Splinder fa 3.0
Splinder annuncia oggi il lancio, entro breve, di una nuova versione della sua piattaforma, cinque mesi dopo il lancio della 2.0 e appena un mese dopo l’inaugurazione della nuova formula a pagamento. Queste le anticipazioni:
- nuova interfaccia di amministrazione dei blog (toolbar)
- introduzione di un “control center” che permette di avere una visione completa delle funzionalita’ offerte
- nuova gestione di tutte le funzioni di “Community”
- nuovi strumenti per la comunicazione fra i blogger
- nuovi tag
L’umanità che si racconta
Grazie alla rassegna stampa della Notte dei blogger, ecco il pdf dell’articolo che il quotidiano della comunicazione .Com ha dedicato ai blog sabato scorso (23 ottobre), in occasione dei Webdays di Torino.
Oggi la situazione è cambiata: di portali non parla più nessuno e in Rete tutto sembra essere blog. [consulta l’intera pagina in formato Pdf].
La recensione di Week.it
Week.it recensisce Come si fa un blog sul numero di questa settimana:
Un libro importante per capire il Web dei giorni nostri, impreziosito dalle prefazioni di Giuseppe Granieri (Bookcafé) e Antonio Sofi (webgol) che raccontano, in modo sorprendentemente coraggioso e diretto, le motivazioni che li hanno spinti a creare i loro blog, oggi tra i più noti e importanti dell’Internet italiana. [leggi l’intera recensione sul sito di Week.it]
Come segnalare il proprio blog
Prendo atto che la segnalazione di blog su questo sito (soprattutto nel, diciamo così, back-office) sta cominciando a sfuggire di mano.
Dunque riassumo: su questo sito *tutti* sono invitati a scrivere e sono liberi di farlo. Chiedo soltanto a chi si registra di firmarsi con nome e cognome, o quanto meno di utilizzare nickname riconoscibili e non troppo generici. L’idea è che questo diventi un sito di servizio, non una platea a buon mercato. Inoltre sarebbe bello che, oltre a segnalare le proprie creazioni, qualcuno prendesse gusto anche nel condividere buone pratiche, tutorial o segnalazioni utili. Dare agli altri gli strumenti per essere (più e meglio) visibili, prima di chiedere visibilità, in parole povere.
Chi apre il suo primo blog dopo aver letto il libro, come scritto in cima alla colonna qui a sinistra, può segnalare gli estremi all’indirizzo questolhofattoio@comesifaunblog.it. Questo ci permetterà di salutare i nuovi arrivati e pubblicare elenchi periodici di indirizzi. Ovviamente in queste settimane sono arrivate numerose segnalazioni di siti ben più stagionati, ma fa parte del gioco. Un gioco interessante, a volte. Dunque perché non istituzionalizzarlo? Ho creato la nuova categoria “Clicca qui!“: chi lo desidera ha a disposizione qualche riga per dare a chi legge un indirizzo di blog e una buona ragione per andare a visitarlo.
Le regole sono queste: niente autori anonimi o non riconoscibili; testi sintetici e chiari (4/5 righe ordinate possono essere sufficienti); niente iperboli, niente polemiche gratuite, niente insulti; molto spirito di servizio e poco egocentrismo. Le segnalazioni evidentemente fuori standard saranno cancellate. Il tutto è da considerarsi sperimentale: se gli abusi superano i vantaggi collettivi, ne riparliamo.
A voi la tastiera, fatevi sotto.
Hackerando Feedster
Stephen M. Cohen, autore del blog Library Stuff (e di altri tre blog, in effetti), ha lanciato Feedster Hacks: si tratta di sito che intende raccogliere tutti i trucchi e segreti noti per l’uso evoluto di Feedster, uno dei più popolari motori di ricerca e fornitori di servizi per blog.
(via Internet Pro)
Ping-o-matic, il metaping
Un blog completo, in genere, è dotato di feed Rss o Atom, ovvero di una rappresentazione semplificata dei contenuti di un sito. Chi desidera consultare quei contenuti può sottoscrivere i feed e consultarli sul proprio aggregatore (di tutto questo si parla in modo approfondito nel libro). Molte piattaforme propongono, inoltre, la possibilità di inviare notizia (ping) dell’aggiornamento di un blog a uno o più siti deputati alla segnalazione dei blog più “freschi”: i più comuni sono blog.gs o Technorati.
Per tenere un elenco aggiornato dei possibili destinatari dei ping è nato Ping-o-matic, un servizio che permette di avvisare in modo automatico numerose destinazioni in un colpo solo. Si può usare Ping-o-matic in modalità manuale, ovvero inserendo i dati del proprio blog in una form e selezionando i servizi che si desidera contattare, oppure si può impostare l’url http://rpc.pingomatic.com nella lista di indirizzi su cui lanciare un ping in automatico. In quest’ultimo modo la segnalazione di nuovi aggiornamenti raggiungerà in una volta sola tutte le destinazioni possibili.
(via Pivari.com)
Come si fa un blog sull’Ansa
L’Ansa parla oggi di Come si fa un blog. Il lancio è disponibile anche sul sito dell’agenzia:
(ANSA) - VENEZIA,28 ott - Un libro per entrare nel mondo dei blog, i diari su Internet, e per approfondire la materia un blog dallo stesso titolo del libro.A pensare a questa sinergia tra web e carta e’ stato Sergio Maistrello, che ha dato alle stampe il volume ‘Come si fa un blog’, e ha attivato un sito raggiungibile all’indirizzo www.comesifaunblog.it. [l’originale sul sito dell’Ansa]
Sul notiziario regionale Ansa del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, inoltre, è passata la recensione completa di Andrea Buoso:
(ANSA) - VENEZIA, 28 OTT - Una guida semplice e dal tono colloquiale per entrare nel mondo dei blog, i ‘diari’ su Internet che rappresentano uno dei fenomeni più rilevanti degli ultimi anni. E per aggiornare la materia, le cui novità si susseguono a ritmi forsennati, un blog dallo stesso titolo del libro. A pensare e realizzare questa sinergia tra carta e web è stato un giornalista pordenonese, Sergio Maistrello, che ha dato alle stampe il volume, dal titolo ‘Come si fa un blog’, edito da Tecniche Nuove. Il sito - aperto in concomitanza con l’uscita del volume - è invece raggiungibile all’indirizzo www.comesifaunblog.it. Il libro si rivolge al neofita di Internet, che avrebbe voglia di pubblicare qualcosa di suo in rete ma non sa come fare, introducendolo alla scoperta dei weblog - detti anche più semplicemente ‘blog’ - cioé quei sistemi di pubblicazione di contenuti (parola, ma anche immagini e suoni) che non richiedono la conoscenza dei linguaggi di programmazione e grafica. Da circa cinque anni, queste risorse vengono offerte gratuitamente su Internet - le più conosciute sono l’americana Blogger e l’italiana Splinder. Da allora sono nati e continuano a sorgere migliaia di siti personali in tutto il mondo, e si creano nuovi ‘blogger’, di scrittori, giornalisti, professionisti o più semplicemente, persone, che hanno ‘qualcosa da scrivere’ e la mette in rete, ottenendo risposte e osservazioni. Delle caratteristiche di questo strumento il manuale presenta una panoramica completa, a partire da una guida alle principali ‘piattaforme’ tecnologiche, ai primi passi per pubblicare i propri ‘post’ (gli ‘articoli’ che compongono il blog), fino alle possibilità di interattività con i commenti e i ‘trackback’ tra un blog e l’altro, e alla raccolta dei contenuti negli ‘aggregatori’, ossia speciali programmi che permettono una consultazione di numerosi blog in maniera contemporanea.
L’autore traccia anche prospettive future per questo strumento, che sta iniziando ad avere oltreoceano un ruolo specifico anche nel dibattito culturale. “La forma di pubblicazione favorita da questo strumento - scrive Maistrello - sarà con ogni probabilità uno degli strumenti privilegiati per la comunicazione politica del prossimo futuro. L’effetto di questa nuova opinione pubblica stimolata dai blog non si limita alla vita culturale, ma si estende a tutte le esperienze che investono il ‘blogger’ in quanto cittadino e persona impegnata nella società in cui vive”. (ANSA).
Webgol e l’equilibrismo
Antonio Sofi recensisce Come si fa un blog su Webgol. È come se lo zio parlasse bene di suo nipote (dichiaro tutti i conflitti di interesse: Antonio è un amicone, abbiamo lavorato spesso insieme e ha pure firmato una delle prefazioni del libro), ciononostante le sue parole gentili da queste parti fanno molto piacere: a volte sono gli amici, soprattutto quelli che hai coinvolto quasi a scatola chiusa nel progetto, che temi di più nei giudizi.
Perchè scrivere un libro divulgativo sui blog è molto più rischioso di quanto, a prima vista, possa apparire. E’ un po’ come camminare in equilibrio su un filo; i rischi che si presentavano erano, banalmente, due: cadere da una parte o cadere dall’altra. Ovvero sprofondare nel baratro di una eccessiva semplificazione, diminuendo di molto l’inevitabile bassa emivita di un libro come questo, che tratta di tecnologie che vanno mille volte più veloce della carta stampata, o cascare nel precipizio di un linguaggio criptico da iniziati, che allontana i neofiti. [leggi come va a finire su Webgol]
Continua il viaggio dell’Unità
Dopo Giuseppe Granieri e Princess Proserpina, il viaggio di Lello Voce nel mondo dei blog, viaggio pubblicato nelle pagine culturali dell’Unità, continua con Personalità Confusa:
Vedi, ai corsi Radioelettra di marketing insegnavano che un sito non deve avere collegamenti ipertestuali con altri siti esterni. Per capirci, sul sito del Corriere della Sera non troverai mai un link a un articolo de La Repubblica, ma solo ad altri articoli del Corriere della Sera. Questo perchè si rischia che il lettore passi sull’altro sito. Si perde il lettore, lo si regala al concorrente. Nei blog accade il contrario: i blog si linkano tra loro senza paura, proprio perché non hanno nulla da guadagnare e vivono grazie al loro “essere rete”, cioè al lasciar circolare le idee attraverso la rete. Un blog privo di collegamenti ad altri blog sarebbe isolato e sprofonderebbe in questa solitudine. La rete dei blog è una specie di Napster delle parole: gli utenti disposti allo “scambio delle parole” devono essere tanti, tantissimi. Più sono meglio è. Te lo immagini Napster con un solo utente? [continua a leggere sul sito di Lello Voce]
Blog a luci rosse
Sul Quotidiano Nazionale (Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione) di oggi, edizione cartacea, compare un articolo di Deborah Bonetti dedicato alle misteriose rivelazioni internettose di una squillo: ” Il mio blog a luci rosse”. Si parla, naturalmente, della londinese Belle de Jour. Il tutto è condito da riferimenti ad altri blog a tema, al diario di Bridget Jones, ai colpi di spazzola di Melissa P. e a una ricerca sull’eiaculazione precoce.
