[...] UnItalia così mi disgusta, certo. Forse dovrei essere più compassionevole, ma vengo da unaltra cultura. Posso solo prendere un impegno serio, che è migliorare me stesso. Tra laltro cè molto da fare. Credo laicamente alla teoria per cui i miglioramenti interiori portino benefici a ciò che hai intorno. [...]
Suzukimaruti, L’opportunità del male - riflessioni postelettorali stranamente serene








Bellissima riflessione, veramente.
Tranne che per quella storia assurda, tutta sinistroide fritta e rifritta, che si lamenta dell’ingerenza clericale, come se in Italia non si potesse abortire, non si potesse divorziare e le coppie di fatto non potessero ricononoscere i propri figli. Bah.
http://www.ivanscalfarotto.it/2008/04/sono_contento.html
mi sento assolutamente concorde. Anche io sono disgustata ma credo che ora venga il tempo di fare delle cose, di agire propositivamente e di cercare di diffondere nel nostro Paese un po’ di voglia di sedersi a pensare. Perché è la pigrizia, a mio avviso, causa prima di questa ondata generale contro le “orde barbariche” del pensiero.
grazie per la citazione
panzallaria
«Tutti i retti di cuore si glorieranno» Forza Silvio
Mi viene male solo a pensare ai prossimi 5 anni…mi permetto di citare un altro pezzo della riflessione che esprime bene anche il mio stato d’animo:
“Credo anche che la gente che andrà al potere nei prossimi giorni sia pericolosa per i valori a cui tengo.
Parlo di valori veri, quelli che ti permettono di distinguere tra il bene e il male. E sono valori su cui non sono disposto a cedere, ma nemmeno a trattare.”
Io la vedo dura.
Considerazioni tutt’altro che banali. Questo è il Paese, e questo esprimiamo. A me sembra sempre la stessa Italia descritta da Prezzolini nel “Codice della vita italiana”: in tanti decenni non è cambiato assolutamente nulla. Il voto a Berlusconi (anzi: la Berlusconizzazione dell’intero Paese, Veltronismo compreso), davvero un voto punk e senza prospettiva, è solo un episodio nella storia del Paese, che si ripete. Trovo centrato il riferimento a “La pelle” di Malaparte, complimenti. Io mi sono limitato, qui in Friuli, a votare per Illy, che ha peso nonostante abbia fatto bene e sia uno dei pochi che da tempo ha capito, e detto quali sono i problemi e come affrontarli, rifiutando le schede per Camera e Senato. Non me ne pento e mi sento, tutto sommato, sereno anch’io. Concordo sull’impegno di migliorare sé stessi. Suzukimaruti provocatoriamente suggerisce il livello di benessere economico per sopravvivere dignitosamente alla tormenta. Se ho capito bene, non significa darla vinta a Berlusconi. Dalle sconfitte si dovrebbe imparare: quantomeno a tornare in contatto con la realtà. Finora la sinistra non l’ha fatto: se non ne approfitta, anche il PD rischia di fare la fine degli arcobaleni.