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Archive: Maggio 2004

Maggio 6 2004

Niente Webb.it, alla fine. Per varie ragioni. Peccato, quest’anno c’erano anche più amici in zona che lo scorso anno, nonostante la fiera sembri aver preso una piega un po’ più seriosa.

In compenso, venerdì e sabato sono a Udine, al convegno Le responsabilità degli operatori e degli utenti di Internet, organizzato dall’Università di Udine con Register.it e Società Internet. L’anno scorso fu piuttosto interessante: era il momento della Fondazione Meucci proposta da Gasparri. Quest’anno il programma si preannuncia ancora più attraente, con in primo piano il delicato e finora poco approfondito rapporto tra utenti, registrar e autorità.

Maggio 5 2004

Il convegno

Culture digitali: i weblog, la nuova sfera pubblica

Sbrigati, che sei in ritardo: il convegno di Napoli è già iniziato. Si parla di blog, opinione pubblica, giornalismo, letteratura e politica. Per dire, solo nella prima settimana ti sei già perso un bell’intervento di Mantellini, uno scenario di Granieri, una riflessione di De Biase, una testimonianza di Iacoboni, un saluto di Michele Serra e Giovanna Zucconi e molto altro. Le premesse sono molto buone: mica sono tutte blogstar entusiaste, ci sono anche gli scettici, tutti ben documentati, che non si perdono in complimenti e ribattono punto per punto a proposito delle presunte virtù di questi sistemi di pubblicazione personale.

Se tanto mi dà tanto, ci troveremo a Napoli (il 4 giugno alla Facoltà di Sociologia) avendo già superato tutti i convenevoli e, questa volta, dicendo qualcosa di nuovo sui blog.

Maggio 5 2004

L’Anno europeo dei disabili è stato un buon motore di iniziative. Peccato sia durato solo dodici mesi e sia finito nel dicembre scorso. Lo dimostrano i malumori delle associazioni di disabili e di webmaster a proposito della legge Stanca sull’accessibilità, riportati oggi da Punto Informatico. Siamo arrivati primi e di gran corsa in Gazzetta Ufficiale perché in dicembre faceva comodo spendere un credito d’immagine. Ora che si tratta di mettere in moto un progetto «di grande civiltà», che «consentirà di abbattere le barriere digitali e creare invece rilevanti opportunità per consentire agli oltre 3 milioni di disabili italiani di poter studiare, lavorare e partecipare attivamente alla vita sociale, senza esclusioni» – come notava con retorica il ministro che ha dato il nome alla legge – l’entusiasmo è svanito.

Il problema, prevedibile già allora, è che la legge è vuota: il testo è una dichiarazione di principi che necessita di due diverse normative (il regolamento attuativo, più le linee guida operative) per passare dalla teoria alla pratica. La prima doveva essere presentata entro 90 giorni, ovvero una ventina di giorni fa, ma nessuno ha ancora visto nemmeno una bozza e al dipartimento per l’Innovazione non sembrano far previsioni.

Non che l’idea di appiccicare un bollino blu sui siti accessibili goda di particolare credito, da queste parti. Ma la sensazione è che la politica per le tecnologie di questo governo passi più per grandi annunci che per grandi progetti portati a termine. D’altronde, una volta smontato il set, a chi importa più?

Aggiornamento: il ministero per l’Innovazione ha risposto a Punto Informatico, rassicurando sull’avanzamento del regolamento.

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