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Maruzzi (MSN): «Splendidi blog»

Sergio Maistrello in Interviste il 13 July 2005 alle 9:42

Stefano Maruzzi, country manager di MSN ItaliaUna settimana fa si diceva dei numeri soprendenti di MSN Spaces, il servizio di blogging del portale di Microsoft. Per commentarli, Come si fa un blog ha parlato con Stefano Maruzzi, country manager per l’Italia di MSN.

Come valuta MSN l’andamento del servizio Spaces? Era previsto un successo di queste dimensioni o ne siete rimasti sorpresi?
È sempre piacevole essere positivamente sorpresi e il successo di MSN Spaces è un tipico esempio di come un servizio semplice, ma ben congeniato e strutturato, possa guadagnare velocemente un’ottima reputazione presso un ampio spettro di utenti del Web. E sono proprio queste caratteristiche ad aver conquistato una moltitudine di persone che si sono trasformate al volo in esperti e accaniti bloggisti. Nel volgere di poche settimane hanno preso corpo oltre 200.000 Spaces sviluppati localmente da utenti di MSN dotati di fantasia, creatività, spirito comunicativo, ma soprattutto con la voglia di interagire con altre persone.

Al momento, sia a livello di comunicazione sia a livello commerciale, il servizio MSN Spaces sembra aver adottato un basso profilo. Quali motivi stanno dietro a questa scelta?
MSN Spaces è per definizione un servizio virale. L’impostazione data in Italia a questo servizio in qualità di naturale substrato di connessione tra individui già in contatto tra loro attraverso altri strumenti di comunicazione (tipicamente MSN Hotmail e MSN Messenger) è probabilmente la migliore in assoluto per diversi motivi. In primo luogo perché si rivolge direttamente a chi usa e probabilmente apprezza i servizi di MSN, conoscendoli e facendone uso quotidiano. Quindi, ma non meno importante, la decisione di rendere visibili e quindi accessibili per default gli Spaces ai soli buddies nella propria lista ha rappresentato un fattore di sicurezza apprezzata dagli utenti e una naturale estensione dello stesso MSN Messenger. Inoltre, per un simile servizio la migliore strategia di comunicazione e di diffusione consiste proprio nello sfruttare il passaparola tra gli utenti e la capacità del nostro network di raggiungere milioni di consumatori ogni giorno. È esattamente quanto abbiamo fatto e, apparentemente, i risultati dimostrano la bontà della strategia scelta e la capacità di MSN di fungere da ottimo veicolo di comunicazione per noi, così come per i clienti.

Come intendete sviluppare il servizio nei prossimi mesi, sia da un punto di vista tecnico sia da un punto di vista commerciale?
Sono in cantiere diverse evoluzioni del servizio per renderlo ancora più interessante e funzionale. La gestione dello spazio a disposizione degli utenti è un’area alla quale stiamo rivolgendo grande attenzione sulla base dei feedback raccolti nella fase di beta testing prima e in queste prime settimane di disponibilità pubblica del servizio. Un ulteriore potenziamento dell’integrazione con la musica – un vero driver dello sviluppo dei contenuti e dell’interesse dei consumatori nei prossimi mesi – è una seconda area evolutiva prevista a breve.
Commercialmente parlando MSN Spaces – così come qualsiasi altro spazio dove i contenuti sono sviluppati interamente dagli utenti – rappresenta di per sé una sfida nella sfida. Spesso le aziende rifuggono da simili contenitori temendo che il proprio brand e/o messaggi vengano in contatto con contenuti non appropriati o addirittura sconvenienti. Negli USA Volvo Cars ha deciso di infrangere questo tabù siglando un accordo di lunga durata e di esclusiva per sponsorizzare tutti gli Spaces di MSN. I risultati dopo queste prime settimane sono stati particolarmente positivi sia per i consumatori sia per l’azienda, non evidenziando alcuna criticità o problema. Sulla base di questa prima esperienza ci accingiamo ora a sviluppare altre soluzioni di comunicazione integrate in MSN Spaces per dare vita a un ambiente dinamico dove i brand possono coesistere armonicamente con i contenuti sviluppati dagli utenti.

Sembrate piuttosto indifferenti rispetto al dibattito sull’evoluzione degli strumenti e del ruolo dei blog, laddove invece in questo settore esiste una nutrita e affiatata comunità. Come vedete, dal vostro punto di vista, il rapido emergere dei blog e la loro crescente influenza sull’opinione pubblica?
In estrema sintesi: splendido. I blog sono un altro aspetto – qualora ce ne fosse bisogno – dell’unicità di Internet come mezzo di comunicazione e della sua capacità di rispondere appieno alle esigenze di consumatori che stanno radicalmente modificando il proprio modo di interagire tra loro e di accedere alle informazioni. C’è quindi grande attenzione e interesse al nostro interno verso questo fenomeno, visto anche che non essendo una media company, siamo in grado di approcciarlo senza alcun timore né remora alcuna. Senza arrivare ai casi più eclatanti di blog che sconvolgono le regole del giornalismo e dell’informazione, è sufficiente passare del tempo in uno dei tanti Spaces creati in Italia per capire la portata del fenomeno, la passione delle persone coinvolte e – se non sempre almeno spesso – l’utilità dei contenuti presentati. L’evoluzione futura comprenderà il ricorso a contenuti multimediali – audio e video principalmente – aumentando di fatto la capacità di trasferire e scambiare contenuto anche al di fuori del Pc e su altri dispositivi mobili. E tutto ciò è particolarmente positivo per la capacità di costruire forme di know-how alternative ai canali standard e – in molti casi – se non più attendibili, sicuramente molto più dettagliati e approfonditi di quanto accade normalmente visto che il driver alla base è la passione e il coinvolgimento personale.

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Come promesso (nei commenti al post del 7 luglio), ho cercato di approfondire anche la questione del profilo di Spaces apparentemente attivato a un utente di MSN Messenger senza esplicita richiesta del titolare. Chiamato in causa sulla questione, l’ufficio stampa di MSN smentisce categoricamente: «La creazione di un proprio MSN Spaces è un processo del tutto volontario che richiede una breve registrazione, oltre alla scelta del proprio URL personale. Non c’è nessun automatismo e quindi non è possibile che un blog MSN sia stato aperto senza l’esplicita volontà da parte dell’utente stesso».

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Palombi: «Così è nata Splinder»

Sergio Maistrello in Interviste il 16 June 2005 alle 23:05

Marco Palombi con suo figlio ElioMarco Palombi è il presidente di Tipic, la società italo-americana che dà vita a Splinder, il principale servizio commerciale per l’apertura di blog in Italia. Primi ad arrivare in questo mercato nel nostro Paese, i ragazzi di Splinder sono cresciuti molto in fretta. Tanto in fretta da avere avuto poco tempo per perdersi in chiacchiere, fa capire tra le righe il manager. E solo ora che i frutti di questo lavoro cominciano ad arrivare, pare che lo scollamento con l’ampia e chiacchierona comunità dei blog sia destinato a ridursi. Lo fanno pensare, tra l’altro, il bollettino Splinder Journal, inaugurato nel gennaio scorso, e il lento intensificarsi degli interventi pubblici. Quella che segue è forse una delle prime interviste concesse da Palombi, napoletano di origine e poco meno che quarantenne: ne approfittiamo per conoscere meglio ciò che sta alle spalle della piattaforma di blogging più diffusa in Italia e le prospettive per il futuro.

Marco, ci racconti la storia di Splinder?
La piattaforma Splinder per creare i blog è online da novembre 2002. Il progetto è partito nel 2001 quando è stata creata Tipic Inc. con l’idea di andare oltre il one-way-web che dominava in quegli anni e creare strumenti e servizi che permettessero alle persone di interagire ed esprimersi in maniera più completa su Internet. In quegli anni vigeva il concetto del sito (portale) che diffondeva informazioni, come se si trattasse di un broadcast, però fatto su Internet. Il massimo della personalizzazione erano i forum, i siti personali e le chat, attraverso cui però gli utenti non riuscivano a creare una presenza che rappresentasse realmente se stessi. Era difficile in quegli anni capire che cosa pensassero o dicessero altri utenti riguardo un certo argomento, conoscere persone che la pensassero come te e seguire i loro ragionamenti, e da loro conoscere altre persone e così via. Tipic nasce con l’idea di unire assieme il blog e l’instant messenger e tutti gli altri strumenti che permettono alle persone di esprimersi e conoscersi; questo è il nostro obbiettivo, e rimane valido anche adesso che stiamo lanciando i primi servizi voce e poi altri servizi multimediali.

Una curiosità: perché il nome Splinder?
Splinder nasce dalla ricerca fatta di una parola breve e facile da ricordare che trasmetta freschezza e immediatezza. È una parola inventata, non esiste nulla del genere in inglese.

Quante persone lavorano a questo progetto?
In Tipic Inc. lavorano 10 persone (oltre a vari collaboratori) divisi fra New York, dove ha sede la società, e l’Italia. Splinder e Motime (Motime è l’omologo servizio statunitense, ndr) sono i progetti che potremmo definire consumer, che adottano per primi le soluzioni sviluppate al nostro interno. È il caso del server di Instant Messaging TIMP che viene utilizzato da anni per Splinder e Motime. Tipic ha una focalizzazione molto tecnologica, perché da sempre crediamo che per essere competitivi (anche nel mondo dei blog) è necessario capire molto bene quello che si può e quello che non si può fare a livello tecnologico.

Che investimento c’è alle spalle?
Dalla creazione Tipic non ha ricevuto alcun tipo di finanziamento o investimento esterno; i soci (fra i quali un business angel) hanno finanziato il progetto. Le vendite dei prodotti di Instant Messaging hanno contribuito a far crescere la società e finanziato, nei primi anni, la crescita della parte consumer (Splinder e Motime). In questo periodo stiamo valutando forme e modalità per crescere con l’apporto di capitale esterno (siamo stati contattati in questo senso). La regola che ci siamo posti però, è quella di crescere in maniera organica, evitando gli eccessi della Internet Bubble; siamo convinti che oggi sia il momento giusto per investire in questo campo.

Quale è il modello di business?
Tipic ha un modello di business che è parte consumer e parte business; Splinder e Motime sono la parte consumer e si sostengono con la pubblicità e i servizi a pagamento, mentre la parte business vende prodotti di instant messaging, wireless e VoIp a medie e grandi società e enti in tutto il mondo (un nostro server di IM viene utilizzato anche dagli ingegneri della Nasa).

A quanto dici, Splinder sarebbe finanziariamente autosufficiente. È così?
A meno degli investimenti in sviluppi e nuove tecnologie, lo è.

Il numero di blog ospitati da Splinder sono su per giù noti. Motime, invece, su che cifre gira? Che differenze presenta il mercato statunitense?
Motime, pur essendo come funzionalità molto più avanzato delle altre piattaforme gratuite, non è ancora riconosciuto come un leader sul mercato statunitense; si è molto affermato nell’ambiente universitario dove il passaparola è molto rapido in circoli definiti. I numeri di Motime sono inferiori a quelli di Splinder, ma in crescita costante. Contiamo molto sulle nuove funzionalità Media che ne faranno, anche a livello statunitense, una piattaforma unica.

Qual è la vostra visione dello strumento blog?
Noi vediamo Splinder come una piattaforma di comunicazione. I blog, così come gli altri strumenti che abbiamo messo e metteremo a disposizione sono tecnologia facile per permettere alle persone di comunicare e interagire. Non vediamo alcun intervento editoriale o di organizzazione dei contenuti fatto da Tipic/Splinder. Se dovessimo fare un parallelo con il telefono, Tipic crea l’infrastruttura di comunicazione, gli utenti la utilizzano e autorganizzano se stessi e i loro contenuti in maniera completamente autonoma. In realtà la modalità di utilizzo del blog da parte degli utenti è completamente al di fuori del nostro controllo, né tanto meno crediamo sia importante dare alcun indirizzo particolare (di tipo editoriale) a quello che scrivono gli utenti. Quello che ci limitiamo a fare è dare sempre nuovi strumenti che possano permettere agli utenti di interagire meglio e fare conoscere quello che scrivono; i tag per esempio vanno in quella direzione, organizzazione dal basso dei contenuti.

In passato siete stati criticati, a maggior ragione in quanto principale operatore italiano, per aver disertato il dibattito sugli strumenti e sulle finalità di questo settore. Quali sono le vostre relazioni con la comunità blog?
Nel primo periodo di vita di Splinder, alcuni operatori del settore hanno considerato Splinder una piattaforma poco aperta a relazioni con altri operatori, questo perché non offrivamo i feed Rss; come abbiamo cercato di spiegare più volte, la scelta di non offrirli ci ha permesso di crescere in maniera veloce senza avere problemi di carico e banda causati dall’utilizzo improprio che dei feed fanno gli aggregatori personali. Appena abbiamo raggiunto un’architettura tecnologica completamente scalabile abbiamo incluso i feed Rss fra i servizi offerti. Non bisogna dimenticare che la piattaforma Splinder è una delle più avanzate per il blogging; le pagine vengono servite in maniera dinamica senza bisogno di dover ripubblicare l’intero blog (come fanno tante alte piattaforme). Questo vantaggio tecnologico è stato costruito passo dopo passo e ora è uno dei valori più grandi che abbiamo e che giustifica la leadership in Italia. Tipic, inoltre, ha relazioni di collaborazione con varie comunità di sviluppo Open Source, fra le quali Drupal (che finanziamo e sul quale è stato costruito Splinder) e Jabber (personalmente sono stato sul Board della Jabber SW Foundation). In generale, possiamo affermare che le scelte tecnologiche che abbiamo fatto fino a oggi si sono rivelate molto corrette; abbiamo puntato su progetti che erano poco conosciuti ma che già avevano tutte le caratteristiche che cercavamo. Inoltre, ora che il progetto inizia a maturare, abbiamo iniziato a investire più tempo nei contatti con la comunità dei blogger.

Quali prospettive vedete dal vostro punto di osservazione per i blog nel prossimo futuro?
Il blog, come strumento di comunicazione personale, non rimarrà in forma testuale ma evolverà arricchendosi di contenuti multimediali, come foto e audio (già oggi disponibili) e poi video. Il nostro compito è quello di fornire strumenti semplici per creare, pubblicare e trovare contenuti multimediali.

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