Deejay Blog
Radio Deejay ha lanciato oggi Deejay Blog, che permette di aprire dei blog utilizzando Typepad. Contestualmente il blog di Linus è passato su Typepad e si è aggiunto anche il blog di Platinette.
Blog, giornalismo e imprese a Milano
Chi fa ancora in tempo a organizzarsi, sappia che questo pomeriggio alle 16.30 è prevista una conferenza sul tema “Giornalismo e Blog: le imprese stanno a guardare?” organizzata da Edelman presso il Palazzo Affari ai Giureconsulti in via Mercanti 2 a Milano. Questo il programma:
In breve tempo, l’ascesa dei blog ha drasticamente ridisegnato il panorama della comunicazione. Il tradizionale controllo delle informazioni esercitato dai media, dalle istituzioni e dalle aziende è entrato in crisi assieme alla loro credibilità. Emerge il bisogno di un nuovo approccio alle relazioni pubbliche.
Relatori
Richard Edelman è Presidente e CEO di Edelman, la più grande agenzia indipendente di relazioni pubbliche al mondo, con oltre 1.800 dipendenti e 43 uffici. Il blog di Richard, 6 a.m., inaugurato nel settembre 2004, registra oltre 2.000 visite ogni giorno.
Luca De Biase è giornalista de Il Sole 24 Ore. Ha pubblicato diversi libri tra i quali “Il mago d’ebiz”, “Bidone.com” e “Edeologia”. Insegna Giornalismo all’Università di Padova e allo Iulm di Milano. (http://blog.debiase.com)
Roberto Casaleggio è Presidente della società di consulenza di rete Casaleggio Associati, che ha creato il blog che in sei mesi è diventato il più “ascoltato” d’Italia e il 60° più visitato del mondo. (www.beppegrillo.it)
Stefano Maruzzi è Country Manager di MSN.it. Prima di arrivare a Microsoft è stato tra i fondatori del Centro di formazione Mondadori Informatica Education. Giornalista esperto delle nuove tecnologie e autore di numerose pubblicazioni a riguardo, ha diretto il settimanale PC Week.
Modera Enrico Sassoon, Amministratore Delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy.
Guida per cyberdissidenti
Reporters senza frontiere ha realizzato e messo in vendita da oggi (a 10 euro nelle librerie, gratis sul sito dell’organizzazione) in cinque lingue (inglese, francese, cinese, arabo and persiano) una guida a uso e consumo di blogger e cyberdissidenti. Si chiama Handbook for Bloggers and Cyber-dissidents e insegna a creare blog, a rimanere anonimi e ad aggirare con efficacia la censura:
Blogs get people excited. Or else they disturb and worry them. Some people distrust them. Others see them as the vanguard of a new information revolution. Because they allow and encourage ordinary people to speak up, they’re tremendous tools of freedom of expression. Bloggers are often the only real journalists in countries where the mainstream media is censored or under pressure. Only they provide independent news, at the risk of displeasing the government and sometimes courting arrest. Reporters Without Borders has produced this handbook to help them, with handy tips and technical advice on how to remain anonymous and to get round censorship, by choosing the most suitable method for each situation. It also explains how to set up and make the most of a blog, to publicise it (getting it picked up efficiently by search-engines) and to establish its credibility through observing basic ethical and journalistic principles. Many Internet experts helped produce this manual, including US journalist Dan Gillmor, Canadian specialist in Internet censorship Nart Villeneuve, US blogger Jay Rosen and other bloggers from all over the world.
[approfondisci su Rsf]
In arrivo TypaPad 2.0, costerà meno
Per ora sono anticipazioni uscite da DEMOfall, anteprima californiana per le tecnologie emergenti. Entro breve, dunque, TypePad passerà alla versione 2.0 (ora è alla release 1.6), che prevede una profonda revisione della piattaforma a favore soprattutto di una maggiore flessibilità nelle policy di privacy e nella gestione di contenuti multimediali. La nuova piattaforma dovrebbe inoltre far tesoro di alcune soluzioni sperimentate in Movable Type e in LiveJournal. Interessante anche l’intenzione di Six Apart di ridurre sensibilmente le tariffe annuali per l’utilizzo del proprio servizio, che dovrebbero variare dai 39 dollari per il livello base (ora sono 49,50) ai 99 dollari per il livello pro (ora sono 149,50).
(via internet.pro)
Il galateo del blogging
Gina Trapani ha scritto su Lifehacker una guida per i commenti sui blog, una sorta dei galateo del comportamento che ci si aspetta da un visitatore desideroso di confrontarsi con le idee altrui quando è ospite sui siti altrui. La maggior parte regole di buon senso ben note, ma non fa mai male farle circolare nuovamente. Questi gli argomenti contenuti in Lifehacker’s guide to weblog comments:
Stay on topic.
Contribute new information to the discussion.
Don’t comment for the sake of commenting.
Know when to comment and when to e-mail.
Remember that nobody likes a know-it-all.
Make the tone of your message clear.
Own your comment.
Be succinct.
Cite your sources with links or inline quoting.
Be courteous.
Don’t post when you’re angry, upset, drunk or emotional.
Do not feed or tease the trolls.
[approfondisci i vari punti su Lifehacker]
La distribuzione della popolazione blog
Da qualche tempo Perseus conduce ricerche accurate ricerche sul mondo dei blog. Per discuterle e seguire dietro le quinte gli studi su questo tema, da alcuni mesi ha aperto un blog a cura di Jeffrey Henning. In questi giorni Henning ha fornito nuove cifre sul campione che fa da riferimento per le statistiche di Perseus, da cui si scopre che le donne sono oltre il doppio degli uomini e gli adolescenti da soli sono oltre la metà del totale:
Females account for more than twice as many bloggers as do men, and teens make up over half the total population. Bloggers in their twenties also make a strong showing, but after the thirty-year-old mark the numbers decrease dramatically. Time alone will tell if these statistics will remain consistent in the future, or if these young people who have begun the blogging trend will stick with it as they age.
Ideazione e la rivoluzione dei blog
Segnalo che il numero di settembre-ottobre di Ideazione in edicola da qualche giorno, dedica la copertina e un vasto assortimento di articoli ai blog. Tra gli articoli in sommario compaiono:
Blog, il libero mercato delle idee, di Andrea Mancia
TocqueVille, liberi tutti, di Barbara Mennitti
Apologia del network relativamente stupido, di Giuseppe Granieri
Una Rete di opinioni pubbliche, di Davide Bennato
Blog e neo-democrazia. Semiotica del Web, di Paolo della Sala
I ragazzi in pigiama che stanno cambiando gli Stati Uniti, di Christian Rocca
L’altra faccia dell’Europa, di Enzo Reale
Un arsenale per la democrazia, di Federico Punzi
Il pezzo di Andrea Mancia, che apre la serie, è disponibile anche sul sito della rivista:
Sono almeno due le letture obbligatorie per chi voglia cercare di comprendere, anche se con un po’ in ritardo, la rivoluzione che sta scuotendo le fondamenta del sistema mondiale dell’informazione. Il primo libro è Blog, scritto all’inizio di quest’anno dall’americano Hugh Hewitt, commentatore radiofonico della destra repubblicana, blogger di successo e autore emergente della nuova editoria conservatrice. Il secondo è Blog Generation, dell’italiano Giuseppe Granieri, uno dei maggiori esperti italiani di comunicazione e culture digitali del nostro paese (scrive, tra l’altro, per il Sole24Ore) e blogger della prima ora che si dichiara “progressista ragionevole”. Si tratta di due libri molto diversi ma che – malgrado l’estrazione ideologica dei loro autori – giungono ad una conclusione sorprendentemente simile: la storia d’amore tra l’opinione pubblica e i tradizionali mezzi d’informazione è finita. E qualcos’altro – chiamatela blogosfera, se volete – sta gradualmente colmando questo vuoto di fiducia.
La spiegazione che Hewitt e Granieri danno al fenomeno è, naturalmente, differente. Guardando all’esempio statunitense (ma non si fa una gran fatica ad adattare il ragionamento anche al caso italiano), Hewitt sostiene che «il giornalismo d’élite è composto da persone che sono schierate in modo schiacciante all’estrema sinistra dello schieramento politico». Si tratta, secondo Hewitt, di una “ostilità” nei confronti delle idee conservatrici che viene da lontano e si è rafforzata generazione dopo generazione, prima durante la presidenza Nixon, poi durante quella Reagan, per esplodere definitivamente con l’elezione di Bush jr. alla Casa Bianca: «In privato gli esponenti più onesti dei mass media lo ammettono senza troppi problemi […] il 90 per centro dei loro colleghi ha votato per Gore o Nader nel 2000 e per Kerry nel 2004 […] ma è qualcosa che non ammetterebbero mai in pubblico».
[continua su Ideazione]
La recensione di Media Duemila
Il numero 229 di settembre 2005 di Media Duemila, storico mensile di cultura informatica e Ict, recensisce ampiamente Come si fa un blog (l’articolo non è disponibile online). Cesare Protettì comincia così:
“Bloggare è un po’ come far l’amore: più lo fai, più ti viene meglio. Più lo fai e più lo capisci. Se ami i rapporti da una notte e via, i blog non fanno per te. Torna pure alla chat. I blog pretendono costanza e fedeltà. O quanto meno un abbozzo di progetto a lungo termine”. Lo scrive Antonio Sofi (www.webgol.it) in una delle due prefazioni al libro di Sergio Maistrello.
Il blog come terapia: un approfondimento
Ieri citavo lo studio di AOL sul blog usato come mezzo di auto-aiuto: scrivere le proprie emozioni e condividerle, leggere le emozioni degli altri e confrontarsi. Capita a fagiolo un intervento di Mario Galzigna, docente di Storia della scienza e di Epistemologia clinica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia, sul magazine di psichiatria online Pol-it. Galzigna parte da una recensione di Blog Generation, il libro di Giuseppe Granieri che il docente ha inserito nella bibliografia dei suoi corsi, per parlare di Rete e di blog in ambito terapeutico. Qui un passaggio:
Rispetto alle abitudini interattive tradizionali — sviluppate prima dell’avvento della blogosfera o, più semplicemente, fuori dalla blogosfera — posso solo riportare un dato di fatto, desunto dalla frequentazione della rete e dalla mia limitata esperienza di blogger: le interazioni, i commenti, gli interventi di chi esprime una valutazione del mio testo sono liberi da condizionamenti di tipo gerarchico-istituzionale. Un vantaggio indiscutibile, che mi permette di migliorare e di modificare il mio testo di partenza, utilizzando critiche e posizioni non dettate da motivazioni istituzionali o da logiche di potere. Un vantaggio che ho personalmente verificato anche nell’ambito delle mie ricerche di carattere epistemologico-clinico attorno alla malattia mentale. Dagli scambi extra-istituzionali maturati nell’ambito della rete ho ricevuto molte nuove informazioni e molte stimolanti ipotesi sugli scacchi delle terapie, sugli insuccessi o addirittura sui danni della “cura”.
Il blog come terapia
Il provider americano AOL ha condotto con Digital Marketing Services un’indagine su 600 adulti a proposito delle motivazioni che portano a usare il blog. Emerge che, per una buona metà del campione, il sito personale rappresenta una forma di auto-terapia. Ma al di là dei comunicati fatti apposta per indurre i giornali in facili semplificazioni, e tenendo conto del differente contesto culturale in cui si colloca lo studio statunitense, il sondaggio riporta alcuni dati interessanti. Alcuni estratti:
Why Do We Blog?
▪ Nearly 50% of bloggers do it because it serves as self-therapy.
▪ One-third of bloggers write frequently about self-help and self-esteem topics.
▪ In times of need or high anxiety, 31% of bloggers say they either write in their blog or read the blogs of other people who are experiencing similar issues; that’s six times as many people who seek help and counseling from a professional (5%), and second only to those seeking advice from family and friends: 32% vs. 31% who turn to blogs.Why Don’t We Blog?
▪ Only 16% of bloggers say they blog because they’re interested in journalism.
▪ As few as 12% say they blog in order to break or stay ahead of the latest news and gossip.
▪ A fractional 8% blog in order to expose political information.Bloggers Write for Their Favorite Audience: Themselves
▪ Fifty-four percent like to share their thoughts and feelings with others, and 43% like to chronicle their life and interests.
▪ Bloggers don’t blog because of peer pressure: Only 16% blog because it’s the latest Internet trend, and 21% because their families or friends do.
▪ Most bloggers (66%) feel free to write on “anything and everything.”
▪ Only 12% worry that their blogs are funny and witty.
▪ A significant percentage (47%) say they feel no pressure at all when they know they have an audience reading their blog. Although, 54% admit it may take them a little longer to write an entry when others may read it.
▪ Only 13% of people feel disappointed if other people’s blogs attract more readers or responses.
▪ Sixty-six percent of respondents say they don’t feel pressure to update their blogs frequently (although they do care about how often the blogs they read are updated.)Blogging Etiquette
▪ Forty-percent of bloggers say it is important to address messages people have posted in their blog in a timely manner.
▪ Sixty-one percent of bloggers feel that posting a comment on another person’s blog is the “right thing to do.”
▪ One in five bloggers (23%) worry about offending people in their blogs.
▪ More than three out of five bloggers (65%) admit to feeling disappointed when people post negative or abusive comments to their blogs.More Blogging Factoids:
▪ Twenty-nine percent of people write blogs to improve their writing skills and 41% to stay in touch with family and friends.
▪ Survey respondents write and maintain an average of two blogs.
▪Consumer bloggers spend an average of four hours per week writing their blogs.
▪When asked why they read other blogs, most (53%) say for entertainment, 44% say to get a new or fresh perspective on the news, and 36% say to interact with other participants through posting.
▪ Sixty-percent consider themselves to have a ‘laid back” blogging personality. A small number (3.8%) describe themselves as blogging perfectionists, obsessive and compulsive.
Chi vuole leggere l’originale trova una sintesi e un comunicato stampa su AOL.



