Ieri a Venezia ho ascoltato i progetti e i sogni di Michele Vianello, vicesindaco e referente di un progetto ambizioso di digitalizzazione della cittadinanza. Non sono segreti: Vianello su questo ha scritto un libro di libero dominio, Una scommessa da vincere. Venezia sarà forse la prima città in Italia dove potremo finalmente passare dal pensare al se e come avere una rete cittadina in banda larga al che cosa farci sopra. Qui ho parlato molto di reti civiche, facendo filosofia sui modi in cui queste reti dovrebbero essere costruite. Ma da qualunque punto la si prenda (Venezia ha scelto di fare tutto da sé, spendendo molto ma comperandosì così una libertà invidiabile), l’obiettivo è identico: dare al territorio un sistema operativo nuovo, aperto, neutrale, sulla base del quale immaginare il futuro delle nostre città. Sulla laguna ci sono ormai molto vicini, ed è a questo punto che comincia la fase più interessante. Per le peculiarità di questa città – e penso alla portata simbolica della sua storia, della sua geografia cosmopolita, del suo essere frontiera alla fine dell’industrializzazione – potrebbe diventare un laboratorio di rilevanza nazionale, da seguire con molta attenzione.
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Nel frattempo, io...
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tira un'aria da scandaletti artificiali che si direbbe quasi debba cominciare sanremo da un giorno all'altro
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fabbriche... yawn... d'odio
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il vantaggio di lavorare fino a tardi è godersi dal vivo lo state of the union address http://live.cnn.com/
quel giornale così giornale, quel libro così libro
leggere le notizie la mattina è avvilente, finirò per sostenere l'ignoranza come una necessità della salute
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Parzialmente off topic: Mercoledì ero al BarCamp Innovatori. Mi sono fermato ad un tavolo per caso, ad ascoltare le parole di Michele Vianello. Quest’uomo mi ha stupito. Ha spiegato che in Italia, nell’amministrazione pubblica, alcune cose bisogna farle, se davvero si vuole che vengano realizzate. Ha raccontato di come è stato possibile realizzare il suo desiderio di elminare la carta dal suo ufficio semplicemente rispedendo al mittente tutti quei documenti che non venivano presentati in forma digitale. Così, semplicemente. Ci teneva a far presente che tutto ciò non è affatto illegale, bisogna solo mettercisi d’impegno e farlo.
L’acqua alta dev’essere arrivata anche a Pordenone perché tutto mi pare si sia fermato là dove era (ma lo era?) iniziato
PS: chissà se qualcuno del comune di Pordenone ha partecipato all’incontro da te citato.
Come laboratorio di rilevanza nazionale, io francamente auspicherei altro.
@smeerch, sì, direi che il profilo corrisponde.
@polisnaonis, se intendi “residente nel comune di pordenone”, c’ero io.
ad ogni modo il comune di pordenone ha pubblicato un bando che è scaduto giusto venerdì scorso. sarà interessante capire ora quali idee sono state presentate.
@frap1964, io distinguerei due piani. quello dell’infrastruttura e del potenziale ridisegno della cittadinanza, a due vie, tra amministrazione e amministrati; e quello dei servizi spiccioli, con le loro soluzioni indovinate o meno indovinate. francamente la polemica sui bagni a pagamento – legittima, ma anche già ampiamente dibattuta – mi pare non aggiunga molto a quanto dicevo. io credo che se non cominciamo a distinguere tra polemiche spicciole e scenari di lungo periodo, non riusciremo mai a fare un passo avanti dal pantano politico-sociale in cui siamo immersi fino al collo. anche perché se una cosa fanno le reti è spostare potere e iniziativa sui cittadini, i quali possono rimboccarsi le maniche o limitarsi a protestare. è un’alternativa che ieri non avevamo, e che a me piacerebbe esplorare nelle sue potenzialità.