Due episodi.
L’altro giorno Sergio era andato a Milano con il treno delle 6. Io, affannata, dico a Giogiò: “Amore, sbrigati, devo andare al lavoro! Ci sono i tati che mi aspettano…” e lui, puntandosi il ditino al petto: “Io tato!”. Senza parole.
Stamattina dò una fetta biscottata a Giogiò. Lui lecca la marmellata di fragole e mirtilli e ad un certo punto si ferma perplesso e dice “Mamma, NEO!”. Era un mirtillo!
“Io tato” mi pare un cerchio perfetto di pensieri. :-)