Il 9 febbraio l’aspettavamo da un paio di settimane e con una certa preoccupazione. Stefania doveva assolutamente andare a Roma. Partenza alle cinque e mezza di mattina, rientro alle sette di sera. Impegno di lavoro improrogabile, necessario per dare una smossa alla sua situazione professionale: prendere o lasciare, una parentesi opportuna nella sua maternità.
Giorgio ha iniziato da una settimana lo svezzamento, con crescente successo, ma ancora dipende per buona parte del giorno dal seno di sua madre. Un paio di settimane fa, inoltre, una banale assenza della mamma per non più di tre ore l’aveva gettato inaspettatamente nello sconforto più profondo. Due ore di pianto senza possibilità di consolazione e poi l’apatia. È normale, dicono: mentre comincia a percepire almeno la mamma come un’entità diversa da sé, ne coglie il legame di dipendenza con maggiore urgenza. Così avevamo studiato un articolato piano di distrazione: colazione, passeggiata, visita ai nonni, pappa, visita agli altri nonni, passeggiata e via andare. Papà per quattordici ore a tempo pieno, pronto ad ammortizzare la malinconia e preparato a circoscrivere ogni angoscia.
E invece no. Giorgio oggi è stato un tesoro. Un bimbo sereno, allegro, curioso. S’è svegliato giusto quando la mamma stava uscendo di casa, ma poi s’è fatto rimettere a letto senza troppi problemi. Ha mangiato con papà tanto il latte che la mamma aveva messo da parte per le emergenze quanto il latte in polvere acquistato per sicurezza e testato in anticipo. Regolare quanto con la tetta quasi mai gli piace essere, perfino morigerato. Ha aspirato la pappa di mezzogiorno come un’idrovora. Non un pianto di troppo, mai. Abbiamo passeggiato, siamo andati a trovare i nonni, ha fatto tutti i sorrisi e tutti i riposini del caso. E quando ha capito che al telefono c’era mamma, s’è illuminato come una lampadina – ma poi ha atteso che arrivasse sera senza alcuna ansia.
Papà – mammo oggi – è un po’ stanco. E domattina riparte ancora una volta di buon’ora per lavoro. Ma stasera si lascia il tempo di essere orgoglioso del suo bimbo, che cresce a vista d’occhio.
Questo blog è stupendo lo ripeto sembrando noiosa forse, ma è veramente duciosissimo quetto bimbo ha un visino cosi simpatico e coccoloso :)
Sarebbe da strapazzare di coccole :))
hihi la foto http://www.flickr.com/photos/sergiomaistrello/378317676/in/set-72157594226737871/ è la piu bellina hihi sembra tutto accoccolato nel seggiolone compiacendo di essere imboccato con una pappa cosi buona :D
Nati, diciamolo che “duciosissimo”, da duci, e’ un termine che una nostra amica siciliana ha diffuso in mezza Italia e che vuole dire “dolce”, che se no mica si capisce :)
Cmq si, e’ “duciosissimo” e dopo lunghe giornate con le amarezze del mondo e’ bello e rasserenante leggere blog come questo.
il vostro bimbo è bellissimo.anch’io sono mamma da 3 mesi di un bellissimo giorgio che mi ha riempito la vita,mi ha illuminato l’anima…è bello vedere che c’è qualcun’altro innamorato del proprio figlio cosi’ come lo siamo noi.ciao
.. non solo il papà e la mamma sono orgogliosi di giorgio ma anche gli zii- compagni di viaggio.. non vediamo l’ora di “strapazzarlo un pò.. questo ometto di mondo!!!!
Saretta, Tano e ,of course, Giulio