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Archive: maggio 2007

maggio 31 2007

I barcamp e gli eventi affini sono ormai talmente tanti, e sempre alla legittima ricerca di visibilità, che a parlare di tutti si finirebbe per fare tante copie del già ottimo BarcampItalia, il blog dedicato alle non-conferenze italiane creato da Giovy. Faccio con piacere un’eccezione per il PubCamp, il barcamp anomalo che Massimo Marino sta organizzando per il 23 giugno in un pub di Chieti. L’idea della birreria va di pari passo con quella di favorire la divulgazione non specialistica dei blog e delle altre applicazioni mature di Internet, tra una birra e l’altra. Un po’ barcamp un po’ blogfest, dice Massimo. Il paradiso degli interstizi, a occhio.

Luogo e data, per me, sono fuori portata. Il destino dei barcamp di provincia – e quando dico provincia parlo con rispetto e cognizione di causa – è quello di contare, più che sui grandi numeri, su una coda lunga di partecipanti, vuoi perché barcampeggiatori sfegatati, vuoi perché vicini di casa, vuoi per felici coincidenze. Ecco, ne parlo perché spero di alimentare qualche felice coincidenza, buttando lì un po’ di link. E a Massimo, che in questi giorni chiede un po’ di supporto morale, un augurio – soprattutto – di buon divertimento.

maggio 25 2007

Se è vero che il destino di una nazione lo si può leggere nei fondi delle assemblee condominiali, allora le mie previsioni per il futuro sono quanto meno fosche.

Questa sera un vicino di casa, uno di quelli che per millesimi e carattere hanno il potere di stroncare sul nascere ogni germoglio di costruttiva convivenza, ha a lungo argomentato riguardo a una supposta ingiustizia che sarebbe stata perpetrata a suo danno nei secoli dei secoli e sulla sua conseguente intenzione di fare causa anche al padreterno, a meno che non fossero state accettate una serie di bizzarre richieste (che, per correttezza, si sarebbe astenuto dal votare). Il tutto scrupolosamente sostenuto da una fumosa collezione di citazioni giuridiche confezionate dal suo avvocato, collegate tra loro da deduzioni quanto meno personali.

Alla richiesta di produrre documentazione scritta e circostanziata in merito a pretese così sorprendenti, acciocché l’assemblea potesse in seguito valutare e rispondere nel merito, la risposta è stata più o meno: eh, col cavolo, che io questa ricerca qui me la sono pagata coi miei soldi, ora mica vi dò la pappa pronta, arrangiatevi.

maggio 14 2007

Nô che i sin stâts
laris di cjariesis,
sassins di bausiis,
presonîrs di svui,
plens di fan di peraulis,
cjocs di avignî.
[Giuliana Pellegrini, Nô…]

Non ho mai parlato di Giuliana, ed è ora di rimediare. Giuliana Pellegrini è uno di quei regali inaspettati che ogni tanto mi fa la Rete, grazie a vie che sembrano misteriose e non lo sono poi molto. Tempo fa mi contattò Rosanna (coautrice del blog Dal Blu), finita in questo sito per via di alcuni post dedicati a dischi e concerti di Eugenio Finardi – e Finardi, suo malgrado, è il filo rosso che unisce tutte le persone citate in questa storia. Mi dice Rosanna: ho letto sul tuo sito che hai radici friulane; una mia amica ha scritto un libro in friulano e me ne ha regalate due copie; vorrei regalarne una a qualcuno che possa apprezzarla, ma nessuno dei miei amici parla o capisce il friulano; a te piace Finardi, e di solito chi apprezza Finardi è una bella persona; posso mandartelo?

Ora, per uno di quegli scherzi della geografia, la mia città sta sì in Friuli, ma ha le orecchie rivolte già in Veneto. Il friulano lo parla, slavato, soltanto chi ha parenti e amici nell’alta provincia Udinese o in Carnia. Perché il friulano – come ci insegna Dree Venier, mente del blog ILfurlanist – non è nemmeno un dialetto, ma una lingua a tutti gli effetti. Io non ho radici che affondino sopra Gemona, ma alcuni dei miei amici più cari vivono lì e hanno l’abitudine di parlarmi spesso in friulano. Abbastanza da azzardare che qualche parola qui e là la capisco. E abbastanza da dire a Rosanna: mi farebbe molto piacere, mandamelo.

Me lo mandò, il libro, e attraverso quel libro ho poi conosciuto – prima per via digitale, poi anche di persona – l’autrice, che corrisponde a quella severità piena di dolcezza e generosità d’animo con cui identifico la gente della sua terra. Il libro è La none e conte (La nonna racconta), ed è adorabile. La nonna in questione è Giuliana e i racconti sono fiabe della sua terra pensate per la sua nipotina Benedetta. Spiega Giuliana:

Ho scoperto che diventare nonna è una magnifica avventura. Ed ho sentito l’’urgenza di lasciare qualcosa dei miei ricordi, del mio mondo, a lei, che avrà venti anni nel 2025. Sono, mi sento tenacemente friulana, mi piace parlare la madrelingua, mi piace ascoltarla. Questa terra, aspra e dolcissima, ferita e umiliata da terremoti, da barbariche invasioni, da varie sudditanze, svela, nel linguaggio, l’orgoglio di un popolo diverso. Non migliore o peggiore, diverso. Popolo di migranti, di miseria, di sacrificio, troppo lontano dall’’Italia, troppo di confine, di passaggio. Gente di avare parole, di gesti parchi, gente abituata a lavorare. Eppure, nonostante le consonanti sorde ed i suoni gutturali tipici, il friulano è una lingua incantata. Alcune parole sono suono puro, altre hanno significato e memoria.

Tutto avviene nel microcosmo di un prato, abitato da animali e insetti dai tratti umani: Marquart lo scorpione musicista, Lisute la rana extracomunitaria, Ghessie la topolina disturbatrice della quiete pubblica, Checo il gallo balbuziente, Napoleon il gatto istruito, Menie la capra comunista, Bladimir il pipistrello nobile, Nerute la coccinella sarta e poi il grillo Roc, il riccio Sismont, la rondine Lole. E io, che proprio in quei mesi stavo diventando padre, mi sono oltremodo intenerito. La none e conte sta ora nella piccola biblioteca che aspetta mio figlio Giorgio appena sarà più grande.

Da qualche mese Giuliana Pellegrini ha pubblicato anche un secondo libro, Contis dal prât incjántât (Racconti dal prato incantato), altrettanto felice, e questa volta alla portata di tutti perché dotato di traduzione a fronte in italiano. Si può consultare e acquistare anche online, peraltro. In italiano si perde parte della magia dei suoni, ma le fiabe sono deliziose di per sé, come del resto i disegni di Katia Zaghi. Del libro segnalo in particolare la poesia che fa da introduzione (un frammento della quale apre anche questo post), che trovo particolarmente bella ed evocativa anche tradotta.

maggio 7 2007

Appuntamento confermato, dunque, mercoledì sera (9 maggio) alle 18 alla Libreria Hoepli di Milano, zona Duomo (mappa). Ci troviamo a fare quattro chiacchiere sul libro con Luca Sofri e Tommaso Labranca (bontà loro). Per rispondere alle domande più frequenti raccolte finora: sì, l’entrata è libera e tutti sono benvenuti (e ci mancherebbe altro!); e boh, non ho idea se sia previsto un rinfresco, ma metterò una buona parola in proposito. Chi vuole può scaricare e stampare l’invito, ma è soltanto un promemoria, nessuno controllerà all’ingresso.

Ci sarai?

maggio 6 2007

Leggo sulla brochure e su un comunicato di VenetoExpo che il 14 maggio sarò presente al VenetoCampExpo di Marghera (VE). È piuttosto curioso, perché non mi sono mai registrato da nessuna parte né ho mai confermato la mia presenza a nessuno. Per dire.

maggio 2 2007

Io dei barcamp ho capito questo: se non presenti nulla, ti perdi metà del divertimento e metà dello scambio virtuoso di idee. Ovvero se non rispetti le regole, non ci rimettono soltanto gli altri, ma tu per primo. Dunque cercherò di non andare più a un barcamp senza qualcosa di pronto da raccontare.

Dello ZenaCamp si sa già quasi tutto, io mi sono limitato – mio malgrado e grazie soprattutto ad Andrea Beggi (l’eroe del giorno) e a Federico Fasce – a fare un po’ di pubbliche relazioni. Il merito della riuscita della giornata è tutto degli organizzatori, che – come già Antonella Napolitano a Casalecchio poche settimane fa – hanno fatto i salti mortali per far sentire ogni partecipante a proprio agio. Per il resto sottoscrivo il punto di vista di Antonio Sofi e auspico un barcamping, altrettanto bar ma anche un po’ più camping.

Prossimi appuntamenti: Matera e Torino il 12 maggio (dove non ho speranze di arrivare) e a Marghera il 14 (e lì almeno ci provo).