Promemoria per i giorni difficili

La vita davanti a lui è una serie di porte ch’egli deve faticosamente aprire, una dopo l’altra; e ogni porta equivale al raggiungimento di un nuovo e più progredito equilibrio. In altre parole, egli è continuamente impegnato nella ricerca di un superamento della propria impotenza.
Va da sé che in questa perenne fatica il bimbo si avvale immediatamente di tutte le facoltà che vanno sviluppandosi nella sua persona: quando i suoi occhi diventano capaci di fissare e individuare degli oggetti, egli subito guarda tutto; quando le sue mani diventano capaci di prendere, egli subito prende tutto; quando il suo orecchio diventa capace di distinguere suoni e rumori, egli subito ascolta tutto. Il bambino, potremmo dire, è come un naufrago che trovi, per esempio, un cannocchiale, una lampada e una scure; come si può pensare che non se ne serva da mane a sera per migliorare la propria situazione e risolvere i propri problemi?
A differenza del naufrago, che potrà farsi una nuova vita o essere raccolto da una nave di passaggio, e a differenza dell’esploratore che tornerà un giorno a casa sua soddisfatto delle sue imprese, il bambino non troverà mai pace né riposo nel suo cammino sulla strada dello sviluppo. Anzi, troverà ostacoli sempre più grandi, delusioni sempre più forti, dispiaceri sempre più profondi. Comincerà a cadere quando saprà camminare, a essere ingannato quando avrà imparato a comprendere il linguaggio, a essere tradito quando avrà fiducia, a essere oppresso quando entrerà nella compagine sociale. E ogni volta che cadrà, che sbaglierà, che sarà sconfitto, ingannato, tradito, oppresso, abbandonato, egli ricomincerà da capo i suoi tentativi.

[Marcello Bernardi, Il nuovo bambino, pag. 172]

Un Commento a “Promemoria per i giorni difficili”

  1. paola scrive:

    eggià….almeno mi consolo pensando che non sono l’unica a sentirmi ancora così, nonostante i miei 37 anni… c’è anche giogiò!! ;o)

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