Stiamo bene, eh. E ce ne sarebbero da raccontare. Ma quei due dicono che ora che cammino, corro, salto, faccio le capriole, parlo, chiacchiero, urlo, faccio i capricci, mangio di tutto, uso il vasino, attacco bottone con chiunque, faccio il ruffiano con chi mi difende e li faccio passare per tromboni esasperati, faccio le scene quando vedo una motocicletta perché ci voglio salire, sventro casa tutte le volte che ci resto per più di mezzora, mi sveglio all’alba e non ne voglio più sapere, sveglio il condominio, scavalco la spondina del letto e atterro di testa eccetera, insomma, dicono che non gli avanza tempo per fare filosofia da queste parti. Si vede che cominciano a invecchiare, non so.
Ah, per la cronaca: la mia parola preferita al momento è ancò-va! (ancora, detto davanti a cibo o bevande e con marcata arrotazione tardo-nobiliare).
Vedo che il copione si ripete identico in ogni famiglia.
Quando poi sono due ad arrampicarsi e buttarsi di testa e lo fanno litigando tra loro…la “filosofia da queste parti” è l’unica cosa che mi resta per mantenere il tono dell’umore a livelli accettabili.
:-)
Silvia
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