In un mese

Giogiò ha imparato a: succhiare il latte dal seno della mamma, a succhiare qualunque cosa gli capiti a tiro quando desidera ardentemente una tetta, dormire, fare pipì, fare la cacca, fare pipì e cacca in modo creativo prendendo di mira i vestiti (propri e altrui), piangere, piangere forte, piangere molto forte, fare versi gutturali assortiti, fare la faccia da tartaruga, fare la faccia preoccupata, fare la faccia serena, fare i rigurgiti, fare il ruttino, contorcersi per il mal di pancia, avvicinarsi alla mamma nel letto muovendosi come un lombrico, succhiare il ciuccio e farselo bastare per un po’, fare forza sulle gambe e spingersi in alto, deglutire qualche goccia d’acqua, togliersi le coperte di dosso, muovere le braccia in modo meno approssimativo, fissare in modo prolungato oggetti e persone (meglio se luminosi e molto colorati), mettere una gamba a cavallo (di un braccio, di un bracciolo o del bordo della carrozzina), sognare, accennare sorrisi, immaginarsi una grande risata. Ovviamente mandando ogni volta in estasi i suoi genitori, ormai infiacchiti nei sentimenti per via della cronica mancanza di sonno.

Un Commento a “In un mese”

  1. barbara e arianna scrive:

    Buon complimese a Giogiò!
    Vi pensiamo e vi seguiamo sempre nella vostra avventura.
    Un bacione

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