Giornalismo e Nuovi Media |

Corso di Laurea in Comunicazione e Pubblicità – Trieste

Lezione 5 del 30 marzo 2010

mercoledì 31 mar 2010

I video che (non) abbiamo visto sono:


Link: intorno al paywall

mercoledì 31 mar 2010

La nuova home page del Guardian
Il Guardian è uno degli esempi più interessanti tra i giornali online che cercano di reinventare il proprio ruolo. In questi giorni ha rinnovato la pagina principale. Interessanti le motivazioni fornite: «Noi volevamo che fosse molto aperta e in grado di cambiare forma per dar vita alle notizie, alla community e a qualsiasi cosa il vasto web ritenga importante. È esattamente l’opposto di quello che fa chi mette il contenuto dietro un paywall» (via Giuseppe Granieri).

Il patetico paywall di Murdoch
Jeff Jarvis dice la sua, con la consueta franchezza, sulla scelta di Rupert Murdoch di mettere il Times a pagamento. «Si è arreso, il futuro l’ha sconfitto».


Prossime lezioni

lunedì 29 mar 2010

Le lezioni riprendono mercoledì 31 marzo e giovedì 1° aprile secondo i consueti orari. Venerdì tutte le lezioni della facoltà sono sospese.


Lezioni sospese

mercoledì 24 mar 2010

Mi scuso per lo scarso preavviso, ma per motivi familiari sono costretto a sospendere le lezioni di questa settimana. Seguiranno appena possibile comunicazioni sulla ripresa regolare.


Link: Times, Global Voices, Cina, New TV

martedì 23 mar 2010

La redazione in diretta
Il New York Times fa un altro passo verso la trasparenza e verso la reinterpretazione del proprio rapporto con i lettori e trasmette in diretta le sue riunioni di redazione.

Il punto su Global Voices
Nazione Indiana intervista il responsabile del sito italiano del network Global Voices, uno dei progetti no profit più originali di informazione dal basso emersi negli ultimi anni.

Google contro Cina, che succede?
Google decide di lasciare la Cina (ma resta accessibile ai cinesi via Hong Kong). Guerra commerciale o guerra diplomatica? Due opinioni d’autore: Massimo Russo, Federico Rampini.

Una nuova webtv per il NordEst
È nata New Tv, un nuovo progetto di informazione partecipata tra web e digitale terrestre.


Lezione 4 del 18 marzo 2010

venerdì 19 mar 2010

L’indirizzo di Google Reader, che abbiamo usato come esempio di aggregatore è www.google.com/reader.

Link: Facebook supera Google

giovedì 18 mar 2010

Una notizia-non-notizia gravida di implicazioni e interpretazioni: Facebook ha raggiunto e superato Google nel numero di accessi univoci alla home page del loro sito. Per farvene un’idea, vi consiglio di leggervi l’approfondimento tecnico che ne ha tratto Massimo Russo su Repubblica.it e il commento di Vittorio Zambardino. Centrali, in particolare, le valutazioni di Zambardino:

Forse soltanto queste poche cose: 1) che le classifiche, intese come le intendono i media, non hanno senso in questa forma attuale di internet, in cui ognuno fa cose assai diverse, e infatti Google fa i soldi e quegli altri no; 2) che la piattaforma di Zuckeberg è più oscura, eterodiretta e tecnologicamente inaffidabile di Google. E più chiusa nell’intimo. Google interagisce con la rete attraverso la sua lente. Loro attraverso un muro. Ed è un muro bello spesso, che aprono solo per trattare all’oscuro con governi e potentati (ma attenzione: la sede in cui trovare un punto di equlibrio non sono gli stati nazionali).


Lezione 3 del 17 marzo 2010

mercoledì 17 mar 2010

Il video è: Blogs in Plain English


Links: numeri (brutti), contesto e alphabetical divide

lunedì 15 mar 2010

The State of the News Media 2010
Il Project for Excellence in Journalism del Pew Internet & American Life Project ha pubblicato il suo rapporto annuale sullo stato del giornalismo negli Stati Uniti. La situazione, che si credeva pessima, appare ancora peggiore delle aspettative. Pubblicità: -45%. Giornalisti: -27%. Sintesi sul sito del Pew Internet Project, su Editor&Publisher e, in italiano, da Massimo Russo e Lorenzo Campani.

Le notizie senza la cornice narrativa
Ve l’immaginate un computer che riceva gli aggiornamenti per un programma che non è stato nemmeno installato? Qualcosa del genere accade agli utenti di internet esposti al flusso informativo: diffondiamo notizie senza che le persone abbiano il necessario contesto dentro il quale inserirle. Di questo e della differenza tra Wikipedia e New York Times si occupa l’intervento di Jay Rosen al South by Southwest di Austin (Texas).

Il buon giornalismo
La Nacion ripubblica il testo di un discorso del giornalista e scrittore argentino Tomàs Eloy Martinez (scomparso in gennaio) che culmina in un dodecalogo sulle caratteristiche fondamentali del giornalismo fatto bene. Il Giornalaio lo traduce in italiano.

Media e alfabetizzazione
Un’interessante rappresentazione grafica del rapporto tra i diversi messi di comunicazione e l’alfabetizzazione della popolazione italiana (via Gaspar Torriero).


A Parigi un’idea l’hanno avuta

venerdì 12 mar 2010

Quando si dice un’idea per un progetto studentesco… ;)

Un gruppo di studenti di giornalismo alla Facoltà parigina di Scienze Politiche ha lanciato un blog che, per tre anni, dovrebbe raccogliere una serie di reportage su quello che accade a Parigi alle 2 e 27 di notte. E il blog è stato chiamato infatti 2h27.fr.

“ Nell’ ambito di un corso di multimedialità con Philippe Couve – spiegano i dieci autori del blog – abbiamo deciso di esplorare la notte parigina. Quella che si conosce poco: la metropolitana non funziona, i bar abbassano i bandoni e le strade sono deserte.

Perché le 2,27? Mezzanotte è l’ ora del crimine. Le 2,27 l’ ora delle noccioline. E’ l’ ora in cui si contano più persone che portano a spasso i cani. Le 2,27 sono sei ore e tre minuti prima che apra il Comune di Parigi. 2 ore e 27 è la durata della versione più lunga di Terminator II.

Le 2,27 – concludono – è l’ ora in cui è meglio non dormire – ci sono tante cose da vedere’’.

Per molti studenti del gruppo – racconta Couve, giornalista e loro docente – è il primo contatto con la pubblicazione sul web e con le questioni teoriche e professionali che un progetto di questo  tipo pone.

Da anni – spiega Couve – sono convinto (e non sono il solo) che il blog costituisca il migliore dei possibili esercizi per affrontare le diverse dimensioni e le sfide della presenza online per dei giornalisti professionisti.

[da LSDI]