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Creative Commons sotto accusa?

Sergio Maistrello in Idee in circolo il 8 July 2005 alle 13:19

Grazie a una segnalazione di Carla Astolfi, scopro un intenso dibattito sull’etica delle licenze Creative Commons e dei suoi finanziatori (discussione che, a cascata, si può cominciare a seguire partendo dal blog di servizio di Splinder, per arrivare fino all’intervento sul forum di Creative Commons con cui Elio Gabelli ha rilanciato la discussione).

In sintesi, le questioni aperte sono quattro:

  • tra i finanziatori e gestori del progetto Creative Commons ci sono persone che poco hanno a che vedere col carattere istituzionale e no-profit da cui è stato ispirato il progetto;
  • in particolare, mette in difficoltà più di qualcuno il fatto che Joi Ito, attraverso una delle sue numerose società (3Dsolve), sia fornitore dell’esercito statunitense;
  • prendono piede alcune richieste di chiarimento su possibili forzature delle licenze, basate in primo luogo su un’ambiguità contenuta nella licenza 2.0 a proposito dell’uso “prevalentemente non commerciale” che si può fare di un contenuto;
  • chi dovrebbe dare risposte sta prendendo tempo.

Il primo e secondo punto sono soprattutto una questione di sensibilità individuale, e restano (per quanto mi riguarda) questioni da approfondire. In relazione al quarto, girando per le mailing list collegate al progetto CC italiano mi sento di poter dire che qualche risposta l’ho trovata. Magari non sempre esauriente, ma la presenza dei referenti quanto meno si avverte.

Sul terzo punto, mi ha incuriosito la ormai nota storiella citata a supporto delle tesi più allarmistiche in merito ai limiti della licenza non commerciale:

Siamo un gruppo di Taranto dedito all’autoproduzione. Vorremmo aprire un sito per far scaricare la nostra musica, rilasciandola sotto licenza Creative Commons Non Commercial. Degli amici musicisti ci hanno però sconsigliato di utilizzare la non commercial e ci hanno spiegato perché. L’anno scorso avevano aperto un sito per far scaricare la loro musica, rilasciandola sotto licenza Creative Commons Non Commercial. Tutto è filato liscio fino a che, a febbraio, non hanno scoperto che un imprenditore del luogo si era venduto dei cd, con tanto di bollino SIAE, su cui c’era anche la loro musica! [..]
Quindi il tipo che aveva fatto? Si era venduto i cd: ___il 51% del ricavato lo aveva dato in beneficenza
(tra l’altro a una onlus di cui era co-dirigente) e il 49% se lo era tenuto___! E aveva tutta la documentazione (licenza compresa) che dimostrava la regolarità della sua operazione. I nostri amici, però, non si sono arresi e sono andati da un avvocato, ma l’avvocato, analizzata la situazione, gli ha sconsigliato di andare in causa perché con molta probabilità l’avrebbero persa (perché il tipo era
perfettamente in regola).
[leggi tutta la vicenda su CC-it]

Per fortuna, nella stessa mailing list ho trovato anche l’intervento dell’avv. Massimo Travostino, che fa parte del gruppo italiano per l’adattamento delle CC, secondo il quale l’interpretazione legale del furbo imprenditore non avrebbe alcun fondamento.

La mia conclusione è che ci sono sufficienti spunti per tenere gli occhi aperti e approfondire la questione. Detto questo, non mi sembra che esistano per ora i presupposti per mettere in discussione l’intero fondamento delle Creative Commons, i principi da cui sono stati ispirati e il processo (aperto, pertanto talvolta conflittuale) di adattamento alle nostre realtà giuridiche.

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Della questione, vedo ora, si è occupato qualche giorno fa, e con toni più severi, anche Settolo.

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Aggiornamento, 16.10 - A domanda Joi Ito risponde (grazie a Paolo):

I am the CEO of and an investor in Neoteny Co., Ltd. which in turn is an investor in 3DSolve. Neoteny invested in a start-up company called Air-Eight. One of the founders of Air-Eight was the VP of communications at Be Inc. when I was on their advisory board. The business of this company was to develop a rich document client-server system for mobile devices. Neoteny is an IT Investment company in Japan and we decided that this would make sense in the Japanese mobile telephone company market. The company was unsuccessful. The founders decided to develop the business of 3D simulation and training technology (cambiando contestualmente ragione sociale in 3Dsolve, ndr) which I believe they are licensing to a number of organizations including the Army. They are not military people. They are 3D experts. The military just turned out to be the biggest customer of very high quality 3D. Also, does the fact that the NSA runs linux make linux bad?

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Quel che si dice in giro

Sergio Maistrello in Idee in circolo il 5 July 2005 alle 8:20

È pronta la versione 2.0 di dBlog, il software per il blogging tutto italiano e creato per sistemi Windows/Asp (via Mantellini).

Riccardo Cambiassi ha messo a disposizione uno script che permette di visualizzare la posizione geografica dei blog sottoscritti in Bloglines sulle carte geografiche di Google Maps.

Dan Gillmore, Michael Goff e Jay Campbell hanno lanciato HonorTags, un sistema per l’etichettatura standardizzata dei post in sei categorie: Journalism, Professional, Advocate, Personal, Fiction, UnTag (via Leibniz).

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Quel che si dice in giro…

Sergio Maistrello in Idee in circolo il 30 June 2005 alle 17:57

Quello che bisogna sapere su Technorati lo spiega in breve, in inglese e con un po’ di link Sheila Coggins su About.com (via Blogs4biz).

I blog del giorno, Blogs of the Day, è un progetto che tiene traccia della popolarità dei blogger che utilizzano la piattaforma Wordpress sulla base degli accessi registrati su ciascun sito. Ne parlava qualche giorno fa Elena Franco su internet.pro.

Joi Ito segnala Hyperwords, uno strumentino che rende i collegamenti ipertestuali più evoluti e funzionali lavorando sul contesto e moltiplicando le destinazioni. Si può provare entrando con questo link sul blog di Joi (tenete il mouse per qualche secondo su qualunque link del suo sito). Da approfondire.

Alberto Mucignat ha tradotto in italiano la versione per bambini di Small Pieces Loosely Joined, il libro di David Weinberger (via Paolo Valdemarin).

Chi l’avesse persa, può recuperare l’intervista audio che Arianna Dagnino ha fatto a Derrick De Kerckhove (è disponibile in Mp3). Si parla di social tagging, in occasione di MondiAttivi a Cagliari, una decina di giorni fa (via SkyTG24 Pianeta Internet).

Vittorio Zambardino segnala una ricerca del Massachusset Institute of Technology ssulla comunità blog. È necessario registrarsi per poter partecipare.

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Quel che si dice in giro

Sergio Maistrello in Idee in circolo il 24 June 2005 alle 14:18

Tornano ad intensificarsi le voci sull’imminente arrivo anche in Italia di TypePad, il servizio per l’apertura di blog di Six Apart. Ne parlano oggi Carlo Felice Della Pasqua, Luca Conti e Marco Montemagno. Resta ancora da scoprire la politica commerciale per il nostro Paese, considerato che la versione internazionale prevede abbonamenti mensili tra i 4,95 e i 14,95 dollari. Da tener presente, inoltre, che nei paesi in cui è stato localizzato il servizio, TypePad ha avviato numerose partnership con gruppi editoriali e affini (solo in Francia ne è stata annunciata una buona decina).

Technorati ha lanciato Live8, una sezione specifica dedicata alla sensibiblizzazione e alla raccolta di materiali riguardanti il prossimo G8 in programma il 6 luglio in Scozia e le inziative collaterali in corso di organizzazione in tutto il mondo, come l’omonimo concerto contro la povertà globale.

Aperto e presto risolto il rigurgito di polemica sui link seguito alla notizia che Google non solo aveva esteso anche all’Italia la collezione di immagini satellitari, ma non censurava in alcun modo le installazioni militari. Il tutto nasce da Luca Conti su Motoricerca: la notizia viene ripresa in breve da Repubblica e Corriere. Repubblica cita la fonte, il Corriere no (ma oggi ci ripensa). Interessante scambio d’opinioni da Gaspar Torriero.

Nei giorni scorsi Tony Siino aveva dato il benvenuto nella blogosfera al dj Linus (che da alcuni giorni ha aperto un blog). Per tutta risposta, ieri Linus ha chiamato in diretta Tony per parlare di blog. Su Deeario la registrazione dell’intervento e qualche anticipazione tra le righe dei progetti bloggosi del gruppo di cui fa parte Radio Deejay.

Blogger ha aperto la possibilità di caricare immagini su Blogspot e messo mano ad alcune funzionalità per facilitare l’utilizzo da parte degli utenti inesperti. Massimo Mantellini, però, ha qualcosa da dire.

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Quel che si dice in giro

Sergio Maistrello in Idee in circolo il 22 June 2005 alle 12:31

Il Los Angeles Time lancia un esperimento coraggioso di condivisione via wiki dei propri editoriali, ma è costretto a fare marcia indietro dopo pochi giorni. I commenti di Blogs4biz e Blog Notes.

Il processo a Christophe Grébert, autore del blog MonPuteaux.com dove sarebbe stato diffamato il sindaco della cittadina di Peteaux, è iniziato ieri a Parigi. L’udienza è stata subito aggiornata al 3 febbraio 2006. Sul sito, ampia documentazione sull’argomento. La vicenda sta avendo ampia risonanza a livello nazionale in Francia, come racconta Loic Le Meur.

La polemica sui link nata da un’intervento di Vittorio Zambardino riassunta post per post: la sintesi l’ha fatta Carlo Felice Dalla Pasqua.

La ricerca dello Iulm sui blog, lanciata qualche tempo fa con la collaborazione di Splinder, ha ora un blog autonomo, dove il dibattito prosegue.

Le blogstar sono tutte di sinistra? Un’opinione da Lapalisse.

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Il Podcast, questo sconosciuto

Renato Biolcati Rinaldi in Idee in circolo il 16 June 2005 alle 10:54

Dopo aver pubblicato un paio di podcast jazz molti mi hanno chiesto che cos’è ’sto podcast. Cercherò di spiergarlo usando termini meno tecnici possibile. Immaginate di avere una radio con la quale potete ascoltare quello che volete, quando volete e dove volete. Impossibile? no, è possibilissimo grazie al Podcast. Alcuni l’hanno definito la naturale evoluzione audio dei blog a cui seguirà a breve quella video. Questa può essere una buona chiave di lettura ma più che una evoluzione dei blog vedo il podcast come una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’intrattenimento radiofonico. La gente infatti è stanca di ascoltare radio tutte con lo stasso identico contenuto “piatto” e con le playlist imposte dalle case discografiche che diffondono solo musica commericiale assolutamente inascoltabile.
Podcast è una parola composta che deriva da Ipod, il lettore Mp3 della Apple, e Broadcast (= Trasmettere). Un Podcast è un semplice file Mp3 che contiene una trasmissione radiofonica, molte volte “fatta in casa” con microfoni da pochi euro collegati al PC. Caricando il file sul nostro lettore Mp3 portatile possiamo portarci in giro il nostro programma radio senza dover stare attaccato davanti al computer per ascoltarlo. Caricando più file possiamo anche crearci un nostro palinsesto personalizzato.
La procedura di scaricare il file e inviarlo al lettore Mp3 però può risulatare scomoda, ma ecco che ci vengono in aiuto dei programmi che eseguono questa operazione in modo automatico. Ogni Podcast infatti ha un “feed” che grazie a un particolare programma ci consenttirà di scaricare in modo automatico i file Mp3 ogni volta che viene pubblicato un nuovo episodio.
Esistono già diversi programmi per questo scopo, il più popolare è Ipodder (per Win, Mac e Linux)
Nelle pagine web (o blog) dei podcast che vi interessano cercate l’iconcina arancione RSS o XML o qualcosa come “Podcast feed”, poi fate clic col destro, copiate l’indirizzo e inseritelo in Ipodder che provvederà allo scaricamento automatico di tutti i vostri podcast. Ipodder può essere anche programmato per scaricare i file durante la notte in modo che quando vi alzate trovate il vostro lettore Mp3 già carico con i vostri podcast preferiti che potete ascoltare mentre andate al lavoro in metropolitana, in auto o anche in bicicletta.
Esistono migliaia di podcast che trattano praticamente tutto lo scibile umano. Potete scegliere quelli preferiti in diverse directory come http://www.podcast.net o http://www.podcastalley.com, mentre su http://audio.weblogs.com trovate quelli aggiornati più di recente.
Realizzare un podcast è semplice, basta usare un programma che permette di registrare la voce o missarla con la musica. Il più usato è l’editor audio Audacity (per Win, Mac e Linux) che è gratuito. Ma stanno uscendo programmi interessanti pensati appositamente per il podcast come ad esempio Pod Producer.
Molti mi hanno chiesto perché ho realizzato il mio podcast in inglese. Per vari motivi, primo in Italia non è ancora diffuso come in USA, sono ancora pochi i podcast e soprattutto i potenziali “ascoltatori” e poi perché mi piace l’idea di avere un pubblico internazionale, e dalle prime mail che ho ricevuto, è affascinante sapere che il mio podcast artigianale è ascoltato nel Michigan, in India, in Australia e in chissà quali altri posti.
Comunque in futuro non è affatto esclusa una versione del mio podcast in italiano.

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Quel che si dice in giro

Sergio Maistrello in Idee in circolo il 24 May 2005 alle 10:00

Si dice bloc, mon dieu! Alcuni francesi hanno da ridire sul nome dei Weblog (via QuasiDot, dotcoma).

Macchianera lo definisce acrobatico. Fatto sta che ora il sistema per trasferire i contenuti del proprio blog da Splinder alla piattaforma fai da te Movable Type esiste. Si chiama Spleender.

Pandemia è entusiasta del Conversation Tracker di BlogPulse.

Un riassuntino sui feed e sulle aggregazioni di contenuti, in forma di tutorial di due puntate, dal sempre generoso Andrea Beggi.

Quasi quasi nemmeno lo segnalo. Ad ogni modo: qualche giorno fa Google ha lanciato in beta il programma per la sponsorizzazione con gli inserti AdSense dei feed Rss. Astenersi idealisti.

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Quel che si dice a Firenze

Sergio Maistrello in Idee in circolo il 19 May 2005 alle 12:38

Chi volesse seguire a distanza il dibattito di Nuovo e Utile Web può trovare tracce utili sui blog dei più diligenti tra i presenti: Webgol e Blogs4Biz. Io, già che c’ero, ho messo online la traccia del mio intervento.

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Quel che si dice in giro

Sergio Maistrello in Idee in circolo il 17 May 2005 alle 12:07

Il bignami del corporate blogging per le aziende che pensano che i mercati siano davvero conversazioni. Su Bloggers.it, da Hugh Mc Leod.

Urban blogger di tutta Italia, unitevi. Teoria e antipixel sul blog di Axell.

Technorati, il motore di ricerca specializzato nel World Live Web, ha superato quota 10.000.000 (via Pandemia).

Giuseppe Granieri, su internet.pro, chiede ai blogger di raccontare le proprie esperienze in fatto di scelte di libri e di come (e se) sono cambiate dal partecipare alla grande conversazione della Rete.

Guadagnano più i nanopublisher o i giornalisti freelance? La risposta su Tnl.net (via internet.pro)

Dritti nella block list senza passare dal via. Per chi non ne ha abbastanza di scrivere e leggere blog, arriva Blogopoly, il Monopoli dei blog (via Loic Le Meur).

Arrivederci da domani a Firenze per Nuovo e Utile.

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Quel che si dice in giro

Sergio Maistrello in Idee in circolo il 13 May 2005 alle 10:38

Bbc ha lanciato Backstage, il sito con cui pone le basi per un’apertura senza precedenti da parte di un monolite old media nei confronti delle potenzialità dei new media (via Pandemia).

Ricordate l’indagine sui blog condotta dallo Iulm e promossa da Splinder, segnalata un po’ di giorni fa? Bene, ci sono i primi risultati. Ne esce un quadro aggiornato del blogger medio italico e del suo modo di vedere la blogosfera.

Wordpress chi? Tutte le informazioni di base che avreste voluto sapere su questa apprezzata piattaforma di blogging e che nessuno si prende mai la briga di spiegarvi stava qualche giorno fa sul blog di internet.pro.

Ricordate l’assurda contesa tra il sindaco di un paesino francese e un blogger che non risparmia critiche feroci all’amministrazione locale? Bene, il cittadino senza peli sulla lingua nel frattempo è stato arrestato e ora deve difendersi in giudizio. La città ha già stanziato 29.000 euro di budget per non farsi mancare nulla, mentre in Rete parte la colletta (via Loic Le Meur).

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