Al piccolo naufrago sta montando l’urgenza di comunicare. Quando è seduto con noi a tavola, soprattutto: chiacchiera per diversi minuti guardandoci dritti negli occhi, la faccia seria seria come chi ha da importanti concetti da condividere. La lingua tuttavia, benché fluida e piuttosto articolata nell’intonazione, ha in lui l’unico solo esegeta titolato. Così noi stiamo al gioco e cerchiamo di interpretare, ma è la lotteria delle risposte plausibili e noi vinciamo di rado. Lui dopo un po’ si rabbuia, a volte si lascia sfuggire un moto di stizza; poi, preso atto dell’evidente inferiorità delle forme di vita nel pianeta Casa, se la mette via e ricomincia a ciucciare le mani.
Tenerosissimissimo.
Diventerà un grande comunicatore, mi sa… :)