Come hai detto che si scrive Internèt?

L’Ansa lascia cadere una buccia di banana, qualche giornale serio ci scivola sopra. L’effetto è divertente, per chi ha un minimo di familiarità con Internet.

(ANSA) – NAPOLI, 5 MAR -Sono gia’ tutti disponibili in internet i brani dell’edizione 2003 del festival di Sanremo. Le canzoni, in formato MP3, sono scaricabili direttamente agli indirizzi dei siti gestiti dagli hacker. La corsa alla riproduzione clandestina e’ stata vinta quest’anno dai pirati della rete internet che hanno anticipato il commercio clandestino delle cassette e dei cd. Gettonatissime le canzoni di Alex Britti, di Alexia e di Cammariere.
2003-03-06 – 14:04:00

Complice un’agenzia ancora più divertente girata in mattinata (e della quale non ho ancora trovato l’originale), la notizia prende presto forma sui quotidiani online. E non solo nei rulli di agenzia, che entrano in circolo in modo quasi automatico. Così scrive il Corriere ancora a metà pomeriggio nel suo speciale Sanremo (prima che Paolo Ottolina intervenisse con un pezzo ben più sensato):

TUTTI I BRANI SUL WEB – I nuovi brani infatti sono già tutti disponibili sul Web. Le canzoni, in formato Mp3, si possono scaricare agli indirizzi dei siti gestiti dagli hacker. Basta far parte di un gruppo informatico, come quello denominato WinMX, e scaricare il software che permette l’accesso dell’utente in una comunità informatica (file sharing) dove ognuno mette a disposizione degli altri materiale di diverso genere e, a volte, come in questo caso, brani musicali. Una volta entrati nel sito, basta mettersi in coda ed aspettare il proprio turno per scaricare i pezzi scelti. Gettonatissime le canzoni di Alex Britti, di Alexia e di Cammariere. Il sistema, che si basa sulla suddivisione dei dati su innumerevoli computer che li convogliano in un unico sito, rende impossibile la localizzazione e l’oscuramento della banca dati raggirando così ogni tipo di controllo.

In serata, La Stampa online andava ancora fiera di una versione pressoché identica, nonostante l’attenzione solitamente superiore alla media con cui questa testata segue le vicende della Rete.
Con maggiore prudenza, invece, e senza stravolgere il senso dell’originale, News2000 aveva gestito il lancio d’agenzia tra le brevi della mattinata:

12:43 Tutto il festival in mp3
Le canzoni di Sanremo sono già disponibili sul web
ROMA, 6 mar – Sono già disponibili su internet tutti i brani proposti al Festival di Sanremo. Gli hacker, ma anche normalissimi utenti, stanno scambiando una grandissima quantità di file mp3 grazie ai programmi di file sharing come WinMx. La riproduzione clandestina delle canzoni, che avveniva di solito nei giorni seguenti al Festival con cassette è cd, è stata dunque superata dalla tecnologia digitale e dal web. (News2000)

Tralasciando la confusione nata intorno ai concetti di pirateria, hacker, peer-to-peer e comunità online, nessuno sembra essersi accorto di un aspetto non trascurabile: buona parte delle canzoni presenti su WinMX al momento in cui si è gridato allo scandalo – che scandalo è fino a un certo punto: sono registrazioni prese dalla radio o dalla tv, con tutti i conseguenti limiti di qualità – sono completamente false. All’etichetta, infatti, non corrisponde la canzone richiesta. Un vecchio scherzetto delle reti P2P. Che riesce tutti gli anni.

Poi la pirateria esiste, per carità: fra una settimana la notizia sarà verissima.

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Bastasse un paio d’occhiali

La finestra di fronte
Ozpetec è bravo. Ho amato tanto Il bagno turco e Le fate ignoranti. Per questo mi suona quanto meno stonato definire La finestra di fronte un film carino.

Dei lavori precedenti conserva la capacità non comune di arrivare con le immagini oltre il punto in cui si fermano le parole. Nonostante il regista lo definisca un film molto personale, però, ho trovato solo tracce dell’intimità che accompagnava lo spettatore attraverso i vicoli di Istanbul o alla scoperta di una Roma inaspettata. Erano percorsi lievissimi dentro storie e dentro paesaggi, dei quali spesso si prendeva coscienza solo al termine della proiezione. Erano sottointesi, indizi appena accennati, sensazioni che il più delle volte non avevano necessità di scoprirsi.

Nella Finestra di  fronte, invece, c’è un disegno narrativo che sembra avere fretta di mostrarsi: (quasi) irruento nel mettere carne al fuoco, (quasi) frettoloso nel dare spessore ai personaggi con risultati non sempre coerenti, (quasi) compiaciuto nel momento in cui tutto si svela. Ci sono momenti di poesia visiva: quando presente e passato si fondono nella memoria confusa di Davide per le strade del ghetto ebraico, nel luccichio della sigaretta di Giovanna nel buio della cucina o nel primo piano finale di Giovanna. Da soli valgono il film, ma non tolgono l’impressione di un cast non completamente amalgamato, nonostante un commovente Massimo Girotti, una Giovanna Mezzogiorno all’altezza e una simpaticissima Serra Yilmaz (perfetta caratterista per le atmosfere di Ozpetec). Raoul Bova non delude nei panni dell’anonimo vicino, ma nemmeno rende completamente giustizia al suo personaggio. Non basta un paio di occhiali.

Detto questo, definire La finestra di fronte la versione proletaria dell’ultimo film di Muccino mi sembra appena un po’ azzardato.

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Giornalista artigiano, esploratore interconnesso, innovatore periferico, cittadino inquieto