

From our kitchen garden/2

Stamattina è arrivata, come previsto, la prima spedizione di verdure dal Parco dei Buoi, la fattoria con cui abbiamo stipulato l’abbonamento stagionale all’orto. I baccelli sono stati raccolti ieri mattina, sono partiti dal Molise nel primo pomeriggio e oggi, entro l’ora di pranzo, erano sulla nostra tavola, in ottime condizioni. Non esattamente pronti da mettere in frigo, ma Francesco Travaglini ha subito spiegato il cambiamento di programma sul blog dell’azienda agricola. Per noi, ghiotti di piselli in scatola e poco in confidenza con le fave, è la prima occasione di riscoprire un diverso rapporto con le verdure di stagione e nuove ricette. In arrivo, nelle prossime settimane, pomodori, peperoni, melanzane, cipolle, fagioli, fagiolini, lattuga, spinaci, zucchine, zucca, puntarelle, patate e cime di rapa (che vediamo crescere grazie agli aggiornamenti). Intanto un ciuffo di prezzemolo in omaggio, uso che qui al Nord si è completamente perso, rallegrerà stasera il risotto.

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