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Archive: settembre 2006

settembre 27 2006

A Gaeta è stato interessante: si è parlato della città che non c’è, della città che ci potrebbe essere, della città che non c’è più, della città che c’è stata. Ognuno da un punto di vista diverso: la tecnologia, il turismo, l’architettura, l’ambiente, la filosofia. Poche soluzioni, ma molti stimoli. E la sensazione che per molti ancora Internet non sia una soluzione, nemmeno a livello locale, perché annulla le emozioni. Poche chiacchiere e poi tanto cibo, ospiti di persone appassionate che cercano di valorizzare storia e tradizioni enogastronomiche. Una bella esperienza per tutta la famiglia.

Ora si riparte per Milano. Un paio di giorni in giro per lavoro, e poi tanti incontri vecchi e nuovi al BzaarCamp prima di riacciuffare un po’ di normalità.

settembre 27 2006

Le impronte

– Dice che dobbiamo andare in Questura per dare le impronte
– Ma non basta quella della carta d’identità elettronica?
– Dice che non sono collegati, e comunque serve l’impronta completa di tutte le dita e del palmo di entrambe le mani
– Ma mica ci spennellano di inchiostro?
– Figurati, ormai hanno gli scanner digitali, basterà un minuto

– Buongiorno, l’uff…
– Di là!
– No, scusi, dovrei parl…
– Di là!
– Ma io…
– Beh, non cerca l’ufficio passaporti? È di là!
– Veramente ero in cerca dell’ufficio di polizia scientifica
– Perché?
– Perché mi hanno chiesto di venire per delle impronte
– Ma chi cerca?
– Mi hanno detto di chiedere di Tizio Caio
– Aspetti

– Buonasera, sono Tizio Caio. Come mai siete qui?
– Ci avete convocati voi stamattina
– Ma siete quelli dell’appartamento?
– Immagino di sì
– Ma siete venuti entrambi?
– Così ci avete chiesto, sembrava dovessimo chiamare l’intera famiglia, a sentire il suo collega
– Ah, vabbé, seguitemi

– Mi spiace vi devo sporcare le mani con l’inchiostro
– Pensavo che ormai aveste gli scanner digitali
– Come no, eccolo là. Ma ancora non lo usiamo. Mi porge la mano destra?

– Venga, andiamo in bagno
– … in bagno?!
– Ma faccia attenzione a non sporcarsi i vestiti, non usi le mani!
– Prometto
– Allora: bagni le mani, prenda questa polvere e strofini bene bene senz’acqua più volte. Insista molto, eh?! Ci vorrà un po’ di pazienza…
– Speriamo basti quella…

– Ha già fatto?
– Più o meno, non è che sia venuto proprio molto bene
– Guardi che cosa ho trovato: questa cosa è arrivata proprio ieri!
– Pasta lavamani?
– Sì, esatto, è l’ultima novità
– Stupefacente il progresso, eh?!

– Bene, grazie, potete andare
– Senta, ma ci sono sviluppi sul nostro furto?
– No, nulla
– Non è che i nomadi arrestati in questi giorni c’entrano qualcosa?
– No no
– Quindi è solo routine?
– Solo routine
– Ne conserverò un ricordo indelebile. Buonasera
– Buonasera

settembre 27 2006

L’amico mio

Dice che mi sta bene che mi siano entrati i ladri in casa. Dice che ho voluto Prodi? ho voluto Prodi?, e allora adesso non mi posso proprio lamentare. Non volevo forse gli zingari e gli extracomunitari in casa?, beh eccomi accontentato. Vota Prodi, dice, ecco che cosa succede, me lo merito.

settembre 20 2006

Anche quest’anno nel weekend di Pordenonelegge.it sarò dall’altra parte d’Italia. Da domani a domenica sono a Gaeta (Latina), ospite di Gaetavola. Venerdì pomeriggio, nell’ambito della manifestazione gastronomico-culturare Le vie di Gaeta, parteciperò al convegno La città che non c’è (appuntamento alle 17 in piazza Montesecco). Occasione per conoscere nuovi luoghi e nuove persone, ma anche – forse e inaspettatamente – per riabbracciare un po’ di vecchi amici.

settembre 19 2006

Quinta di copertina, la rassegna stampa tecnologica in podcast che Antonio Sofi cura tutti i giorni su Apogeonline, compie oggi cento puntate. Che a voltarsi indietro, ripensando a quando è nata in marzo come piccolo esperimento di trasmissione audio via Internet, è proprio un bel traguardo: significa cento mattine che Antonio si sveglia di buonissima ora (almeno una prima del solito), scende in edicola, sfoglia un buon centinaio e anche più di pagine, fa sintesi e poi registra dieci minuti di segnalazioni e commenti agili agili.

Mi piacerebbe raccontare il puntiglio, l’inventiva, l’autocritica costante, la costanza, i progetti e la passione che stanno dietro a quel prodottino rapido, arguto e puntuale, che in molti già amano ascoltare dalle casse del proprio computer o sul lettore Mp3. Ma temo che Antonio non apprezzerebbe la sviolinata, e del resto i pregi di Quinta parlano da sé.

In tutto questo, evidentemente, io devo dichiarare una discreta serie di conflitti di interesse: Antonio è un amico, prima che un insostituibile collaboratore, e in Apogeonline io ricopro un ruolo di coordinamento. In genere non amo affatto indulgere nell’autopromozione o nella promozione gratuita delle cose che hanno a che fare col mio lavoro, ma da lettore/ascoltatore, quale comunque resto prima di ogni altra cosa, devo a Quinta di copertina quella segnalazione e quell’apprezzamento pubblico già rimandato ben oltre il dovuto.

E ora altre cento, Antonio?

settembre 14 2006

Confesso che non ho seguito la vicenda con la necessaria attenzione, il che di per sé sarebbe già un ottimo motivo per tacere. Dico però che le complicazioni burocratiche che nel giro di poche settimane si sono abbattute sulla mia attività di libero professionista grazie al decreto Bersani e ai provvedimenti collegati (tracciabilità dei pagamenti su conto corrente, notifica contestuale degli F24 all’Agenzia delle Entrate e altre seccature minori) hanno tutto l’aspetto di un malinteso senso dell’innovazione, del rilancio economico e della trasparenza fiscale. In mancanza di una segretaria, così come di qualunque velleità di nascondere capitali al Fisco, tutte le nuove prescrizioni per ora mi sembrano soltanto un clamoroso e malaugurato passo indietro sulla via della semplificazione amministrativa. Nonché la conferma della sensazione che ancora una volta l’autista abbia sbagliato strada all’ultimo bivio.

settembre 13 2006

Uffici mobili

Meditavo di dire due parole sul mio ultimo acquisto tecnologico, un cellulare Umts/Wi-Fi che facesse anche da ufficio d’emergenza in questo periodo di bimbi urlanti, spostamenti frequenti e lavoro a singhiozzo. Vedo però che SuzukiMaruti ha già fatto il lavoro sporco per me: sottoscrivo tutte le sue impressioni d’uso. Dopo tre settimane di uso intenso non ho ancora trovato un motivo per pentirmi del mio Nokia E61 (che sostituisce un dignitoso Nokia 6600 e che s’è disputato a lungo l’investimento con un Blackberry 8700g). Ora mancherebbe soltanto un’offerta dignitosa di Internet mobile da parte di un gestore di telefonia, perché quel che c’è è davvero poco, poco coraggioso e spesso fuori mercato.