La moratoria degli ignoranti

Su una cosa ha ragione, secondo me, Francesco Alberoni: ci vuole una moratoria. Ma a differenza di Alberoni, che per salvare gli insulsi giovani d’oggi spegnerebbe per due mesi l’anno YouTube, le chat e le discoteche (e ZetaVu spiega bene perché ha preso una cantonata), penso che a tacere dovrebbero essere, ma tipo per almeno dodici mesi l’anno, tutti coloro che non hanno idea di che cosa stiano parlando (ivi compresi molti miei colleghi giornalisti che rinnegano quotidianamente la loro professione, buona parte degli opinionisti buoni per ogni emozione, gran parte degli esperti di tutto e niente, e la quasi totalità della classe politica contemporanea). Di questi illetterati annacquatori di dibattiti digitali, criminali sabotatori di opportunità democratiche, assassini del buon senso non abbiamo alcun bisogno e io ne provo crescente orrore – appena mitigato nei casi, come credo sia quello di Alberoni, in cui mi immagino lo sforzo che la buona fede deve aver fatto per arginare l’arroganza delle dita mentre battevano sulla tastiera.

Poi se la prendono coi blogger. Ma i blogger – qualunque cosa siano – almeno parlano in rete, lasciando l’iniziativa e il filtro a ciascuno di noi. Siamo noi, immersi in una conversazione ricca e solidale, a contestualizzare e a valutare quel che fa per noi o che riteniamo sensato, paradossalmente arricchendo e non fossilizzando il nostro punto di vista. In tv, in radio, sui quotidiani – ancora molto influenti verso le grandi praterie non ancora connesse – no: il filtro è a priori, si suppone una scrematura della qualità e del pensiero che, quanto meno, dovrebbe ovviare ai deliri e alle distorsioni palesi della realtà (laddove ci si aspetterebbero opportunità divulgative e dibattiti costruttivi tra chi, conoscendo a menadito media digitali e network sociali, legge in modo differente opportunità e rischi). Invece da mesi si spara su internet dicendo, ventilando e legiferando colossali scemenze. Che peraltro non raggiungeranno nemmeno il loro scopo, perché minate alla base dalla stessa mancata comprensione dello strumento che ne ha dato origine. Ma che intanto stanno facendo perdere innumerevoli treni a questa nazione già molto mal consigliata, tra le risatine nemmeno più trattenute di mezzo mondo (perfino uno di solito misurato e accademico come Weinberger, voglio dire). Non è per le risatine, è per il nostro destino miserevole e decadente, che tutti vedono così chiaramente tranne noi che siamo impantanati fino al collo.

Io insisto, per reazione, sulla linea del reality check. Su Apogeonline stiamo provando a darci dentro, come anche oggi sul decreto Carlucci (un monumento a Elvira, si dovrebbe fare). E il reality check prevederebbe il distacco delle emozioni facili e al contrario l’amplificazione dei fatti, capaci da soli, se ascoltati, di far impallidire la reputazione del falsario di turno. Però. Però queste ultime settimane sono state imbarazzanti, umilianti e deprimenti, oltre ogni decenza e con un solo segnale in controtendenza. Questi parlano di cose che non sanno, inseguendo soluzioni che spesso già esistono: si fa quasi fatica a starci dietro, tanto ci si sente accerchiati da ignoranti, pigri e in malafede. E a un certo punto tocca anche dirlo.

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8 pensieri su “La moratoria degli ignoranti”

  1. senza leggere zambardino, ieri ho notato anch’io la scempiaggine.. è mi è venuto spontaneo pensare al bue che dà del cornuto all’asino.. se si pensa che quel taglio basso tempo fa lo riempivano Pasolini, Montale, Buzzati viene da piangere, viene da pensare che parte del problema sia radicato proprio nel modo con cui il giardiniere tenta di strappare le erbacce..

  2. Comprendo il tuo punto di vista, in buona parte lo condivido. Capisco però anche quella sorta di buona fede, così la chiami tu, che fa dire ad Alberoni – tra vari luoghi comuni e frasi fatte – che ci vorrebbe un blackout di internet per consentire una sana disintossicazione…
    Non nascondiamocelo, i ragazzi che navigano in internet sono anche fruitori e/o creatori di contenuti-spazzatura, demenziali, a volte pericolosi. Il vero problema qual è? Che nessuno o quasi li educa e li accompagna a un uso intelligente di internet. Il vero problema è che i genitori sono, molto spesso, latitanti. Oppure sono, anche loro in buona fede, incosapevoli di quello che un bambino o un ragazzo può trovare in internet. Lo dico perché lo so: con i ragazzi ci lavoro e quando mi dicono come usano internet, i siti che visitano (io leggo: che i genitori permettono loro di visitare) mi vengono i brividi…

    nadia z.

  3. Ma io un pensierino su una moratoria totale della televisione lo farei, eh. Tipo zero ore fino ai quattordici anni, e, dai quattordici ai diciotto, due ore a settimana. Secondo me giova.

  4. Il degrado culturale e sociale italiano passa soprattutto attraverso i mass-media (‘in primis’ TV) e anche Internet e certe banalità della Rete: Alberoni, provocando, coglie nel segno e molti blogger nostrani (e molto provinciali) dovrebbero fare un po’ di sana autocritica…
    Saluti
    Luciano Bubbola

  5. io questo post me lo stampo e lo appendo in cameretta alla bambina: perché troppo spesso ci dimentichiamo della responsabilità che hanno anche le nostre parole

    grazie
    è davvero bellissimo

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