L’altra sera l’aria era fina e dal nostro terrazzo al quinto piano si sentiva un odore buono di erba appena tagliata e di estate in arrivo. Un coro di raganelle ci teneva compagnia, gracidando a più non posso.
In quell’istante mi è venuto in mente il mio adorato nonno Gigi e le tante serate passate in braccio a lui ad ascoltare rapiti le rane nella roggia e a stupirsi di fronte alle evoluzioni delle lucciole del suo giardino incantato (a proposito, ma che fine hanno fatto le miriadi di lucciole che si vedevano un tempo?). E ho pensato anche alla voce di mia nonna Olga, che io imitavo strambolottando, in piedi sul davanzale della sua cucina “Bute ‘ane chife, no ga-ga nina” (ovvero: “Brutte rane schifose, che non fanno gra-gra per la mia nina”, come lei usava chiamarmi).
Che tenerezza mi ha travolto in quel momento…e che nostalgia per quei bellissimi, indimenticabili, inconsapevoli giorni! Ma ho anche pensato, d’istinto “Dai Gio-Giò, guarda quante cose meravigliose ti aspettano!”.