La scarsità di aggiornamenti di questo siterello familiare si deve prevalentemente a una interessante fase evolutiva del piccolo Giorgio. Il quale cresce, acquisisce capacità e sensibilità ogni giorno, raggiunge l’equilibrio anche da seduto, interagisce senza timori con le persone, ma perde progressivamente ogni conquista raggiunta in precedenza rispetto alla continuità del sonno. Di giorno è uno splendore: tranquillo, simpatico, socievole, morigerato. Un buon cucchiaino anche: lo svezzamento prosegue molto bene, con grande gusto dello svezzato e notevole soddisfazione degli svezzanti.
Di notte, invece, non c’è più requie: quando va bene due o tre, ma spesso anche quattro o cinque rivegli sono tornati a essere normalità. Dorme come un angioletto finché riesce: mezzanotte, l’una o le due, per esperienza. Ma dal primo risveglio in poi è questione, nella migliore delle ipotesi, di un paio d’ore, spesso una soltanto. Che se poi a ogni risveglio metti in conto le procedure di riaddormentamento (perché il marrano ancora non sembra capace di girare semplicemente la testa dall’altra parte) o gli eventuali spuntini (perché all’indipendenza del giorno segue una nervosa ricerca notturna della tetta), il tempo a disposizione del genitore di turno – quasi sempre la mamma, invero – si restringe fino a qualcosa di ridicolo e allarmante.
Il risultato è che il bimbo la mattina è comunque un fiore. Sorride a tutti, dispensa sorrisi a chiunque abbia in serbo un complimento per lui, sperimenta i primi ciao ciao con la manina e via dicendo. Mamma e papà invece si abbruttiscono progressivamente e contemperano con fatica crescente le necessità quotidiane e gli impegni di lavoro con la decaduta qualità del sonno. Ma soprattutto resistono come possono ai frequenti rimbrotti del primo-che-capita, il quale corrotto da una ruffiana risatina del pargolo di rado lesina i suoi “ma di che cosa vi lamentate, che questo bimbo è un teeeeesoooooooro!”.
(e no, non sono – ancora – i denti)
Cari,
parla la mamma che dorme…e probabilmente non avrebbe resistito 3 notti di seguito ai vostri ritmi (ce lo saremo sicuramente portato nel lettone).Giorgio è indubbiamente un tesoro, ma non è un dormiglione, però mangia senza problemi.A Giulio basta dire, più o meno, è l’ora della nanna e si addormenta, in compenso lo svezzamento prosegue senza grande entusiasmo… cercando di mediare tra la necessità di farlo mangiare almeno un pò e far sì che la pappa non diventi un incubo per tutti e 2 (con buona pace di chi mi dice che dovrei mettere la pappa nel biberon o usare gli omogeneizzati che io mi ostino a non comprare)…
un abbraccio e buona festa del papà!!!
ciao,
noi abbiamo sempre dormito: ma quando era nera, ce lo portavamo a letto.
Ultimamente (due anni e mezzo) abbiamo un po’ di problemi ed ho trovato molto utile: The no cry sleep solution, della Pantley. Come minimo vi fara’ sentire meno soli!
In bocca al lupo
alessandra
Fiu, non vi invidio. Qui, alla veneranda età di 15 mesi, siamo a un risveglio breve per notte, sempre verso l’una. Biberon e trasloco nel lettone, tempo di riaddormentamento prossimo ai 3 minuti. Verificherei che:
– non abbia troppo caldo o troppo freddo
– il risveglio non sia probabile effetto di un premio promesso: tetta della mamma, lettone (come nel nostro caso), giochini vari
– da qualche parte ho letto che il riaddormentamento dovrebbe essere tranquillo e deciso. Non so bene cosa voglia dire. Comunque per le nanne è simpatico da leggere ‘Il sonno dei bambini’ di Sabine Friedrich.
Buone nanne!