Il fatto che Bill Gates scelga di uscire da Facebook per manifesta ingestibilità del suo profilo a me, con buona pace degli editorialisti oggi scatenati, conferma soltanto l’idea che questo strumento – non Facebook, internet – sta ridefinendo le priorità quantitative della società. È l’apologia dei piccoli numeri che scrivevo altrove. Sei una star? Fai il pieno di contatti? Bravo, non ti serve a nulla. Anzi, ti fa perdere qualcosa. Sei buono solo per far titoli sul giornale, per far la gara con Oprah e Ashton Kutcher. Ed è un problema, chiaro: ma non per i comuni mortali, che in barba alla compassione dei media stanno mettendo a frutto le loro insignificanti reti; quanto per le star, che rischiano di restar confinate nella loro realtà virtuale. Le relazioni mediate dalla rete premiano la normalità, il basso profilo, la quotidianità, i pochi ma buoni. Strano che ci si stia mettendo così tanto a comprenderlo.
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Un grado di separazione
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Nel frattempo, io...
Tutte queste persone che ultimamente sacrificano la batteria del loro cellulare per farti ascoltare la loro musica, che gentili...
«Così è nata #Splinder& raquo;, una mia intervista a @ocrampal nel 2005 http://t.co/jlBGoxz8 (tempi eroici)
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Secondo principio della termopolitica: all'abbassarsi dello spread corrisponde una spinta uguale e contraria verso lo sbraco
Bene. Ora siamo (forse) tornati competitivi per il Novecento. Adesso comincia la fase 3 per rimettersi in pari col mondo, vero?
grazie a voi! RT @kappazeta: Un grazie e #ff a @mafedebaggis @gallizio @barbarasgarzi @robertobasso @alebegoli #DA_ content12
(never mind)
RT @giannibarbon: myind.it il social network per gente d'impresa http://t.co/vlEVitjf
Huffington Post Italia con il Gruppo Espresso, interessante: http://t.co/NvLVV0YI
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condivido, @alebegoli RT momento di odio: dover preparare una lezione su un modello di slides imposto dal committente.
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Il 18 gennaio chiacchieriamo davanti al fuoco @DAccademia. Vieni? http://t.co/yX2zNANB (Il 19, invece, si studia: http://t.co/jHCE9jSj)






per certi versi condivido, ma non del tutto
condivido che il vip si perda il lato realmente “social” delle reti, ma probabilmente questo aspetto il vip non lo ricerca nemmeno, interessa al 99% la comunicazione in un verso solo, il broadcast insomma
non è una generalizzazione valida per tutti, ma sicuramente per la maggior parte dei ~
Sono d’accordo; succede come con i beni di lusso o l’alta moda…
Mi sono trovata tempo fa a fare un colloquio per una casa di moda, per il settore marketing (che in realtà era pubblicità)…
Tutte le mie conoscenze degli strumenti di marketing risultavano, in pratica, inutili perchè se hai un “nome”, nel fashion, è impensabile che crei una newsletter o simile… sono i clienti che ti devono venirea cercare, non il contrario.
Sono fuggita a gambe levate…
Ragionevole e condivisibile, ma.
Ragionevole e condivisibile perché se parliamo di “relazioni”, è evidente che le relazioni si danno veramente tra un numero limitato di soggetti.
Ma… come la mettiamo con i “tanti e (forse) cattivi”? La società democratica di massa li può escludere a priori?
E’ il contrario.
Non vengono assolutamente premiati i low profile, ma come ormai è consuetudine, chi esagera in tutto e per tutto!
Inoltre è chi non ha interessi al ritorno dei milioni di contatti (come Bill) a decidere di esentarsi dalla baraonda “mediatica”.
Per gli uomini che non sono tra i 3 primi ricchi del mondo, è necessario e auspicabile continuare a spingere sui media come Facebook o i social di diverso genere.
Io condivido l’apologia. In tutto e per tutto.
Me ne sto rendendo conto anche sul lavoro…
per certi versi condivido, ma non del tutto
condivido che il vip si perda il lato realmente “social” delle reti, ma probabilmente questo aspetto il vip non lo ricerca nemmeno, interessa al 99% la comunicazione in un verso solo, il broadcast insomma
non è una generalizzazione valida per tutti, ma sicuramente per la maggior parte dei ~
@cl, se non ci sono due vie, non c’è rete. è solo una televisione diversa, con un telecomando più complicato. il lato “social” non è un’opzione, è l’essenza dell’ambiente, dal mio punto di vista. per questo mi accaloro: queste degenerazione della rete fanno male alla rete, perdono di vista il punto e fanno pessima divulgazione.
sono mamma di 1 ragazzo genio del computer il suo idolo BILL GATES . vorrei mandare un email a BILL GATES soltanto x fargli sapere ke c’e’ un ragazzo con un sogno inrragiungibile ……conoscerlo. qualcuno puo aiutarmi a mandare la mia email .grazie spero di si
sono sempre io mamma maria purtroppo nn mi ha risposto nessuno al mio appello . il sogno di mio figlio rimarra tale .vi prego voglio solo mandare una email a BILL GATES. vi prego aiutatemi
@maria, dubito che chiunque legga qui abbia l’indirizzo di posta elettronica di bill gates o possa indirizzare in modo efficace la sua richiesta. è solo un blog personale che commenta una notizia indirettamente legata a gates. quello che forse potrebbe fare, magari, è sensibilizzare in proposito microsoft italia, che ha sede a milano. oppure cercare bill gates nei social network tipo facebook (se mai fosse presente) e provare a inoltrargli il messaggio. le auguro tutta la fortuna che la sua motivazione merita.
grazie sergio sono contenta ke lei abbia capito cosa mi sta a cuore e cerkero’ con tutto il mio cuore di mamma di riuscire a fare arrivave il mio messaggio. come lei sapra’ bill gates nn c’e’ piu’ su facebook se lei mi puo dare qualke consiglio lo accettero’ col cuore : questa e la mia email toscama@live.it .grzie