Auguri a tutti, soprattutto a Francesco

Chiudo idealmente l’anno con un pensiero per Francesco Grossi, ZoneX – cortese, generoso e passionale personaggio, di cui leggo solo oggi la peggiore delle notizie. Passava spesso di qui, nei commenti, per e-mail o sull’instant messenger, prodigo di interrogativi e di parole gentili. Ci vedeva poco, e alla sensibilizzazione sull’ipovisione aveva dedicato buona parte del suo blog, ma con l’intuito compensava ogni possibile limitazione della vista. Tra tante bizzarre e talvolta ruvide conoscenze mediate da Internet, lui si distingueva perché gli si voleva bene a prescindere, di primo acchito.

So da prima di incontrare Francesco quanti piccoli – e crudeli, perché a noi costerebbe così poco rimuoverli – ostacoli poniamo ogni giorno anche sul web a chi ha complicazioni legate alla vista. Gli avevo promesso che avrei fatto il possibile perché i miei libri non restassero ostaggio della loro carta e fossero messi a disposizione in versione digitale almeno di chi utilizza sintesi vocali o zoom video. Non ci sono ancora riuscito, perché banali (e altrettanto crudeli) motivi imprenditoriali ancora trattengono gli editori dal fare l’unica scelta civile possibile. A Francesco potevo anche passare sottobanco il pdf o il txt del libro, ma so che non gli sarebbe piaciuto: ci sono tanti altri Francesco là fuori per cui non sarebbe cambiato nulla.

Così questo resta uno dei miei buoni propositi per il prossimo anno. E un modo per ricordare con il sorriso tutte le volte che Francesco lasciava da qualche parte un saluto per me e «per il piccolo».

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Città che fanno cose in rete

Ieri Mauro Del Pup segnalava l’interessante iniziativa del Comune di Rimini, i cui assessori – beh, a dire il vero uno solo, per ora – raccontano le loro attività istituzionali su Twitter. Nei mesi scorsi mi è capitato di incontrare diverse realtà civiche online interessanti (Firenze, Schio, il municipio partecipato di Roma), così come da qualche tempo sto seguendo i primi passi in questo mondo della mia città. Esistono molti altri laboratori di e-democracy in Italia: semplicemente non è sempre facile conoscerli e censirli.

Allora – a mo’ di appunti digitali personali, ma anche e soprattutto per dare uno spunto a chi ha informazioni utili da condividere – ho creato una mappa collaborativa. Sto riportando un po’ per volta quello che so in fatto di città che stanno provando a fare cose in Rete: chi ha voglia è libero di aggiungere. Unico requisito: mi interessano poco i progetti che digitalizzano, senza innovare più di tanto, processi tradizionali (e che in genere finiscono nel calderone dell’e-government). Dunque sebbene io intuisca quanto utili saranno alla pubblica amministrazione il protocollo informatico e la firma digitale, tanto per fare due esempi, qui sto parlando di tentativi di fare cose nuove in modo nuovo, o quanto meno di fare cose vecchie in modo nuovo, aprendo nuovi scenari di rappresentazione online della complessità locale. Sto parlando di nuovi abitanti, per usare termini cari a Giorgio Jannis.

Ci proviamo?

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Turismo (e Rete, anche) tra i Sassi

Valigie pronte e riparto. Destinazione Matera, dove venerdì partecipo a un convegno organizzato da Osservatorio Nazionale del Turismo, Regione Basilicata e Apt Basilicata dal titolo La nuova grammatica digitale per comunicare la promozione del territorio. Dai linguaggi della rete all’esperienza di Second Life (sito, programma). Già domani, inoltre, sono in programma alcuni seminari propedeutici riservati ai funzionari pubblici. Basterebbe dire che al convegno partecipano Derrick De Kerckhove e Bruce Sterling; ma per me sarà anche l’occasione per ritrovare Giuseppe, Antonio, Roberta e Mauro, nonché per dare un volto in carne e ossa a Giovanni Boccia Artieri (già conosciuto in unAcademy sotto forma di avatar). E, come sempre accade in questi casi, per incontrare nuove persone e nuove idee in un campo che, in genere, frequento quasi sempre da ultimo anello della catena.

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Pordenone 2.0, un incontro pubblico

A quanti a suo tempo si interessarono ai progetti dell’amministrazione comunale della mia città in fatto di accesso pubblico a Internet e servizi in Rete, segnalo un incontro che si terrà martedì 11 dicembre, alle ore 15, nella sala convegni della Camera di Commercio di Pordenone (mappa, invito). Il pomeriggio sarà introdotto dall’assessore alle politiche sociali Giovanni Zanolin, referente per il progetto, e sarà concluso dall’assessore regionale ai sistemi informativi Gianni Pecol Cominotto. Presenteremo le idee emerse nei vari gruppi di lavoro che si sono succeduti nel corso dell’ultimo anno, dopodiché ascolteremo idee, proposte e critiche dagli intervenuti.

La situazione, al momento, è più o meno questa: la copertura WiFi del centro storico potrebbe essere completata già entro la fine dell’anno. Seguiranno a ruota gli altri quartieri, con l’obiettivo di illuminare l’intero territorio comunale entro al fine del 2008 (ma probabilmente già entro la fine dell’estate). Durante la prima fase della sperimentazione saranno installati circa 150 hotspot, a crescere secondo le esigenze. L’accesso a Internet, come noto, sarà gratuito. L’accreditamento, necessario per soddisfare gli obblighi di legge, avverrà attraverso la carta regionale dei servizi, una tessera che la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha distribuito a tutti gli abitanti a sostituzione della tessera sanitaria. Non ho molti altri dettagli da aggiungere a questo proposito, perché mi sono occupato solo superficialmente di questo versante del progetto.

L’area in cui invece ho cercato di dare il mio contributo è quella relativa ai servizi di e-democracy e di social networking, ed è di questo soprattutto che parleremo martedì. L’idea portante – in estrema sintesi, poi magari in futuro ne riparliamo – è di non distribuire a pioggia i pochi finanziamenti disponibili in tanti piccoli servizi scollegati tra loro, ma di avviare invece un circolo virtuoso che a cascata diventi stimolo per tutto il territorio nei prossimi anni. Il Comune di Pordenone promuoverà la creazione di un gruppo di lavoro (dalla forma associativa ancora in definizione), i cui componenti saranno formati allo stato dell’arte di quanto di nuovo e di buono già avviene attraverso Internet in Italia e nel mondo. A questo motore territoriale di e-democracy, come a me piace chiamarlo, spetterà il compito di avviare numerose azioni in campo culturale (raccontare con costanza le opportunità delle tecnologie, divulgare i processi, conoscere dal vivo i pensatori della società digitale), formativo (percorsi di approfondimento nelle scuole, corsi permamenti per ogni età) e soprattutto progettuale (sensibilizzare e stimolare tutti gli attori pubblici e privati della zona a cogliere opportunità concrete in Rete). Più forza acquisirà questo soggetto e maggiore sarà l’incidenza delle iniziative anche in fatto di riduzione del divario digitale, grazie a convenzioni con distributori locali, programmi di riuso dell’hardware e capacità di attrazione di associazioni e volontari in grado di diffondere strumenti e competenze. L’e-democracy in senso stretto verrà come conseguenza, stimolata da basso, ovvero come progressivo adeguamento di tutta la macchina amministrativa ai sistemi di relazione che si andranno diffondendo a Pordenone.

La sede del motore di e-democracy diventerà luogo di presenza e di incontro in pieno centro città: fulcro di incontri, sportello di competenze, biblioteca specializzata. Accanto a questo luogo fisico sarà creato un punto di incontro in Rete, ovvero un social network cittadino all’interno del quale ogni abitante, ogni azienda, ogni istituzione, ogni associazione, ma anche ogni ospite che ne intraveda beneficio, potrà accedere a strumenti di espressione e condivisione – con tutto quel che da diverso tempo vado raccontando in fatto di blog, wiki, reti sociali, aggregazioni, folksonomy, mappe, messaggistica eccetera. Il tentativo è quello di trasferire in Rete la complessità del territorio, più o meno sulla falsa riga di quanto proponevo in un mio vecchio articolo, dando alla comunicazione locale un sistema operativo eccezionalmente potente.

Evidentemente è una sfida tutta da costruire, che avrà tanto più successo quanto meno sarà raccontata con enfasi elettorale e quanto più la città sarà capace di fornire a ciascuno un motivo e uno scopo per mettere in gioco il proprio capitale sociale attraverso procedure e strumenti nuovi. La sfida sarà anche contagiare le istituzioni locali, che oggi alternano sacche di lucida visione del futuro (da cui nasce, del resto, questo progetto) a medioevali regni delle scartoffie. La sfida, infine, sta nella scommessa di una rete che non è solo metafora, ma nuova modalità di interpretazione della complessità, con il Comune che propone ma poi si fa primo fra pari, e con i cittadini che si riprendono nel tempo le responsabilità e le opportunità dell’essere abitanti del luogo che chiamano casa.

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Roma, e poi di nuovo Roma

Domani, lunedì 3, sono a Roma, negli studi di Sat 2000, per partecipare a una puntata di Formato Famiglia dedicata ai blog. Il programma va in diretta tra le 12 e le 13, sul satellite (canale 801 Sky) o in streaming web (sul sito dell’emittente).

Venerdì 7 sono di nuovo nella capitale per Più Blog: insieme a Diego Bianchi, Tiziano Caviglia, Massimo Mantellini, Tony Siino, Tommaso Tessarolo, Stefano Vitta, tutti moderati da Antonio Sofi, si parlerà di Blog 3.0. Ovviamente io sosterrò le ragioni del blog/web 0.0, che a me tutti questi numeri che salgono ogni pochi mesi danno un po’ alla testa.

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