La seconda ecografia

Un fotogramma dall'ecografia

Ieri era il giorno della seconda ecografia (che seconda poi non è, ma quanto meno è la seconda che si fa con uno specialista ecografista). Nonostante il dottore caldo come un ghiacciolo alla menta in inverno ed empatico quanto la varicella, è stato molto emozionante pure questa volta.

Ormai centimetrino è davvero sviluppato, riconoscibile nelle forme. Abbiamo identificato con facilità testa, arti, estremità, perfino la spina dorsale. Nessuna indicazione, per ora, riguardo al sesso. Le stampe che ci hanno dato non rendono giustizia a quello che abbiamo seguito sul video. In piena ecografia, al medico è pure squillato il cordless: in quell’istante di sospensione, l’unico in cui l’aggeggio infernale è stato fermo e dava il tempo anche ai meno tecnici di mettere a fuoco l’inquadratura, ho riconosciuto nettamente i movimenti di gambe e braccia, come se volesse salutare.

Ecografista e ginecologo dicono che è tutto ok, tutto procede bene. Pure noi ci stiamo orientando meglio, finalmente, nella scelta del medico e della struttura a cui fare riferimento. La prossima settimana, dopo l’amniocentesi, prenderemo una decisione definitiva. Resta l’idea che dovrebbero esistere cliniche a sé per gestire le gravidanze, perché negli ospedali generici hanno ormai perso ogni sensibilità per distinguere una malattia da un fenomeno naturale.

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