Mentre scrivo queste righe, Giorgio sta compiendo i suoi primi tre mesi di vita. Si è addormentato poco fa nel suo lettino, dopo una serata di grandi sorrisi, grandi rigurgiti e grandi sbadigli. Di tante piccole conquiste quotidiane da bimbo ormai sempre più consapevole, questa del lettino è la novità più bella e più grande. Non soltanto perché segna la conquista della sua cameretta (e con questa una prima separazione, simbolica, dai genitori), ma anche per come sta reagendo alla nuova situazione. Dal primo momento in cui l’abbiamo appoggiato sul materassino – spazioso e morbido come la navicella della carrozzina ormai non permette quasi più – ha cominciato a sorridere.
Ci aspettavamo proteste e resistenze, o quanto meno un fisiologico timore dei nuovi scorci e delle nuove dimensioni. Sono arrivati invece risate e versi di allegria come mai prima, e più lui rideva e più a noi si inumidivano gli occhi (come qualunque genitore fresco d’esperienza potrà capire). Si è lasciato sedurre dagli ortaggi di stoffa penzolanti dal carillon, ha guardato i colori della sua cameretta, ha fissato noi, poi s’è assopito sereno e ha fatto tutta una tirata fino alle sette e mezza di mattina. Non è la prima volta che succede, di essere benedetti da un sonno lungo e ininterrotto, ma per la prima volta il risveglio è stato altrettanto sereno: sorrideva quanto la sera prima, docile a un buongiorno che altrimenti è dominato dai crampi di fame e dal panico di essersi perso per strada almeno una poppata, felice di rivederci e di ritrovare ortaggi e colori dove li aveva lasciati.
Sarà l’ennesima rondine che non farà primavera, perché a una notte così tranquilla finora ne è seguita una oltremodo turbolenta. Ma intanto ci godiamo queste piccole gioie. Tanti auguri, Giogio, buon complemese.