Eccomi, sono tornato. Ero impegnato a far ammattire mamma e papà, ora che ho attivato i primi gangli cerebrali (e figuratevi quando li avrò connessi tutti, che ne sarà di quei due poverini!). Comunque sia, nel frattempo ho imparato a:
- mangiare come un porcellino, ma con grande gusto, qualunque cosa mi ritrovi in bocca;
- bere l’acqua quasi da solo;
- spargermi acqua e cibo ovunque, appena chi mi ciba si distrae;
- fare ciao ciao con la manina in tre modi diversi;
- riconoscere i nonni;
- sorridere a tutti gli sconosciuti;
- andare in braccio a chiunque;
- fare le scene madri quando vengo lasciato da solo in una stanza;
- fare tanti versi labiali, gutturali e aspirati;
- chiacchierare a lungo tra me e me usando i versi di cui sopra;
- assemblare le sillabe “ma-ma-ma” e “pa-pa-pa”;
- fare gridolini acuti e prolungati;
- imitare platealmente chi tossisce e starnutisce;
- imitare i bacini;
- afferrare naso e capelli di chiunque me li lasci a tiro;
- spargere ettolitri di bava ovunque;
- giocare a bu-bu-séttete;
- mangiarmi il piedino;
- assicurarmi che il pisellino sia sempre al suo posto (soprattutto dopo il bagnetto);
- schizzare acqua e sapone ovunque giocando durante il bagnetto;
- far cadere le cose e aspettare che tornino indietro;
- generare rumore battendo mani, piedi e oggetti contro altri oggetti;
- spingermi all’improvviso lontano da oggetti e persone, affidandomi in toto ai riflessi altrui;
- cadere a testa in giù;
- cadere a testa in su;
- fare le capriole;
- fare le capriole con un orsacchiotto in mano;
- lamentarmi spesso e volentieri;
- ridere di gusto quando trovo qualcosa buffo oppure se mi fanno il solletico;
- fare i capricci;
- farmi prendere da crisi d’angoscia ogni volta che sono stanco;
- stare quasi dritto sui piedi;
- andare all’indietro come un lombrico nel tentativo di gattonare;
- andare in altalena;
- andare in aereo;
- andare in metropolitana;
- identificare sempre e comunque l’oggetto più pericoloso nell’arco di 50 cm da me.