Settimane in tre tempi

In gravidanza esistono tre tempi paralleli. C’è il tempo del bimbo che cresce. C’è il tempo scandito dagli esami medici. E poi c’è il tempo dei futuri genitori. L’ultimo è sempre in ritardo: non fa tempo ad abituarsi a uno stato di cose che già avrebbe dovuto mettersi in un altro ordine di idee. La prima gravidanza è un inseguimento continuo: quando lo capisci è comunque tardi. Se il primo tempo, quello che sta nella pancia, è l’unica cosa certa, già il secondo, per esempio, varia da medico a medico, da ospedale e ospedale.

Ecco, le nostre prime settimane di attesa passano così (lavoro a parte). Tra capire quello che bisogna fare e i rimbrotti di infermieri, medici e impiegati perché quello che stiamo facendo avremmo dovuto farlo giorni prima. I tempi degli esami sono un calcolo complicato: devi combinare il periodo esatto per il feto con il periodo giusto secondo il reparto a cui ti rivolgi, e mediarlo con la lista d’attesa. La lista d’attesa in gravidanza è come il carro attrezzi per l’automobile: mica lo puoi ordinare per tempo, ma di fatto dovresti.

Il cortocircuito col sistema sanitario è preventivo. Hai bisogno del medico per qualunque carta, e fin qui nulla di nuovo. Ma l’esenzione parziale pensata per agevolarti complica ulteriormente le cose: ti serve una carta provvisoria per prenotare un esame, ma poi devi presentarne una seconda aggiornata per presentarti alla visita. File duplicate, attese infinite e dottori che, come marinai, possono accompagnarti solo per il tratto di navigazione di loro competenza.

Manca sempre la visione d’insieme, il collegamento tra tutte le componenti resta un implicito atto di fede. Per fortuna che c’è Internet, ancora una volta. Scopri interi forum di persone che hanno il tuo stesso problema: hanno domande e cercano risposte. Chi c’è già passato aiuta. Che è una bella cosa, se vogliamo, anche perché ti spinge a controllare le fonti, a cercare conferme dei dati, dunque a documentarti e a essere più autosufficiente.

Eppure, ci viene spesso da pensare, basterebbe tanto poco per semplificare la vita a tutti. E sincronizzare quei tre benedetti orologi.

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