(Letargo)
Premessa: detesto i blog che si lasciano morire d’inedia, senza nemmeno un cenno di spiegazione. E tuttavia: non ha senso chiudere un blog, per come la vedo io. Altra premessa: questo sito è completamente fermo da quasi due mesi, nonostante ciò tutto quello che prescinde dalla pubblicazione di nuovi contenuti non risente di alcuna flessione, come dimostrano la tenuta degli accessi e l’inserimento a cadenza regolare di nuovi commenti nei post più datati. Mi piace pensare che quello che è stato fatto finora, anche in mancanza di aggiornamenti, sia ancora utile a chi passa di qua.
Detto questo: come i più assidui frequentatori avranno notato, da queste parti abbiamo il fiato corto. Niente classifiche da un paio di mesi, niente nuovi post, niente link-log nella copertina (copertina che peraltro resta accessibile, così come s’è congelata qualche settimana fa, ma non più in primo piano). Il motivo è una serie di picchi di lavoro assortiti e la necessità di concentrarmi su una serie di nuovi progetti in partenza. Alcuni, in qualche modo, c’entrano con Come si fa un blog. Ne parleremo a tempo debito, magari nel mio sito personale.
Riguardo a questo sito, ho un paio di cose da aggiungere, prima di lasciarlo al suo meritato letargo - temporaneo o meno che sia. Mi dispiace che non abbia preso piede l’aggiornamento collaborativo, né nella prima versione né nella seconda. Contavo almeno sulla voglia di giocare coi tag, ma pure quella ha finito per spegnersi dopo qualche sussulto autopromozionale. Amen: se un meccanismo non funziona, è sbagliato il meccanismo non chi lo usa. Era un esperimento.
Secondo aspetto: le classifiche. Con crescente stupore da parte mia, la conta mensile dei blog italiani ha attirato molta attenzione in questi mesi. Vi svelo un segreto, che segreto poi non è stato mai: si trattava semplicemente di ricopiare e mettere uno accanto all’altro numeri che sono sotto gli occhi di tutti. Quindi chiunque ne dovesse sentire la mancanza, può sempre armarsi di buona volontà e proporsi volontario o supplire altrove. A dirla tutta, il tempo - in questo caso specifico - è anche un alibi: mi sono accorto che non mi interessano più i numeri. Ho inseguito i numeri del Web per anni, col risultato che ora come ora penso che ci stiano portando fuori strada, strumentali come sono al leggere strumenti nuovi secondo parametri vecchi.
Terzo aspetto: su questo sito arrivano ancora persone che hanno comprato da poco il libro e vogliono approfondire. Non si sentano abbandonati: credo ancora nel progetto così come è nato nel settembre del 2004, ma sono cambiate molte condizioni da quando è stato pubblicato Come si fa un blog. Questo settore è cresciuto molto, richiede un impegno molto più gravoso per raccontarlo in modo non banale e per fare sintesi costruttiva di ciò che si dice in giro. Non basta parlare di blog: il blog è sempre stato solo uno strumento, è quello che sul blog stiamo costruendo che conta. Per fortuna, i canali informativi a riguardo - che allora non esistevano o quasi - si sono moltiplicati e per fortuna di tutti noi lavorano in modo più organizzato e professionale di quanto potremo mai fare qui a tempo perso.
Tanto vale raccogliere tutte le energie e provare a fare un passo avanti. E di questo parleremo alla prossima occasione.
