Ripensare casa, prima fase

Complice un calo di tensione tra un blocco di lavoro e il successivo, la settimana scorsa abbiamo iniziato a riconfigurare casa per le nuove esigenze. L’effetto più evidente è che sono stato sfrattato dallo studio, dove entro breve dovrà essere attrezzato il nido di Giorgio. L’anticipo ci permette di fare qualche lavoro in attesa da tempo, con le minori complicazioni possibili per il resto della casa.

Quanto a me, nella speranza che si sblocchino altre possibili soluzioni in sospeso (il previsto allargamento all’appartamento in fianco attende novità che ormai siamo convinti non arriveranno in tempo utile), ho ricavato e attrezzato più che degnamente un angolo del soggiorno e lì mi sono accampato con la mia attrezzatura minima: una scrivania, una libreria e gli ammenicoli informatici su cui passo le giornate. I primi giorni di lavoro nella nuova situazione sono stati più che soddisfacenti, devo dire che la nuova prospettiva mi ispira molto. Ora chissà che non mi dia anche quella spinta in più di cui ho più che mai bisogno per raggiungere le prossime, incombenti e spero definitive scadenze.

Nella cameretta ora le voci rimbombano, come quando abbiamo cominciato a sistemarci in questa casa e non c’erano ancora tutti i mobili. Perfino gli odori mi sembrano quelli dei primi giorni di trasloco, quasi due anni fa. Tutto sa di nuovo inizio.

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