So dire tante cose

La mia preferita, al momento, è paLLa. Con la elle così marcata, ora che la so fare, che spesso la lingua mi esce quasi dalla bocca. Come beLLo, del resto. E siccome comincio a sapere che cosa voglio, spesso la indico: cheLLa! (quella). Finora mi sono sentito al sicuro nei bisillabi semplici semplici (maMMa, paPPà, paPPa, noNNa, nono), ma adesso avverto il fascino delle parole complicate: cheCCheio (cucchiaio, cucchiaino), per esempio. Con cui sto cominciando a mangiare la chiCChia (ciccia, carne, pappa) da solo. E quando mi scappa, qualunque cosa sia, è kakka (cacca, pipì), parola che rende meglio se pronunciata annuendo con compita solennità. Nel mio mondo, al momento, le declinazioni non esistono, del resto sono tutti tAAta (tato, tata, tati, persone in genere). Io stesso, quando mi guardo allo specchio sono tAAta. Ogni tanto mamma e papà cercano di convincermi che sono tato, così spesso andiamo avanti per dei minuti: tato, tAAta, tato, tAAta, tato, tAA…ta! Vinco io, naturalmente. Per tutto il resto c’è il passpartout: ay! (sì, grazie, va bene).

Leave a Reply