Da oggi Giogiò ha una nuova pediatra di base, che incontreremo a giorni e che ci viene descritta come persona particolarmente competente, solare e amabile: ottima combinazione, siamo molto fiduciosi. Quella di cambiare non è stata una scelta semplice: in genere siamo persone molto adattabili, di poche pretese e – per merito di Stefania, più che mio – sufficientemente empatiche con qualunque interlocutore. Inoltre la specialista precedente ci aveva fatto un’ottima impressione: clinicamente ineccepibile, molto esperta, rotta a tutte le mode degli ultimi trent’anni, poco incline a ricorrere a farmaci se non necessario.
Inseriti in una costante polemica di fondo con, nell’ordine, l’intero sistema sanitario, il sistema sanitario pediatrico, i pediatri di zona, gli ospedali, le famiglie di origine, i genitori e infine con la causa ultima di tutti i problemi, che è sempre e comunque la mamma, abbiamo spesso condiviso con lei grandi principi ma non siamo poi riusciti a spiegare quello che il nostro istinto sotto rodaggio ci aveva fatto capire del nostro bimbo. Due mesi e mezzo investiti senza successo nel convincerla che non avevamo necessariamente i difetti medi dei genitori medi di un figlio medio, ma semplicemente difetti tutti nostri di Sergio e Stefania in quanto genitori di Giorgio, ci hanno fatto pensare che la soluzione non fosse del tutto funzionale.
Lo stress neoparentale cerca soluzioni su misura, più che routine generiche e ulteriori fonti d’ansia. Giorgio è un bimbo sano e tutto sommato sereno: abbiamo semplicemente bisogno di qualcuno che ci segua durante la sua crescita, affiancando alla nostra esperienza quotidiana l’esperienza di centinaia di altri bimbi, e magari nell’immediato ci aiuti a venire a capo della sua intensa voracità. Peccato ritrovarsi, due mesi dopo, poco oltre il punto di partenza.
….ben fatto! Come compagna di viaggio anche nel variopinto mondo dei cosidetti esperti (pediatri, consultori, neonatologi e quant’altro) mi sento di dirvi che avete fatto bene.I pediatri- molti dei quali veramente bravi e comprensivi- vanno avanti a protocolli e tabelle, però le tanto bistrattate mamme (e papà) avranno imparato qualcosa da quel cucciolo che è con loro 24 ore al giorno o no?Dopo settimane passate a interrogarci e a sentirci in colpa perchè abbiamo ignorato alcune istruzioni della pediatra che ci sembravano francamente bislacche, io e il papà di Giulio abbiamo deciso di seguire cosa ci “comunica”….Giulio!!!, limitandoci a considerare la pediatra un valido punto di riferimento in caso di emergenza… infondo l’istinto materno e paterno dei genitori funziona… se non fosse così dubito che ora Giulio dormirebbe tranquillo mentre io vi scrivo….
Un abbraccio
Giulio’s mamy