Come si fa un blog su Cosmopolitan
Recupero, in ritardo, un articolo di Barbara Sgarzi comparso su Cosmopolitan di ottobre e dedicato ai blog, nel quale viene citato Come si fa un blog. L’articolo, salvo una breve introduzione, non è online.
Stai pensando che con il pc non vai oltre il copia e incolla? In realtà chiunque può crearsi uno spazio personale in pochi minuti, gratuitamente e senza nemmeno fare una soporifera full immersion nel mare dei linguaggi di programmazione, html e sigle varie, che possono essere erotizzanti come un beverone al bromuro. Prendi il via con il libro Come si fa un blog di Sergio Maistrello (Tecniche Nuove, € 9,90, www.comesifaunblog.it): zeppo di dritte e facile da consultare.
Sullo stesso articolo, qualche giorno fa Antonio Sofi aveva qualcosa da ridire, con ironia, sul modo in cui è stato ripreso un passaggio della sua prefazione a Come si fa un blog.
Come segnalare link, una premessa
Come forse avrà notato chi non legge questo post da un aggregatore di feed Rss, questo sito da oggi ha una nuova pagina di entrata che precede l’accesso al blog. Ho riorganizzato lì i riquadri - automatici o meno - di segnalazione di link e post interessanti. È tutto sperimentale e provvisorio, per ora. Per esempio, il riquadro centrale - le “segnalazioni della casa” - si evolveràcon il tempo, mentre il monitoraggio automatico dei tag ha ancora evidenti limiti (ma portate pazienza). Anche la rassegna stampa è poco più di un segnaposto, ma spero di poter arrivare a qualcosa di più mirato rispetto al tema del sito.
Ciò che più mi interessa, però, è il riquadro dedicato ai “tag aperti”, dove le porte sono aperte alla collaborazione di tutti. Qualcuno - il buon Antonio - ci si è già messo d’impegno, ma chiunque può partecipare alla raccolta di spunti utili. Il riquadro pesca automaticamente i post collegati alla parola chiave comesifaunblog su Technorati e del.icio.us. Chi desidera proporre un link ha due possibilità. La prima: ogni volta che scrive un post che ritiene possa interessare i lettori di Come si fa un blog, può aggiungere ai tag (se li usa e se sono diretti a Technorati) la parola convenzionale comesifaunblog (una sola parola, senza spazi). Un solo tag in più e il link entra automaticamente in circolo anche qui. La seconda possibilità: chi utilizza del.icio.us, ed è solito archiviare lì i propri bookmark, può aggiungere la parola magica comesifaunblog tra i tag utilizzati per etichettarla ogni volta che ritiene sensato darle una piccola vetrina anche su questo sito. Farò in modo al più presto che compaia anche il nome dell’autore di una segnalazione, un’informazione non certo secondaria.
Che cosa ci interessa? Tutto ciò che ha a che fare con i blog, le piattaforme di pubblicazione personale, le evoluzioni tecniche, i social network e le applicazioni legate al cosiddetto Web 2.0. Antonio mi suggeriva di stabilire qualche linea guida, ma almeno in questa prima fase vorrei lasciare la massima libertà e affidarmi alla folksonomy. In italiano o in inglese, in maiuscolo o in minuscolo, interessante o meno, l’importante è cominciare. Se al gioco parteciperanno un po’ di persone, ci organizzeremo meglio in seguito. È una palestra libera, a disposizione di tutti.
Insieme ad Antonio, ringrazio Cesare, che ha buttato sul piatto un paio di dritte molto utili per arrivare a risultati migliori in modo migliore. Ne terrò conto per il futuro, se e quando la partecipazione legittimerà una strutturazione più avanzata. Per ora partiamo e vediamo che succede.
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Aggiungo, per evitare confusione, che il blog di Come si fa un blog resta attivo. Perde solo un po’ di visibilità, ma basta selezionare i link che ho disseminato sulla copertina per entrare nella solita, consueta e rassicurante pagina principale. Dove continueranno a esserci post originali, approfondimenti e quant’altro, quando serve.
Come si fa un blog, anno secondo
Questo sito ha compiuto nelle settimane scorse un anno. Ed esattamente un anno fa - il 7 ottobre 2004 - usciva Come si fa un blog, il libro.
Poco importa la ricorrenza. Quello che noto piuttosto è quanto sia cambiato questo settore in dodici mesi. Nel settembre 2004 questo blog - nato con il pretesto di accompagnare l’uscita del libro e aggiornare mese dopo mese le informazioni di cui un testo stampato non poteva tener conto - copriva un vuoto informativo, raccogliendo in un unico contenitore tanti spunti emergenti e sparsi. Nanopublishing prima che prendesse piede anche da noi il nanopublishing, si potrebbe dire, se non fosse che da queste parti l’impegno è sempre stato concepito in modo totalmente gratuito e privo di risvolti commerciali o pubblicitari (se si esclude la promozione indiretta, e tutto sommato molto discreta, di cui ha goduto il libro).
Oggi diversi altri siti raccontano lo strumento blog e le sue evoluzioni, più di qualcuno in modo più professionale e più puntuale di quanto potremo mai fare qui nei ritagli di tempo (ne cito uno per tutti: Blogs4biz, uno dei nanoblog blog maturi di Communicagroup). Quanto sia mutata la sensibilità della blogosfera è evidente se penso, tanto per dirne una, alla rassegna stampa (la sezione Dicono dei blog). Un anno fa questo sito andava faticosamente in cerca e teneva traccia con cura di tutti gli articoli di primo piano che parlassero di blog, vagliando ogni possibile servizio di filtro e offrendo un valore aggiunto per il fatto stesso di segnalarli. Oggi questo compito è tutto sommato inutile: gli articoli sono tanti, sono ovunque e spesso dicono cose note, dunque viene meno (salvo pochi approfondimenti degni di nota) il presupposto di interesse generale che li rende segnalabili con la stessa urgenza dell’anno scorso.
Normalizzazione, mi viene da dire. Ed è un bene, perché significa che il blog è sempre meno un pretesto per parlare di blog e sempre più un luogo di espressione che non ha bisogno di definirsi. Lo stesso, magari, accadrà a breve per i dettagli sull’evoluzione tecnica delle piattaforme, che tornerà a essere materia per programmatori. E pure per gli stessi numeri della blogosfera, indice sempre più volatile e inutile della diffusione della pubblicazione personale. Per contro, non possiamo trascurare che ogni giorno qui arrivano nuovi appassionati, rispetto ai quali non si può dare tutto per scontato e a cui uno spazio di divulgazione può essere utile. Senza contare tutte le riorganizzazioni concettuali che stanno prendendo piede nel Web 2.0 e che stanno espandendo oltre quanto avremmo pensato solo un paio d’anni fa il nostro piccolo angolo personale di democrazia. Penso a tutto il discorso legato al remixable Web, alla folksonomy e agli independent media hub, insomma. Ma anche all’evoluzione strumento blog, che sempre più - lo dimostrano le intuizioni del Project Comet di Six Apart, e a modo suo la stessa rapida evoluzione di Splinder - si va consolidando in un centro di presenza delle persone e di interconnessione tra gli individui a diverse dimensioni.
Tutto questo per dire che in questi giorni, complice anche la necessità di concentrare progressivamente le energie verso nuovi progetti, mi sto interrogando sul futuro di Come si fa un blog (il sito). A differenza di qualche mese fa, oggi l’impegno richiesto per tenere traccia di tutte le novità è superiore alla mia disponibilità di tempo e va a scapito della possibilità di approfondire (e l’approfondimento sarebbe auspicabile quando la complessità sale). Il progetto di farne un sito collettivo - benché io continui a ritenerlo un blog di servizio di tutti e per tutti - non è mai decollato, se si fa eccezione per qualche apprezzabile volenteroso. Oggi però possiamo utilizzare altri sistemi per automatizzare l’automatizzabile, per aggregare post a tema senza bisogno di scrivere due righe sintetiche con il solo scopo di rilanciare un link.
Di qui le evoluzioni di questi giorni (a tratti visibili, a tratti sotterranee - finché non avrò completato il lavoro di adattamento del template e garantito la leggibilità di tutti i contenuti). Per ora sono esperimenti o poco più, messi in piedi con l’insostituibile aiuto di Giuseppe Granieri e con i suggerimenti di molti affezionati a Come si fa un blog con cui ho discusso di questi cambiamenti nei giorni scorsi. Ci vorrà qualche giorno per andare a regime: mi piacerebbe realizzare un sito che aggreghi contenuti su più livelli: i flussi di stimoli a tema tratti dai vari del.icio.us, Technorati o Furl, ma anche una selezione che non prescinda del tutto dall’elemento umano.
Quest’ultima per ora è una raccolta di spunti che aggiungo io manualmente nella colonna laterale (via Furl, sistema che mi convince fino a un certo punto), ma - se l’idea raccogliesse un certo numero di adesioni - potrebbe diventare anche un meccanismo di segnalazione collettiva via tag di contenuti interessanti. Per esempio (ma sto soltanto ragionando a voce alta), ciascuno potrebbe applicare una parola chiave convenzionale (che so: comesifaunblog) contestualmente alla pubblicazione di nuovi post sul proprio blog personale o all’archiviazione di un link su del.icio.us, ogni qual volta pensa che il contenuto possa interessare anche i lettori di questo sito. Automaticamente, senza doversi registrare, senza duplicare il post, senza fare niente di più di quanto già si fa, semplicemente giocando coi tag e con la folksonomy.
Datemi il tempo di mettere in piedi il contenitore. Poi mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate.
I numeri di ottobre
Quello appena concluso è stato un mese frizzante nel mondo dei blog, con tutti gli indici che riprendono a salire in modo sostenuto. Ecco le rilevazioni delle variazioni di settembre (con l’immancabile avvertenza che si tratta di numeri autocensiti raccolti sui siti degli operatori e che per la maggior parte dei casi - esclusi iobloggo.com e Bloggers.it, che di tanto in tanto ripuliscono il database - sono espressi al lordo dei siti inattivi).
| Piattaforma | Blog ospitati | Var. | Var. % |
| MSN Spaces (solo Italia) | ~200.000 (non aggiornato) |
- | - |
| Splinder | 142.104 | +6.435 | +4,7% |
| Excite Blog | 17.227 | +467 | +2,7% |
| Libero Blog | 14.040 | +1.818 | +14,8% |
| Bloggers.it | 13.569 | +1.915 | +16,4% |
| Tim i.blog (moblog) | 11.850 | +747 | +6,7% |
| il Cannocchiale | 11.739 | +874 | +8,0% |
| iobloggo.com | 5.963 | +760 | +12,7% |
| Aruba | 5.851 | +181 | +3,0% |
| Mr.Webmaster | 1.840 | +120 | +0,6% |
Non dichiarano cifre Clarence/superEva, DiaBLOGando, Blogs.it (Radio), Tiscali Blog e Virgilio Blog, Leonardo e le grandi piattaforme internazionali come Blogger e TypePad (insieme alle sue declinazioni personalizzate dentro KataWeb e Radio Deejay). 3000 Italia ha comunicato il mese scorso di avere attivato 780 blog, ma non ha mandato aggiornamenti per il mese in corso.
I valori percentuali e assoluti sono riferiti ai numeri raccolti il mese scorso. Chi vuole entrare in tabella non ha che da comunicare qualche cifra attendibile.
(Numeri rilevati il 3 ottobre tra le 9.30 e le 10.00)
Il blog come risorsa pedagogica
La tesi di Delia Modonesi, il cui lavoro di ricerca è stato seguito passo per passo anche nel blog Formazione e blog, è ora disponibile online. Il titolo del lavoro è Il blog come risorsa pedagogica, ed è stato discusso alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Roma Tre, relatore il prof. Roberto Maragliano.
Grazie a Delia per averla messa a disposizione (e anche per aver scelto di diffonderla con licenza Creative Commons). Ricordo che chiunque abbia il desiderio di condividere la propria tesi di laurea dedicata ai blog o alle tecnologie collegate, può segnalare il link anche su questo sito, in modo da aiutare a tenere traccia delle ricerche universitarie a tema e contribuire alla sua diffusione. Chi non disponesse di alcuno spazio Web su cui inserirla, può contare - se può aiutare - sull’ospitalità gratuita su questo server.
