Guida per cyberdissidenti
Reporters senza frontiere ha realizzato e messo in vendita da oggi (a 10 euro nelle librerie, gratis sul sito dell’organizzazione) in cinque lingue (inglese, francese, cinese, arabo and persiano) una guida a uso e consumo di blogger e cyberdissidenti. Si chiama Handbook for Bloggers and Cyber-dissidents e insegna a creare blog, a rimanere anonimi e ad aggirare con efficacia la censura:
Blogs get people excited. Or else they disturb and worry them. Some people distrust them. Others see them as the vanguard of a new information revolution. Because they allow and encourage ordinary people to speak up, they’re tremendous tools of freedom of expression. Bloggers are often the only real journalists in countries where the mainstream media is censored or under pressure. Only they provide independent news, at the risk of displeasing the government and sometimes courting arrest. Reporters Without Borders has produced this handbook to help them, with handy tips and technical advice on how to remain anonymous and to get round censorship, by choosing the most suitable method for each situation. It also explains how to set up and make the most of a blog, to publicise it (getting it picked up efficiently by search-engines) and to establish its credibility through observing basic ethical and journalistic principles. Many Internet experts helped produce this manual, including US journalist Dan Gillmor, Canadian specialist in Internet censorship Nart Villeneuve, US blogger Jay Rosen and other bloggers from all over the world.
[approfondisci su Rsf]
Il galateo del blogging
Gina Trapani ha scritto su Lifehacker una guida per i commenti sui blog, una sorta dei galateo del comportamento che ci si aspetta da un visitatore desideroso di confrontarsi con le idee altrui quando è ospite sui siti altrui. La maggior parte regole di buon senso ben note, ma non fa mai male farle circolare nuovamente. Questi gli argomenti contenuti in Lifehacker’s guide to weblog comments:
Stay on topic.
Contribute new information to the discussion.
Don’t comment for the sake of commenting.
Know when to comment and when to e-mail.
Remember that nobody likes a know-it-all.
Make the tone of your message clear.
Own your comment.
Be succinct.
Cite your sources with links or inline quoting.
Be courteous.
Don’t post when you’re angry, upset, drunk or emotional.
Do not feed or tease the trolls.
[approfondisci i vari punti su Lifehacker]
Il blog come terapia: un approfondimento
Ieri citavo lo studio di AOL sul blog usato come mezzo di auto-aiuto: scrivere le proprie emozioni e condividerle, leggere le emozioni degli altri e confrontarsi. Capita a fagiolo un intervento di Mario Galzigna, docente di Storia della scienza e di Epistemologia clinica alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia, sul magazine di psichiatria online Pol-it. Galzigna parte da una recensione di Blog Generation, il libro di Giuseppe Granieri che il docente ha inserito nella bibliografia dei suoi corsi, per parlare di Rete e di blog in ambito terapeutico. Qui un passaggio:
Rispetto alle abitudini interattive tradizionali — sviluppate prima dell’avvento della blogosfera o, più semplicemente, fuori dalla blogosfera — posso solo riportare un dato di fatto, desunto dalla frequentazione della rete e dalla mia limitata esperienza di blogger: le interazioni, i commenti, gli interventi di chi esprime una valutazione del mio testo sono liberi da condizionamenti di tipo gerarchico-istituzionale. Un vantaggio indiscutibile, che mi permette di migliorare e di modificare il mio testo di partenza, utilizzando critiche e posizioni non dettate da motivazioni istituzionali o da logiche di potere. Un vantaggio che ho personalmente verificato anche nell’ambito delle mie ricerche di carattere epistemologico-clinico attorno alla malattia mentale. Dagli scambi extra-istituzionali maturati nell’ambito della rete ho ricevuto molte nuove informazioni e molte stimolanti ipotesi sugli scacchi delle terapie, sugli insuccessi o addirittura sui danni della “cura”.
Rss 2.0 passo per passo
Via Ne9gen, il link a un tutorial passo passo per la creazione di feed Rss 2.0 realizzato da Pete Freitag, utile per chi vuole costruirsi a mano il suo canale Xml oppure per chi semplicemente vuole saperne un po’ di più.
If you can learn HTML, you can easily learn how to build your own RSS 2.0 feeds. I’ll take you through the steps to creating an RSS feed from scratch.
Step 1: XML Declaration
Since RSS 2.0 must validate as XML, the first line in your rss feed must be the XML declaration.
< ?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>The encoding is optional but recommended. If your using something other than UTF-8 be sure to change the above line.
[continua sul blog di Pete Freitag]
So vs. Non mi piace
Mi ha colpito (positivamente, tutto sommato) un commento, nella bizzarra e talvolta insensata buriana che è seguita in numerosi siti ad alcune riflessioni critiche sull’esperimento di democrazia diretta di Beppe Grillo. Sta nel blog di Mantellini ed è stato lasciato da una persona che si firma Superficiale:
Sto iniziando ad odiare gli autori dei blog. Non li sopporto più!!! Anni fa il blog era contenuto a valore aggiunto. “IO SO UNA COSA E LA CONDIVIDO”. Ora invece la filosofia è “NON MI PIACE QUELLA COSA E NE PARLO NEL MIO BLOG”. Troppo giornalistico poco didattico!!! Non ci sono più quei blog che spiegavano come fare le ricette, gli origami, potenziare un pc, scrivere un business modell, ecc ??? Sono tutti alla ricerca dell’audience, anche nei blog…
Per una nuova opinione pubblica (reprise)
Massimo Mantellini riprende il discorso in merito al contributo dei blog nella formazione di una nuova opionione pubblica, più spontanea e meno dipendente dai mezzi di comunicazione tradizionali:
Mi interessava sostenere che l’opinione pubblica quando non è interpretabile da qualcuno che ne abbia fatto una professione, è un concreto ostacolo alla formazione del consenso. Ed è, in aggunta, pure una discreta complicazione alle strategie del marketing. Che infatti, da quando esiste la rete, ha visto crescere dentro di se’ la propria controriforma. Un dietrofront spesso lievemente comico, inattuato quanto condivisibile, rispetto alla idea centrale del consumatore che tutto crede e che tutto prima o poi compra.
Nella estrema applicazione di questo scivolamento va a finire che “il formatore del consenso” si trova nell’impossibilità di formare alcunchè. E questo su Internet accade sempre più spesso. L’autorità ordinatrice, qualunque essa sia, un po’ si secca insomma, e maledice “l’anarchia di internettè” per proseguire poi con un’altra mezza dozzina di luoghi comuni.[leggi tutto su Manteblog]
Combatti la depressione da blog
Ironico, ma fino a un certo punto, arriva il pamphlet per riconoscere e combattere la depressione da blog. Tra le righe di quello che assomiglia in tutto e per tutto a una pubblicazione medico-divulgativa, si legge una severa presa per i fondelli dei comportamenti esasperati dei blogger che prendono fin troppo sul serio il proprio compito digitale. What everyone should know about Blog Depression si trova su the nonist, ma può anche essere scaricato in pdf.
(via Ubik, Loic Le Meur)
Quel che si dice in giro
Il quindicinale gesuita Civiltà Cattolica torna a occuparsi di fenomeni legati a Internet (dopo una felice incursione nei blog). Sui Wiki, e Wikipedia in particolare, ha però più di qualche dubbio (una sintesi del pezzo, tratta dal Corriere della Sera, si trova su Altermedia).
Come migliorare le prestazioni delle inserzioni Google AdSense su un blog: lo spiega Blog Professionale.
Se non sai che cosa è un blog, è probabile che tu ne abbia consultato più di qualcuno senza sapere che fosse effettivamente blog. Ammesso che questo sia effettivamente un problema, una ricerca di Nielsen//NetRating dice che in questo caso saresti parte del 66% del totale dei lettori di blog. Se ne parlava su Blogs4Biz.
Incompleta, filoamericana, ma analitica e piuttosto utile, da Susannah Gardner arriva una interessante tabella di confronto tra i diversi sistemi per la gestione di blog pubblicata sull’Online Journalism Review (via Blogs4Biz).
Quel che si dice in giro
Tre lancia i videoblog, per ora limitati alla possibilità per gli utenti di commentare le video-esternazioni di Elio e le storie tese. Gli utenti possono videocommentare, in attesa di poter aprire il proprio videospazio. Il servizio è a pagamento: 45 centesimi al minuto, più 15 centesimi di scatto alla risposta.
Ne approfitto per segnalare anche un altro servizio di recente apertura, che si sta ritagliando la sua fetta di visibilità: i blog di Mr. Webmaster.
State pensando di passare a WordPress, ma temete di perdere tutti i vostri archivi? Se siete utenti di Clarence, Iobloggo o Splinder potreste trovare informazioni utili su WordPress Italy.
Piccoli paparazzi crescono: a Londra c’erano anche gli avvoltoi (via Blogs4Biz).
Il 31 agosto sarà il Blog Day: ogni blog che voglia partecipare alla festa dovrebbe segnalare ai propri lettori altri 5 siti meritevoli di interesse (via Leibniz, Giavasan).
Quel che si dice in giro
Andrea Beggi ha messo a punto un tutorial sull’aggiornamento passo passo della piattaforma WordPress.
Lo stesso Beggi, oggi, dà un’occhiata in profondità alla sicurezza di Skype.
Senza un buon filtro, Internet è solo rumore. Ma quale filtro? Un ragionamento di Gaspar Torriero sulle tracce di Chris Anderson.
Da un ormai non recentissimo commento di Stephen a un post di Mantellini, recupero la segnalazione di EPN, un netword di podcast in ambito scolastico/formativo.
E, sempre a proposito di podcasting, si parla di 60 milioni di utenti entro cinque anni (lo segnalava giorni fa Sky TG24 Pianeta Internet).
