Scritto da Sergio Maistrello | in Segnalazioni
martedì 13 apr 2010
A ProPublica il Pulitzer per il giornalismo investigativo
Il sito indipendente e no profit è stato premiato per un’inchiesta sulle eutanasie praticate quattro anni fa nel Memorial Medical Center di New Orleans durante l’uragano Katrina
Il Guardian fa le pulci ai Laburisti
Sono usciti i programmi dei partiti in vista delle elezioni di maggio in Gran Bretagna. Il Guardian ha cominciato a fare le pulci, riga per riga.
A Perugia a fare giornalismo di strada
Vittorio Zambardino riparte dalla strada e va al Festival del giornalismo per annusare l’aria, ascoltare idee e darne testimonianza in tempo reale su Twitter e sul blog.
Le motivazioni della sentenza Google-ViviDown
Sono uscite le motivazioni della discussa sentenza che ha condannato tre dirigenti di Google per la pubblicazione di un video di bullismo su un disabile. Guido Scorza mette in luce i limiti delle decisioni dei giudici.
Scritto da Sergio Maistrello | in Segnalazioni
martedì 23 mar 2010
La redazione in diretta
Il New York Times fa un altro passo verso la trasparenza e verso la reinterpretazione del proprio rapporto con i lettori e trasmette in diretta le sue riunioni di redazione.
Il punto su Global Voices
Nazione Indiana intervista il responsabile del sito italiano del network Global Voices, uno dei progetti no profit più originali di informazione dal basso emersi negli ultimi anni.
Google contro Cina, che succede?
Google decide di lasciare la Cina (ma resta accessibile ai cinesi via Hong Kong). Guerra commerciale o guerra diplomatica? Due opinioni d’autore: Massimo Russo, Federico Rampini.
Una nuova webtv per il NordEst
È nata New Tv, un nuovo progetto di informazione partecipata tra web e digitale terrestre.
Scritto da Sergio Maistrello | in Segnalazioni
giovedì 18 mar 2010
Una notizia-non-notizia gravida di implicazioni e interpretazioni: Facebook ha raggiunto e superato Google nel numero di accessi univoci alla home page del loro sito. Per farvene un’idea, vi consiglio di leggervi l’approfondimento tecnico che ne ha tratto Massimo Russo su Repubblica.it e il commento di Vittorio Zambardino. Centrali, in particolare, le valutazioni di Zambardino:
Forse soltanto queste poche cose: 1) che le classifiche, intese come le intendono i media, non hanno senso in questa forma attuale di internet, in cui ognuno fa cose assai diverse, e infatti Google fa i soldi e quegli altri no; 2) che la piattaforma di Zuckeberg è più oscura, eterodiretta e tecnologicamente inaffidabile di Google. E più chiusa nell’intimo. Google interagisce con la rete attraverso la sua lente. Loro attraverso un muro. Ed è un muro bello spesso, che aprono solo per trattare all’oscuro con governi e potentati (ma attenzione: la sede in cui trovare un punto di equlibrio non sono gli stati nazionali).