Oggi controllino periodico: tutto ok. Giogiò è ormai definitivamente in corretta posizione di lancio. Peso e misure sono nella norma: non è un gigante, ma in questa fase non ci dispiace affatto. Tutti i valori sono buoni. In mattinata abbiamo avuto un colloquio per concordare la possibilità di donare il sangue del cordone ombelicale (ricco di cellule staminali), che verrebbe raccolto, congelato e inviato all’apposita banca specializzata di Padova per ricerche o donazioni a malati di leucemia. La pratica è meno scontata del previsto, a causa dei numerosi requisiti richiesti e delle variabili incontrollabili fino all’ultimo, ma siamo convinti che valga la pena provare. Dal nostro punto di vista l’unico inconveniente è che, per effettuare il prelievo, il cordone deve essere tagliato immediatamente, mentre altrimenti si attenderebbe la fine delle pulsazioni per un paio di minuti, rendendo meno traumatico per il bimbo l’inizio della respirazione autonoma.
Già che c’eravamo, abbiamo chiesto e ottenuto di fare un giro in sala parto. Sarà stato per le ostetriche simpatiche e particolarmente disponibili, sarà che oggi tutto l’ospedale ci sorrideva, ma l’impressione è stata meno negativa del previsto. L’ospedale cittadino sta recuperando alla grande sulla vasca per il travaglio di Oderzo. Tanto più che la prenotazione di un appuntamento di routine nella clinica trevigiana si è rivelata più sconcertante del previsto. Vedremo.
E dunque, certificato il certificabile, domattina approfittiamo dell’ultima settimana in cui le compagnie aeree concedono a Stefania di volare per fare una toccata e fuga in Belgio, ad Anversa, a festeggiare degnamente Giulio, Dirk e la loro unione. Noi ai brindisi aggiungeremo un piccolo motivo in più: secondo il particolare calendario panzoso, domani termina l’ottavo mese ed entriamo ufficialmente nel nono. Il conto alla rovescia comincia a farsi davvero emozionante.