Non so lì da voi, ma nella mia città i gelatai, per lo meno quelli artigianali d’un tempo, stanno chiudendo con frequenza allarmante. Le gelaterie, molto più che i bar o le pasticcerie. Resistono a malapena quelle in posizione eccezionalmente strategica, quelle che hanno ancora molto entusiasmo da investire, quelle che per dimensione industriale possono vantare economie di scala, quelle che alla qualità hanno saputo affiancare importanti investimenti in marketing. Le mezze vie, ovvero quelle non abbastanza grandi, non abbastanza centrali, non abbastanza giovani, non abbastanza originali, prima o poi mollano. Ho provato a chiedere il perché. La risposta che ho raccolto è: colpa del telefonino. In una manciata d’anni si è volatilizzata la clientela dei ragazzini, fu zoccolo duro di questo segmento. Qualcuno perché preferisce andare a bere al pub, d’accordo. Ma gli altri perché investono gran parte della paghetta settimanale in ricariche telefoniche, e tanti saluti al cono. E magari questa come analisi di mercato lascia un po’ a desiderare e non la dice tutta, ma a me il vaso comunicante gelato-telefonino, nel suo piccolo, ha aperto un mondo.
Agenda
3 febbraio, Vega Venezia
Il giornalista oggi: l'evoluzione della professione
29 febbraio, Pordenone
Pordenonescrive: L'ebook e la tecnologia applicata alla creatività
Cose che faccio
- Ascolto (38)
- Dico la mia (96)
- Guardo (18)
- Invento (4)
- Lavoro (142)
- Leggo (24)
- Mi arrabbio (37)
- Miglioro il sito (13)
- Racconto (17)
- Ritaglio (52)
- Scelgo (13)
- Segnalo (128)
- Uso la Rete (28)
- Vivo (72)
Parole chiave
Un grado di separazione
Stefania Giorgio Giuseppe Antonio Pietro Massimo Paolo Gaspar Andrea Diego Marco Mafe Esther Beppe Luca Paolo Luca Vittorio Mario Mitì William Carla Federico Dario Alessio Enrico Antonella Carlo Felice Elvira Loredana Benito Luca Riccardo Beniamino Matteo Stefano Alessandro Alberto Andrea Antonio Piervincenzo Arianna Stefano Enrico Luisa Enrico Giovanni Marco Marco Mauro Alberto Giorgio Emanuele Vincenzo Fabio Federico
» consulta la scheda

» leggi le recensioni
Nel frattempo, io...
Tutte queste persone che ultimamente sacrificano la batteria del loro cellulare per farti ascoltare la loro musica, che gentili...
«Così è nata #Splinder& raquo;, una mia intervista a @ocrampal nel 2005 http://t.co/jlBGoxz8 (tempi eroici)
RT @apogeonline: "Point break" Il cofanetto #ebooksurf è finalmente disponibile http://t.co/qrEEpL8e
RT @Fond_Milano: oggi presso #milanolingue videoritrovo con @sergiomaistrello da Trieste su Opportunità e conseguenze della cittadinanza digitale
Secondo principio della termopolitica: all'abbassarsi dello spread corrisponde una spinta uguale e contraria verso lo sbraco
Bene. Ora siamo (forse) tornati competitivi per il Novecento. Adesso comincia la fase 3 per rimettersi in pari col mondo, vero?
grazie a voi! RT @kappazeta: Un grazie e #ff a @mafedebaggis @gallizio @barbarasgarzi @robertobasso @alebegoli #DA_ content12
(never mind)
RT @giannibarbon: myind.it il social network per gente d'impresa http://t.co/vlEVitjf
Huffington Post Italia con il Gruppo Espresso, interessante: http://t.co/NvLVV0YI
Ottime idee ben realizzate: il catalogo social di Ikea http://t.co/ixMe95NV (via @gluca http://t.co/WVeoPkLc)
Huffington Post Italia con il Gruppo Espresso, interessante: Huffington- http://t.co/NvLVV0YI
RT @DAccademia: vi aspettiamo alle 19 in @DAccademia per il nostro solito appuntamento con il #filog, oggi con @gallizio @sergiomaistrello @mafedebaggis
RT @stateofthenet: È online la pagina per i partners sul nostro sito http://t.co/zKCqG3ax
condivido, @alebegoli RT momento di odio: dover preparare una lezione su un modello di slides imposto dal committente.
RT @apogeonline: Tutte le sfide che hanno di fronte gli editori. La prefazione di @lucadebiase all'#ebooksurf di @sergiomaistrello http://t.co/H63BJY2A
Il 18 gennaio chiacchieriamo davanti al fuoco @DAccademia. Vieni? http://t.co/yX2zNANB (Il 19, invece, si studia: http://t.co/jHCE9jSj)






A me sa tanto di ‘si stava meglio quando si stava peggio’… cambia la società, cambiano i costumi, e cambiano i consumi. Se vogliamo entrare nel mood ‘una volta qui era tutta campagna’, noi non spendevamo 40 euro per boxer con scritta “CK” da portare sopra i pantaloni a vita bassa… e così via. Insomma, dare la colpa al cellulare mi pare una semplificazione troppo estrema.
Massimo, secondo me nel suo commento sergio non ha detto le cose che tu sostieni egli abbia detto. Credo volesse semplicemente mettere in risalto attraverso un esempio brillante come i consumi mutano a livello generazionale, dunque niente a che fare con “si atava meglio quando si stava peggio”.
a Genova mi pare proprio di no. Anzi, azzarderei che, almeno in centro, la tendenza è invertita!
l’antropologia sociale non è una scienza esatta tuttavia è il termometro più sensibile che abbiamo per misurare i mutamenti degli usi e dei costumi. Non so quanto la percezione della chiusura delle gelaterie di Pordenone sia dettata dalla tua “sensibilità al gelato”
ma anche a me apre un varco l’idea di un un legame tra tra loro.
E mi chiedo: non è che, subodorando miglior business, il gelataio chiude il bancone del fior di latte e apre il negozio dei telefonini e delle ricariche?
Una volta la gelateria, l’oratorio, la piazzetta erano luoghi di ritrovo e di dialogo; ora ci sono i ‘non-luoghi’: centri commerciali e multisale fuori città e vicini ad autostrade…
Il mio non è l’elogio del buon tempo antico, ma la constatazione che il ‘mercato’ detta le sue ferree leggi nell’economia e nelle più elementari relazioni sociali.
Life is now! Ma dove?
Saluti
Luciano Bubbola
p.s. Proviamo anche a chiederci a chi giova (l’antico ‘cui prodest’) tutto ciò? Forse ai politici che ci vogliono più consumatori e meno cittadini critici e responsabili?
@24: che sia piu’ conveniente una rivendita di cellulari rispetto a una gelateria è tutto da verificare.
Nella mia esperienza, due gelaterie che fanno gelato anche da asporto (al kg!) vanno molto bene e meglio dei bar ‘generalisti’, per capirci.
Pero’ è vero che il cono è diventato solo da ‘famiglie’
gluca, la mia era una battuta:) so che i negozi di telefonia non hanno questi grossi ricarichi. Del resto anche nella mia esperienza personale le gelaterie continuano ad esistere vive e vegete!