il blog di Sergio Maistrello

Cose che dico in giro

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Grazie ad Alessio Neri per le riprese a Roma (ci sono anche Vittorio Zambardino e Massimo Russo) e a Danilo Ruocco per la videointervista.

11 Risposte a “Cose che dico in giro”


  1. 1 luciano61

    Vanitas vanitatum…
    O no?

  2. 2 Sergio

    O no.

  3. 3 luciano61

    … allora è solo un ‘punctum dolens’…
    Meglio così :-)

  4. 4 Sergio

    Ancora no. È semplicemente il mio sito personale, dove appunto tracce delle cose che faccio e dico in giro, quando mi sembrano sufficientemente chiare e rappresentative.

  5. 5 luciano61

    Ah, scusa Sergio, non avevo capito il solo ‘uso personale’ del tuo ‘sito personale’ su Internet (ma questo strumento è già diventato personale e non comune a tutti?)…
    C’è forse una privatizzazione di idee da parte dei blogger anche nella blogosfera?
    Non lo sapevo (o almeno negli altri blog internazionali ciò non accade… per mia fortuna!); ne prendo atto: dopotutto in Italia siamo sempre molto permalosi e sospettosi, quando ci si crede minacciati mentre coltiviamo il nostro ‘orto’ privato (come insegna il ‘Candido’ di Voltaire…).
    :-)

  6. 6 Sergio

    Dai Luciano, su. Mi leggi da abbastanza tempo da non aver bisogno di stumentalizzare le mie parole e portarle a casaccio dentro polemiche sull’universo mondo. O meglio: sei libero di fare, ma senza di me. Sai benissimo che cosa sono i blog, che cosa contengono e come funzionano. Sai altrettanto bene come lo uso io e come lo concepisco (non fosse altro perché ne ho scritto fino alla noia). Se ti interessano le cose che ci sono scritte, bene. Se vuoi discuterele, discutile. Sei il benvenuto, per quando mi riguarda. Altrimenti il web è pieno di siti interessanti.

    Ora, sull’argomento di questo post hai qualcosa da dire o semplicemente volevi fare il bastian contrario per partito preso?

  7. 7 luciano61

    No, non voglio fare il bastian contrario; semplicemente sto notando in quasi tutti i blog italici una certa ‘chiusura’ mentale e dialettica… esattamente l’opposto di ciò che accade nella blogosfera internazionale.
    Sarà, forse, una risposta speculare e troppo simmetrica alla nostra realtà politica nazionale?
    Non ho risposte certe; constato semplicemente un ‘andazzo’ comune a troppi blogger italiani e ciò mi sorprende, se li confronto ad altri stranieri…
    Forse sono io ad avere una ‘percezione’ distorta della nostra realtà locale, ma ciò che vedo (navigando in Rete), mi confermma tale mia ‘visione personale’ e parziale.
    Spero, solo, di aver torto.
    Ciao :-)

  8. 8 Sergio

    È una critica che si ripropone periodicamente dai tempi. Curiosamente sempre da parte di chi non ha nemmeno un blog e non condivide nulla, a parte le critiche generalmente non costruttive su ciò che fanno gli altri. I blog (termine generico per dire: le tecnologie che consentono la libera espressione e condivisione) insegnano una cosa: che se non ti piace come fanno le cose gli altri, tu puoi fare di meglio. L’esempio personale, il proprio contributo attivo è l’unica modalità efficace per cambiare quello che non ti piace (e, idealmente, il mondo). Tutto il resto sono chiacchiere, più o meno divertenti, più o meno compiaciute.

  9. 9 luciano61

    Forse la cosiddetta critica reiterata (ma è già un reato qui in Italia, Paese poco avezzo alla lettura di Kant?) ha un suo fondamento… sempre che il permaloso blogger italico di turno (e solo lui, chissà perché?!?) non se ne risenta troppo e non si adombri troppo…
    Solo chi ha un blog può criticare chi ha (il forte senso italico di ‘proprietà’ è ancora vivo… Evviva!) un altro blog?
    Ma siamo proprio provinciali in una realtà globalizzata!
    L’Italia rimane ancora un grande Stra-Paese dai cento ‘campanili’…

  10. 10 Sergio

    Va bene Luciano, hai ragione tu.

    (Se poi vuoi rileggere quanto sopra con occhi non ideologici e provi a cogliere il messaggio, che prescinde questi benedetti e noiosissimi blog, io sono disponibile a parlarne, perché è una cosa che mi sta molto a cuore.)

  11. 11 daniele b

    Consapevole che quasi certamente passerò – se la posizione ideologica non è ancora superata – come “il leccapiedi della blogstar” (altro “topos” che puntualmente si affaccia nella blogosfera italica degli ultimi anni) dico la mia:
    1) A casa propria ognuno dice ciò che vuole. E il blog personale non fa differenza, se non per l’aver la porta sempre aperte agli ospiti
    2) A mio parere i blogger stranieri non sono differenti da quelli italiani. Quelli americani ad esempio sono mediamente MOOOLTO più autoreferenziati di quelli italiani. Credo sia significativo il fatto che la maggioranza di essi si reputa di fatto “giornalista” (cfr http://blog.journalistics.com/2010/are-bloggers-journalists/ ).
    3) Se fai l’elenco delle “blogstar” italiane, Sergio è poi davvero tra i più umili e disponibili (ad esempio ha SEMPRE trovato un attimo per rispondere via mail privata a delle domande, cosa non scontata e in effetti non sempre verificatasi con altri “guru” o pseudo-tali)
    4) Ipotizziamo l’assunto “vanitas vanitatum et omnia vanitas”: credo che Sergio possa facilmente recuperare qualche video un po’ più degnitoso esteticamente di una ripresa traballante davanti a dei barbapapà.

    Venendo invece ai contenuti dei video…sì, forse c’è un eccesso di ottimismo, dal mio punto di vista. Con una Rete (e soprattutto una Cultura della Rete) che stenta a decollare in Italia, osteggiata da una cultura e una politica apparentemente più orientata alla comunicazione broadcast, o comunque unidirezionale, la Partecipazione Digitale (che sia citizen journalism, che sia alla guida del marketing secondo le meravigliose tesi di Diegoli) mi pare ogni tanto subire una battuta d’arresto (se non involvere addirittura). Ma magari sono io ad essere un po’ pessimista, oggi. :-)

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