Sapevo che ne avrei sentite di tutti i colori durante la gravidanza, ma non ero arrivata a immaginare tanto. Più che altro avevo sottovalutato le implicazioni e le impensate possibilità aggiuntive che si possono dischiudere lavorando a contatto con persone di mille provenienze e mille e un background.
L’altro giorno è venuto da me per una pratica un distinto signore del Benin (che qui fa l’operaio in fabbrica ma che nel suo paese era direttore del Dipartimento di Storia all’Università), che ha subito tenuto a dirmi che ha 17 figli, di cui 10 maschi e 7 femmine. Otto sono qui in Italia, gli altri sparsi in mezzo mondo, già grandi e a loro volta con figli.
Mi chiede quanti figli ho ed io, per non sentirmi da meno, gli rispondo “Mezzo!”. Allora scatta “l’onore di essere stato aiutato a fare la pratica da me” (tra l’altro in inglese, perchè non era facile per lui capire i cavilli in italiano), il “ti parlo come se fossi mia figlia” e i saggi consigli.
Tra i tanti, mi raccomanda di bere il succo di un pomodoro due volte a settimana perchè altrimenti mi verranno le vene varicose e non vorrò fare più figli. Mentre io già archivio la cosa tra i rimedi – da provare – tipici del suo Paese, mi racconta che un giorno di tanto tempo fa era a casa di un ragazzo – che poi sarebbe diventato suo amico – che gli stava offrendo un caffè. Lui chiede della moglie di questo e predice alla coppia che avrebbero avuto due gemelli, due femmine per la precisione. Dal momento in cui lo avessero saputo, avrebbero dovuto cucinare tanti piselli e invitare tutti i bambini del vicinato a mangiarli con loro, altrimenti avrebbero perso una delle due bimbe.
Gli anni passano, ma nono succede nulla. Finalmente, dopo quattro anni, lei rimane incinta. Sono gemelli: non solo, sono due femminucce! Ovviamente non cucina i piselli e, durante il parto, una delle due bimbe muore.
Io resto a bocca aperta, di sasso, mentre lui mi raccomanda ancora “Non chiedere mai ad un uomo di avere solo te nella testa; fa’ in modo che lui abbia solo te in testa”, e ancora “Devi essere come un sasso che rotola nella corrente, non farti fermare dalla sabbia. Se vuoi crescere non devi mai stare ferma sul fondo, ma rotolare, essere libera!”.
Beh, come non percepire la magia del mio lavoro? Inutile dire che ho comprato una bella scorta di succo di pomodoro!
… Esco prima e vado al supermercato di filato ;-)