il blog di Sergio Maistrello

Archivio della categoria 'Ritaglio'

Non guardarmi non ti sento

Spedizione 05003838**** con data 09/07/2009
Accettato dal centro postale di PORDENONE S.CATERINA in data 09-LUG-2009
In lavorazione presso il centro postale di PORDENONE S.CATERINA in data 09-LUG-2009
Inviato dal centro postale di PORDENONE S.CATERINA a VENEZIA CMP WINDOWS in data 09-LUG-2009
In lavorazione presso il centro postale di VENEZIA CMP WINDOWS in data 09-LUG-2009
Inviato dal centro postale di VENEZIA CMP WINDOWS a TS CPO WINDOWS in data 09-LUG-2009
In lavorazione presso il centro postale di TS CPO WINDOWS in data 10-LUG-2009
Consegnato dal centro postale di UFF./ENTE (Prov. TS) in data 10-LUG-2009
Inviato con dispaccio manuale dal centro postale di TS CPO WINDOWS a UFF./ENTE (Prov. TS) in data 10-LUG-2009

Cercala, che si è smarrita

È mia ferma convinzione che si perde la libertà soltanto per colpa della propria debolezza. La mia opera sarà compiuta se riuscirò a convincere l’umanità che ogni uomo o donna, per quanto fisicamente debole, è il difensore della propria libertà e del rispetto di sé.

Ghandi-ji, ovviamente.

Reimmaginare il mondo

Me lo sono ascoltato e letto tutto, il discorso di ieri di Barack Obama all’Università del Cairo. Trovo che sia una di quelle pagine di storia che vanno ritagliate e conservate. M’è sembrato il contrario di tutto ciò che la diplomazia dello stato forte suggerisce di fare, e in quanto tale un notevolissimo atto di coraggio e di buon senso.  Quanto ne avevamo bisogno, quanto bisogno avremmo di altri leader di buon senso.

So long as our relationship is defined by our differences, we will empower those who sow hatred rather than peace, those who promote conflict rather than the cooperation that can help all of our people achieve justice and prosperity.  And this cycle of suspicion and discord must end. [...] There’s so much fear, so much mistrust that has built up over the years.  But if we choose to be bound by the past, we will never move forward.  And I want to particularly say this to young people of every faith, in every country — you, more than anyone, have the ability to reimagine the world, to remake this world. [...] All of us share this world for but a brief moment in time. The question is whether we spend that time focused on what pushes us apart, or whether we commit ourselves to an effort — a sustained effort — to find common ground, to focus on the future we seek for our children, and to respect the dignity of all human beings.

Il mondo che dice la verità su di sé

In questi primi giorni di quasi-vacanza sto cercando di recuperare un po’ di letture interrotte o accantonate. Al momento ho in mano Post giornalismo di Furio Colombo, una raccolta di scritti e articoli recenti del giornalista, scrittore e parlamentare sull’evoluzione e degenerazione dell’informazione. Annoterò le mie impressioni sul mio scaffale su aNobii, come faccio di solito con i libri letti di recente, ma un passaggio me lo voglio appuntare qui:

Ciò che è accaduto nel mondo a partire dall’11 settembre – uno shock immenso che ha potuto toccare e devastare l’integrità leggendaria della struttura giornalistica americana – si è facilmente espanso, contaminando come una radiazione inarrestabile un mondo più debole.

Strano non si sia notato che, indebolendo il percorso e la credibilità delle notizie, si consentiva al terrorismo di combattere ad armi pari, propaganda contro propaganda, sventolamento di ideali e bandiere contro sventolamento di ideali e bandiere. Si è perduta la straordinaria superiorità, ovvia persino agli avversari, di un mondo capace di dire la verità su se stesso.

Quando basta una frase

Era una di quelle piante umili che profumano il mondo, come il rosmarino o la salvia.

Roberto Benigni su Enzo Biagi, al Tg1 delle 20 del 6 novembre.

Cooperazione, un dato interessante

Ogni cittadino del mondo ricco, del primo mondo, versa in progetti di cooperazione una cifra equivalente a 105 dollari a testa all’anno. Si tratta di una cifra enorme, di una cifra che se fosse destinata in maniera corretta, in maniera equa, evidentemente avrebbe già garantito delle condizioni di sviluppo notevolissime.

Lo diceva stamattina (audio) Sandro Cappelletto ai microfoni di quella bellissima trasmissione radiofonica quotidiana che è Il pianeta dimenticato (Radio1 Rai, dal martedì al venerdì alle 8.40).

Una buona notizia

Riprendo da Caravita e rilancio la notizia dell’affossamento della malaugurata direttiva sui brevetti software. Buona, la notizia, non soltanto per l’effetto legislativo che pone fine a una norma quanto mai digraziata nella sostanza, ma soprattutto per la sconfitta di un modo di fare politica che non piace più a nessuno. Nemmeno agli stessi politici, si direbbe. Bene, se fosse mai un primo passo in una direzione nuova (ma io ci credo poco).

UE/EUROPARLAMENTO BOCCIA DIRETTIVA BREVETTI SOFTWARE Con 648 voti contro 14 e 18 astensioni Strasburgo, 6 lug. (Apcom) – La direttiva Ue sulla brevettabilità dei programmi informatici applicati alle invenzioni tecniche (“Brevettabilità del software”) è stata bocciata, oggi a Strasburgo, dalla plenaria dell’Europarlamento con una maggioranza schiacciante di 648 voti contro 14 e 18 astenuti. Il rigetto della “posizione comune” del Consiglio Ue da parte dell’Assemblea è stato accolto con un grande applauso da parte degli eurodeputati, e spiegato dal relatore, Michel Rocard, come un messaggio “di collera collettiva” inviato dall’Europarlamento alla Commissione europea per “il modo inammissibile in cui siamo stati trattati, con il disprezzo totale verso gli emendamenti approvati in prima lettura, l’assenza dei commissari durante l’elaborazione degli emendamenti della seconda lettura e il tentativo di impedire anche il dibattito tra i governi” su questa questione. Il veto del Parlamento europeo significa la fine del cammino legislativo della proposta di direttiva, in virtù di quanto previsto dalla procedura di codecisione. La Commissione europea, che fino alla vigilia del voto di Strasburgo, aveva affermato di non voler presentare una nuova proposta di direttiva sulla brevettabilità dei software, subito dopo la bocciatura della direttiva ha dichiarato in aula, per bocca del responsabile delle relazioni esterne, Benita Ferrero Waldner, di essere disponibile a discutere con il Parlamento europeo un’eventuale nuova proposta generale sul brevetto europeo, che però non riguarderebbe più il solo settore informatico. Loc/Max 061047 jul 05GMT

Italiani in vacanza

Entrano in una sinagoga, fermano un rabbino e chiedono “Scusi, ma chi è il dio qui?” (giuro, è vera)! [..] Per la cronaca, la serafica risposta del rabbino alla domanda idiota in sinagoga è stata, semplicemente, “Dio!”…

Le rilassanti vacanze di Pietro in Tunisia.
(Io, però, glielo avevo detto di venire in Friuli.)

Papa Simplicissimus I

Se Antonio Tombolini fosse papa…

Eleggendomi papa mi avete messo in mano un potere enorme, il potere di sciogliere e di legare, il potere di decidere e definire, il potere di affermare ciò che è vero e ciò che vero non è. Un potere, per di più, infallibile! Ci ho pensato tutta la notte, in preda allo sgomento. Finché mi sono fatto coraggio. E ho deciso, visto che mi ci avete voluto, di fare il mio mestiere, di cominciare a farlo, Dio provvederà. Sapete cosa ho scoperto? Ho scoperto, figli, fratelli miei, che stavo sbagliando tutto! Sì, carissimi, stavo, sto, stiamo sbagliando tutto, e da troppo tempo, ed è ormai ora di porvi rimedio. E se lo dico io, che sono infallibile, che stiamo sbagliando, vuol dire che stiamo sbagliando sul serio! Perciò ascoltatemi bene, che si comincia subito.

[continua su Simplicissimus]

Ecco, appunto: vittorie di Pirro

Tutto quello che mi girava per la testa e che da giorni avrei voluto scrivere a proposito delle ultime elezioni, dell’entusiasmo e degli errori della sinistra, lo ha già scritto – come meglio non avrei saputo fare – Vanz:

Più ci penso, meno sono contento del risultato di queste elezioni. Anzi sono convinto che non c’è da stare per niente tranquilli. [..] Quello che mi preoccupa veramente è che l’Ulivo, vincitore o meno, non abbia saputo nè voluto dare una risposta alle aspettative del suo elettorato attuale e di quello potenziale. Facendo un sacco di errori e agendo con leggerezza rispetto a quello che noi elettori ci aspettiamo dalla famosa “opposizione matura”.
[continua a leggere su Maestrini per caso]