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Due parole sull’autore

CSFB in A proposito del libro il 1 September 2004 alle 0:00

Sergio MaistrelloSergio Maistrello è nato nel 1972 a Pordenone, città dove ora risiede.

Lavora e si diverte con ipertesti, multimedia e Internet dal 1994.

Si è laureato in Scienze Politiche all’Università di Trieste con una tesi di laurea in Sociologia delle Comunicazioni intitolata «Quel che resta del giornale. Evoluzioni e implicazioni dell’informazione giornalistica sul World Wide Web».

È iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1990, dal 2003 come giornalista professionista.

Dopo aver collaborato per anni con quotidiani e periodici del Friuli-Venezia Giulia, nel 2000 si trasferisce a Milano ed entra a far parte della redazione del mensile specializzato Internet News, dove resta fino a giugno 2004.

Attualmente è giornalista freelance e consulente editoriale.

Gestisce dal 1997 un sito personale, che dal 2002 è diventato un blog.

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Faq: domande, dubbi, perplessità

Sergio Maistrello in A proposito del libro il 1 September 2004 alle 0:00

Buona parte delle domande riportate in questa sezione sono ispirate da richieste e interventi reali (ultimo aggiornamento: 14/9/2004).

Hai detto blog? Che cos’è un blog?
Cito alcuni brani tratti da pagina 1 e 2 di Come si fa un blog:

Un blog è un sito Web che richiede al suo autore capacità tecniche minime per pubblicare contenuti. [..] Un blog porta alle estreme conseguenze il sistema di pubblicazione tipico del Web, automatizzando tutti gli aspetti tecnici: il contributo minimo che ti è richiesto per aprire uno spazio personale sul Web è quello di scrivere i testi, perché alla loro impaginazione secondo regole predefinite e all’interno di un’interfaccia scelta in precedenza pensa il software di gestione scelto. [..] Il blog è a tutti gli effetti un sito Web e come tale è accessibile da chiunque abbia una connessione a Internet.

Non ho mica capito…
Allora forse è il caso che leggi il libro.

Di che cosa parla il libro?
Spiega che cos’è e come si usa un blog. Per saperne di più ti consiglio di leggere la presentazione e il sommario.

Chi è ’sto signor Sergio Maistrello?
Sergio Maistrello sono io, molto piacere. Possiamo darci del tu?
Chi sono e che cosa faccio lo puoi leggere nella scheda sull’autore.

Chi ha scelto il titolo Come si fa un blog?
Il libro appartiene a una collana di manuali di informatica della casa editrice Tecniche Nuove. La collana si chiama Come si fa. Da qui il nome Come si fa un blog.

Ma roba da matti: adesso pure un libro sui blog…
Pensa che non è neppure il primo, sarà almeno il sesto dedicato a questo argomento… incredibile quel che esce dalle rotative di questi tempi.

Ma serve addirittura un manualone per mettere in piedi un blog? Io, in genere, lo spiego in due parole ai miei amici.
No no, se ne può fare tranquillamente a meno. Ma non tutti hanno amici bravi come te. Ad ogni modo, Come si fa un blog non è un “manualone”: è un manualetto tascabile di 192 pagine in formato 11×18 cm.

Un blog è una questione di stile personale, che bisogno c’era di codificare come si deve fare?
Come si fa un blog non è un codice. È un manuale che non ha la pretesa di stabilire com’è giusto che sia o non sia realizzato un blog. Spiega gli aspetti di base, quelli che si danno spesso per scontati con i nuovi arrivati, e che tuttavia sapere per tempo risparmia fatica ed esperienze negative (per esempio: che cos’è, com’è fatto, come si apre, quali comportamenti è più opportuno evitare). Per il resto si limita a dare qualche stimolo e ad accompagnare il lettore fino al punto in cui deve cominciare a trovare la propria voce. Il libro mette il lettore su strada: quale strada fare, a che velocità guidare e quale automobile utilizzare restano una scelta tutta sua.

Ma sarà serio ’sto manuale, che lo sanno tutti che un blog si fa prima a farlo che a leggere come si fa?!
Complimenti! Hai appena indovinato la prima riga della prima pagina di Come si fa un blog. Dice testualmente:

È più facile farlo che raccontarlo.

Non pensi che fare ora un libro su come si fa un blog sia fuori tempo massimo? Ormai pure il gatto della mia vicina di casa ce l’ha, un blog…
Evidentemente i mici delle tue parti sono molto svegli. Ma no, non credo sia fuori tempo massimo: se lo pensassi non l’avrei scritto, né un editore lo avrebbe pubblicato. Al di là del tanto parlare di blog, c’è ancora un sacco di gente che non sa ancora di che cosa si parla e che non sa da che parte cominciare. Mi sembra ragionevole considerare 100.000 blog in Italia un inizio, più che punto di arrivo.

Perché non hai lasciato che a scriverlo fossero persone competenti nella stesura di manualistica?
Perché me lo hanno chiesto, principalmente.

Perché hai utilizzato Splinder come esempio per il tuo libro? Splinder non mi piace affatto, potevi usare un’altra piattaforma…
Non nutro particolari simpatie per Splinder, a dirla tutta. Ma resta pur sempre - e di gran lunga - la più popolare piattaforma italiana. Non è un caso se buona parte dei blogger alle prime armi (a cui, in fondo, si rivolge il libro) scelgono questo operatore: è il miglior compromesso disponibile tra facilità d’uso, economicità e dotazione di base. Esigenze più evolute emergono in un secondo tempo, ed è allora che Splinder può cominciare a stare stretta. Per gli esempi del libro mi sarebbe piaciuto utilizzare TypePad, che considero la più interessante piattaforma del momento; purtroppo il suo lancio in Italia è stato procrastinato e non è stato possibile farlo coincidere con le esigenze di pubblicazione del libro.

Oh no, ecco un altro libro che pretende di spiegare i blog parlando solo di Splinder…
Sbagliato. Splinder è solo la piattaforma utilizzata per far vedere nella pratica come aprire e gestire un blog. Di fatto un solo capitolo su otto, il quarto. Il terzo capitolo, per esempio, è una panoramica sulle maggiori piattaforme diffuse in Italia: sono presenti le schede di 15 operatori “pronti per l’uso” ed è citata in breve un’altra decina di servizi di secondo piano.

Poche storie: l’unico modo per farsi un blog come si deve è installarsi una piattaforma sul proprio spazio Web…
Vero, il modo migliore per costruirsi il proprio blog ideale e non essere vincolato a nessuna politica commerciale altrui è farsi un blog in casa. Come si fa un blog ne parla, introducendo l’argomento e spiegando quali difficoltà presenta. Per completare il quadro fornisce nomi, indirizzo di riferimento e caratteristiche di base di 19 software tra i più accreditati. Il libro, però, è diretto a chi muove i primi passi nel mondo dei blog: c’era molto altro da dire prima di spiegare nel dettaglio come installare e configurare una piattaforma di questo tipo. Di questo potremmo parlare su questo sito (se qualcuno ha voglia di cimentarsi in tutorial sulla piattaforma che conosce meglio) oppure - chi può dirlo - un giorno potrebbe essere materiale utile per Come si fa un blog 2.

Eccola lì, la solita lista di blog alla fine del libro. Come ti permetti di dire quali siti vedere e quali no?
L’appendice C non è una selezione: è solo una raccolta di possibili destinazioni da visitare per farsi un’idea di che cosa sono e di che cosa pubblicano i blog. L’appendice riporta anche l’invito a navigare utilizzando i blogroll dei siti segnalati, partendo dai quali sono convinto che si possa arrivare a qualunque altro blog. Quei 99 sono i primi 99 che mi sono venuti in mente in un pomeriggio di fine agosto. Sono sicuro di aver dimenticato siti che adoro o che, scrivendola un altro giorno, la lista avrebbe potuto essere molto diversa. Se hai colto lo spirito giusto, hai già capito che esserci o non esserci non ha alcuna importanza.

Sì, ma io non ci sono…
Ecco, appunto.

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