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Tag: antonio sofi

febbraio 20 2010

Due segnalazioni che incrociano in modo interessante le parole chiave internet, politica e Italia. Riguardano più o meno direttamente due amici, lo dico per inciso, ma sono iniziative che avrei apprezzato anche senza conoscere nessuno dietro le quinte.

Il primo è La Toscana che voglio, un social-coso collegato alla campagna di Enrico Rossi per le locali elezioni regionali (da studiare attentamente entrambi i siti, dietro c’è Antonio Sofi). L’idea è semplice e declina i meccanismi classici dei social-cosi: si può condividere un pensiero sul futuro della Toscana e votare quelli degli altri, facendo emergere le idee più interessanti. Accanto a ciò, ogni giorno c’è un delizioso montaggio redazionale di opinioni raccolte tra personaggi pubblici e gente comune (compito a casa per l’aspirante analista politico: prendere un programma televisivo come Secondo Voi, prendere queste interviste e tracciare le differenze). Dietro a una facciata allegra, quasi giocosa, La Toscana che vorrei prova a raccontare in modo differente un progetto politico, mettendosi al servizio delle idee degli altri, piuttosto che ripetendo a pappagallo le proprie. Tesse una rete spontanea, che aggrega energie e attenzione; fa sentire le persone accolte, ascoltate; assorbe idee e cultura del territorio; supera collettivamente le banalizzazioni dei luoghi comuni, filtrando insieme umanità e guizzi di luce. Inoltre, motivo per cui sono spinto a segnalarlo, a me ha strappato almeno tre sorrisi in cinque minuti di visita. Qual è l’ultima volta che una campagna elettorale vi ha fatto sorridere?

La seconda segnalazione è per The European roundup, una nuova rubrica che Antonella Napolitano tiene tre volte alla settimana sul blog del Personal Democracy Forum. Idea pulita pulita di quelle che dici “e che ci voleva”, ma intanto non lo faceva nessuno: tenere traccia delle idee, delle esperienze, dei dibattiti su internet e politica in tutta Europa. Una delle conclusioni emerse a Barcellona, nel corso della prima edizione del Pdf Europe, è che nel Vecchio Continente ci sono tanti contesti nazionali ma non ancora uno spazio di dialogo continentale. Non ci percepiamo ancora come una realtà politica dentro alla quale il destino di un Paese è legato a quello degli altri. Quello che serve è costruire ponti e sono anche e soprattutto piccole iniziative come quella di Antonella, sentieri tracciati in un bosco che ci pare inaccessibile, ad aiutarci a mettere un po’ per volta il naso a casa degli altri. In due numeri della rubrica (peccato che il blog del Pdf non consideri l’utilità delle categorie e non produca un indice ad hoc, btw), ho già scoperto due luoghi interessanti: laDemocrazia e l’arricchito spazio per le notizie di attualità in 11 lingue del Parlamento europeo.

settembre 19 2006

Quinta di copertina, la rassegna stampa tecnologica in podcast che Antonio Sofi cura tutti i giorni su Apogeonline, compie oggi cento puntate. Che a voltarsi indietro, ripensando a quando è nata in marzo come piccolo esperimento di trasmissione audio via Internet, è proprio un bel traguardo: significa cento mattine che Antonio si sveglia di buonissima ora (almeno una prima del solito), scende in edicola, sfoglia un buon centinaio e anche più di pagine, fa sintesi e poi registra dieci minuti di segnalazioni e commenti agili agili.

Mi piacerebbe raccontare il puntiglio, l’inventiva, l’autocritica costante, la costanza, i progetti e la passione che stanno dietro a quel prodottino rapido, arguto e puntuale, che in molti già amano ascoltare dalle casse del proprio computer o sul lettore Mp3. Ma temo che Antonio non apprezzerebbe la sviolinata, e del resto i pregi di Quinta parlano da sé.

In tutto questo, evidentemente, io devo dichiarare una discreta serie di conflitti di interesse: Antonio è un amico, prima che un insostituibile collaboratore, e in Apogeonline io ricopro un ruolo di coordinamento. In genere non amo affatto indulgere nell’autopromozione o nella promozione gratuita delle cose che hanno a che fare col mio lavoro, ma da lettore/ascoltatore, quale comunque resto prima di ogni altra cosa, devo a Quinta di copertina quella segnalazione e quell’apprezzamento pubblico già rimandato ben oltre il dovuto.

E ora altre cento, Antonio?

maggio 25 2006

Cataste di libri da segnalare, di questi tempi, ma il tempo manca e spero almeno di recuperare entro l’estate. Due però devo proprio anticiparli, non fosse altro perché riguardano due carissimi amici.

Il primo è uscito ormai da mesi e io da mesi mi riprometto di parlarne come merita (con i risultati scarsi che sono sotto gli occhi di tutti). Si chiama Il campo giornalistico ed è una raccolta di saggi sui nuovi orizzonti dell’informazione, a cura di Carlo Sorrentino. Il libro approfondisce le evoluzioni di linguaggio e di formato che interessano la produzione giornalistica su carta, in Rete, in radio e in Tv: è una sorta di corso d’aggiornamento per chiunque si interessi di giornalismo e sia ancora fermo ai classici dell’argomento. Ma qui lo segnalo soprattutto perché nel libro c’è un approfondimento sull’informazione al tempo dei blog scritto da Antonio Sofi, che della materia considero – spogliandomi da ogni conflitto di interessi – uno dei più onesti e preparati interpreti. Il saggio raccoglie in modo organico tutte le intuizioni che Antonio da tempo propone su Webgol e nei recenti incontri in giro per l’Italia, ipotizzando in particolare tre campi di lavoro e di contaminazione con l’informazione tradizionale: i blog come testimonianza e giornalismo diffuso nei casi di emergenza, i blog come collettore di giornalismo residuale e i blog come approfondimento collaborativo verticale e orizzontale. Un testo che ha il pregio della sintesi e della visione dall’alto, e che potrebbe permettere a molti blogger e altrettanti giornalisti di capirsi un po’ meglio.

Il secondo libro, invece, è fresco di stampa ed è stato scritto da Dario Banfi. Si chiama Liberi professionisti digitali ed è una guida agli strumenti e alle pratiche che possono rendere molto più semplici le giornate di chi lavora in proprio o in una piccola azienda. È il classico libro che ha senso soltanto se non si limita a passare in rassegna freddamente procedure, siti e prodotti, ma riesce a creare un contesto funzionale all’interno del quale trasferire brandelli di esperienza concreta e mettere in luce tutti i collegamenti possibili tra le diverse attività quotidiane. In questo, secondo me, il libro è particolarmente ben riuscito, anche perché racconta molto del modo in cui Dario lavora e ha organizzato la sua professione di giornalista freelance, oltre che di quanto negli anni ha imparato lavorando a stretto contatto con avvocati, grafici, geometri e fotografi. Utile per qualunque libero professionista desideroso di prendere il meglio da Internet e dalle tecnologie di scaffale, imprescindibile per chi sta pensando di lanciarsi nella professione autonoma.

ottobre 9 2004

Chi ha vinto?

Quando ho cominciato ad appassionarmi al giornalismo e alla comunicazione, poco più che bambino, il mio eroe era indiscutibilmente Furio Colombo. Prima che diventasse parlamentare e quindi direttore dell’Unità, Colombo – tra le numerose attività – è stato soprattutto un eccellente analista della storia e dell’evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa, nonché un retore dall’eloquio indiscutibilmente affascinante.

Per qualche strana associazione mentale, penso a questo ogni volta che Antonio Sofi sforna uno dei suoi sbarellamenti su giornalismo, politica e Web. Sarà che coglie spesso il punto che a me sta a cuore (in questo momento: l’emotività in politica, il suo sfruttamento sconsiderato e i danni che ciò procura), sarà che mi piace da morire lo stile vivace e accattivante, sarà che il blog permette di condividere spunti senza attendere qualche trasmissione di approfondimento… insomma, leggetevi Febbre (media) da cavallo (stanco).