Venerdì in Galleria a Milano

A Milano è in corso la Social Media Week, un evento divulgativo internazionale dedicato alle piattaforme sociali e alle culture digitali, in corso contemporaneamente anche in altre quattro città (Bogotà, Buenos Aires, Los Angeles, Mexico City). Tra i vari eventi previsti nel ricchissimo programma, c’è uno spazio quotidiano dedicato ai libri del settore ospitato da Mafe De Baggis. Mezzora davanti a un caffé per introdurre tema e autori: oggi, per dire, tocca al nuovissimo Wikicrazia di Alberto Cottica, domani a Luca Lorenzetti e al suo Scrivere 2.0, dopodomani a Invertising e World Wide We. Venerdì 24, infine, tocca a me e a Giornalismo e nuovi media, con la piacevole compagnia di Marco Ghezzi (che di quel libro è stato di fatto l’editore, appena prima di fondare Bookrepublic). Appuntamento alle 14 all’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele, accanto al Duomo (il promemoria su Facebook). Ci vediamo lì.

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Sono stato nominato

Sono finito nelle nomination per il miglior blog tecnico-divulgativo ai Macchianera Blog Awards 2010, che saranno assegnati questo fine settimana alla BlogFest di Riva del Garda (a proposito di posti dove non potrò essere quest’anno). Ecco, volevo dire che grazie, ma per quanto mi riguarda dovrebbero vincere Beggi o Attivissimo. O uno qualunque degli altri, che mi onora anche solo l’esserci finito dentro a quella bella lista di nomi.

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Chi vuole andare a Barcellona?

Tra due settimane l’Università di Barcellona ospita la seconda edizione del Personal Democracy Forum in versione europea. Per chi si occupa di dinamiche partecipative legate alla politica e all’amministrazione pubblica, è un’ottima occasione di incontro, di ascolto e di confronto (vedi i miei appunti 2009 e quelli 2008 newyorkesi). In programma ci sono anche diversi punti di vista  italiani (day one, day two), tra cui quelli di Alberto Cottica, Dino Amenduni, Ernesto Belisario e naturalmente di Antonella Napolitano, ormai parte del comitato organizzatore. Io quest’anno non ci posso proprio andare, dunque metto a disposizione del primo che mi contatta lo sconto 2×1 (due ingressi al costo di uno) a cui avrei avuto diritto come partecipante all’edizione continentale inaugurale.

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C.

Te ne sei andato in uno di quei modi plateali che fanno eccitare le redazioni dei giornali, ma lasciano annichiliti gli amici. Dieci anni dopo essere scampato allo stesso disastro, l’undici settembre, come se dovesse per forza sembrare una rivincita del destino e non soltanto un incredibile caso. Il primo incidente t’aveva cambiato, ridimensionato, allontanato da tanto e da molti. L’ultima volta che ci siamo visti l’hai buttata malamente in politica, in un modo così gratuito da non riconoscerti quasi. È il nostro cerchio destinato a rimanere aperto. Era parte del tuo modo di essere: uomo di sfumature pur risultando spesso esageratamente brusco; di visione pur amando tagliare i concetti con l’accetta; di ambizioni pur senza averne del tutto il pelo sullo stomaco; di compagnia allegra e caciarona pur nascondendo malinconie e tristezze. Con te non c’erano molte vie di mezzo, ti si amava o ti si detestava, si vibrava alla stessa lunghezza d’onda o non ti s’acchiappava più. Passavi sugli ostacoli come un rullo compressore e ti divertiva venire a capo delle situazioni più intricate a costo di sembrare più cinico e impermeabile di quel che in realtà eri.

Tredici anni fa, più o meno di questi tempi, ricevesti un ragazzino sconosciuto per un incarico che dovevi assegnare. Non avevi nessuna ragionevole convenienza per mettergli in mano una parte importante del tuo progetto, ma in barba all’imbarazzo dei presenti scommettesti su di lui. Hai capito e sei stato al gioco, ed è il lato del tuo istinto per cui ho sempre provato rispetto e ammirazione. Sei stato il mio primo datore di lavoro, la prima vera fonte di ispirazione nel passaggio qui da noi così balordo tra mondo delle favole e mondo del lavoro. Non so quanto del mio lavoro di oggi sarebbe diverso, ma di sicuro senza di te sarebbe stato un inizio meno stimolante e meno divertente. Di tutto questo, ma soprattutto della stima e dell’amicizia disinteressata di tanti anni, io ti sono profondamente grato. Spero possa fare la sua piccola differenza nel bilancio incompiuto di una vita.

C’è una piazza molto discussa nella nostra città, che al contrario io ho sempre amato molto. Tu più di tanti altri hai fatto in modo che quel luogo diventasse così come è oggi. Non c’è stato transito finora in cui tu non mi sia in qualche modo venuto in mente. Tienimi d’occhio d’ora in poi, quando passo di là: il sorriso sarà per te.

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