Non so lì da voi, ma nella mia città i gelatai, per lo meno quelli artigianali d’un tempo, stanno chiudendo con frequenza allarmante. Le gelaterie, molto più che i bar o le pasticcerie. Resistono a malapena quelle in posizione eccezionalmente strategica, quelle che hanno ancora molto entusiasmo da investire, quelle che per dimensione industriale possono vantare economie di scala, quelle che alla qualità hanno saputo affiancare importanti investimenti in marketing. Le mezze vie, ovvero quelle non abbastanza grandi, non abbastanza centrali, non abbastanza giovani, non abbastanza originali, prima o poi mollano. Ho provato a chiedere il perché. La risposta che ho raccolto è: colpa del telefonino. In una manciata d’anni si è volatilizzata la clientela dei ragazzini, fu zoccolo duro di questo segmento. Qualcuno perché preferisce andare a bere al pub, d’accordo. Ma gli altri perché investono gran parte della paghetta settimanale in ricariche telefoniche, e tanti saluti al cono. E magari questa come analisi di mercato lascia un po’ a desiderare e non la dice tutta, ma a me il vaso comunicante gelato-telefonino, nel suo piccolo, ha aperto un mondo.
Di là dalle idee, di là da ciò che è giusto e ingiusto, c'è un luogo. Incontriamoci là (G. al-Din Rumi) »
Progetti in corso
FactCheck.it appunti condivisiIperlocale.info appunti condivisi
Arca di Naon sandbox iperlocale
Cose che faccio
- Ascolto (38)
- Dico la mia (97)
- Guardo (18)
- Invento (4)
- Lavoro (148)
- Leggo (24)
- Mi arrabbio (37)
- Miglioro il sito (13)
- Racconto (17)
- Ritaglio (52)
- Scelgo (13)
- Segnalo (130)
- Uso la Rete (28)
- Vivo (72)
Parole chiave
alessandro gilioli
antonella napolitano
antonio sofi
apogeo
apogeonline
barack obama
call center
digital divide
elezioni
facebook
fact check
festival del giornalismo
festival internazionale del giornalismo
giorgio jannis
giornalismo
giornalismo e nuovi media
giuseppe granieri
governo
internet
la repubblica
legge pisanu
mappe
mario tedeschini lalli
marketing
milano
new york
partito democratico
pdf2008
pdfeu
pdf europe
personal democracy forum
perugia
politica
pordenone
repubblica.it
rete
reti civiche
roberto cassinelli
silvio berlusconi
social network
stateofthenet
venezia
vittorio zambardino
wifi
wifi cittadine
Un grado di separazione
Stefania Giorgio Giuseppe Antonio Pietro Massimo Paolo Gaspar Andrea Diego Marco Mafe Esther Beppe Luca Paolo Luca Vittorio Mario Mitì William Carla Federico Dario Alessio Enrico Antonella Carlo Felice Elvira Loredana Benito Luca Riccardo Beniamino Matteo Stefano Alessandro Alberto Andrea Antonio Piervincenzo Arianna Stefano Enrico Luisa Enrico Giovanni Marco Marco Mauro Alberto Giorgio Emanuele Vincenzo Fabio Federico
» consulta la scheda

» leggi le recensioni
Nel frattempo, io…
-
— 8h ago via SlideShare
-
Pssst/3, una prima lista di speaker di State of the Net è online— 10h ago via Facebook
-
RT @paolovalde: Check out the list of awesome speakers @stateofthenet – And this is just the beginning. http://t.co/WMLBSTSA #sotn12— 12h ago via Twitter
-
Bravi!— 14h ago via Facebook
-
RT @arcadinaon: Il Comune di #Pordenone ha vinto il primo premio nella categoria servizi interattivi a "La PA che si vede" #ForumPA— 15h ago via Twitter
-
@Ale_9ssandra prendevo spunto da discussioni in rete oggi sul valore (reale e percepito) della quantità di followers e amici— 21h ago via Twitter
-
@GabriCazzulini no, dobbiamo capire come tradurre in valore la conformazione della rete (son sempre numeri, ma non più valori assoluti)— 22h ago via Twitter
-
Non è un problema di percezione dei numeri su TW o FB, sono proprio i numeri che non funzionano come metriche (e lo sappiamo da tempo)— 22h ago via Twitter
-
Non è un problema di percezione dei numeri su TW o FB, sono proprio i numeri che non funzionano come metriche (e lo sappiamo da tempo)— 22h ago via Facebook
-
RT @stateofthenet: Fatto il sopralluogo al Magazzino 26 con i tecnici di Insiel per la rete wifi + streaming #sotn12 @stateofthenet— 2d ago via Twitter







A me sa tanto di ‘si stava meglio quando si stava peggio’… cambia la società, cambiano i costumi, e cambiano i consumi. Se vogliamo entrare nel mood ‘una volta qui era tutta campagna’, noi non spendevamo 40 euro per boxer con scritta “CK” da portare sopra i pantaloni a vita bassa… e così via. Insomma, dare la colpa al cellulare mi pare una semplificazione troppo estrema.
Massimo, secondo me nel suo commento sergio non ha detto le cose che tu sostieni egli abbia detto. Credo volesse semplicemente mettere in risalto attraverso un esempio brillante come i consumi mutano a livello generazionale, dunque niente a che fare con “si atava meglio quando si stava peggio”.
a Genova mi pare proprio di no. Anzi, azzarderei che, almeno in centro, la tendenza è invertita!
l’antropologia sociale non è una scienza esatta tuttavia è il termometro più sensibile che abbiamo per misurare i mutamenti degli usi e dei costumi. Non so quanto la percezione della chiusura delle gelaterie di Pordenone sia dettata dalla tua “sensibilità al gelato”
ma anche a me apre un varco l’idea di un un legame tra tra loro.
E mi chiedo: non è che, subodorando miglior business, il gelataio chiude il bancone del fior di latte e apre il negozio dei telefonini e delle ricariche?
Una volta la gelateria, l’oratorio, la piazzetta erano luoghi di ritrovo e di dialogo; ora ci sono i ‘non-luoghi’: centri commerciali e multisale fuori città e vicini ad autostrade…
Il mio non è l’elogio del buon tempo antico, ma la constatazione che il ‘mercato’ detta le sue ferree leggi nell’economia e nelle più elementari relazioni sociali.
Life is now! Ma dove?
Saluti
Luciano Bubbola
p.s. Proviamo anche a chiederci a chi giova (l’antico ‘cui prodest’) tutto ciò? Forse ai politici che ci vogliono più consumatori e meno cittadini critici e responsabili?
@24: che sia piu’ conveniente una rivendita di cellulari rispetto a una gelateria è tutto da verificare.
Nella mia esperienza, due gelaterie che fanno gelato anche da asporto (al kg!) vanno molto bene e meglio dei bar ‘generalisti’, per capirci.
Pero’ è vero che il cono è diventato solo da ‘famiglie’
gluca, la mia era una battuta:) so che i negozi di telefonia non hanno questi grossi ricarichi. Del resto anche nella mia esperienza personale le gelaterie continuano ad esistere vive e vegete!