Archivio di marzo 2012

Tati guiii aaa teee

Lo ha scritto Sergio il 24 marzo 2012 in Cuore di papà ● 2 commenti

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Il giorno del vostro matrimonio

Lo ha scritto Giorgio il 24 marzo 2012 in Sguardi di bimbi ● 0 commenti

Poi hanno inventato i colori

Lo ha scritto Sergio il 23 marzo 2012 in Sguardi di bimbi ● 0 commenti

Dai nonni Giorgio ha visto Il circo di Charlie Chaplin. Tornando a casa ci rimugina su.

– Papà, ma una volta era tutto in bianco e nero?

– I film, dici? Sì, una volta i film erano erano tutti così, poi è arrivato il sonoro e più tardi ancora il colore.

– No, ma io dico tutto, il mondo: era tutto in bianco e nero?

– No, Giorgio, il mondo è sempre stato a colori come lo vedi oggi. Era il cinema che non era capace di registrare i colori.

– (poco convinto) Ah.

Bolle!

Lo ha scritto Sergio il 17 marzo 2012 in Sguardi di bimbi ● 1 commento

Bolle!

Quella faccenda complicata del contesto

Lo ha scritto Sergio il 17 marzo 2012 in Sguardi di bimbi ● 0 commenti

Incontriamo una vicina di casa.

– Tào!

– Ciao!

– Oh, buongiorno! Ma guardali questi due bimbi, ma che carini, ma che bravi, ma che dolci, ma che simpatici, ma che teneri! Ma guardala questa bimba con gli occhiali da sole! E tu, Giorgio, ma come stai bene con i capelli corti. Ma siete sempre così splendidi, chissà come saranno contenti mamma e papà?!

– In verità papà dice che siamo dei teppisti rompiballe.

– Ah.

– Eh.

– Tào!

Amiche famose

Lo ha scritto Sergio il 15 marzo 2012 in Sguardi di bimbi ● 0 commenti

- (canta) … dov’è la vittoria, le porga la chioma, ché schiava di Roma FABIOLA creò!

– …

– …

– …

– Papà?

– Sì, Giorgio?

– Ma Fabiola cosa c’entra?

L’inglese non è contagioso

Lo ha scritto Sergio il 5 marzo 2012 in Sguardi di bimbi ● 0 commenti

Stefania va a prendere Giorgio a scuola. Mentre escono insieme ad alcuni compagni, le suona il cellulare e si intrattiene per qualche minuto in conversazione con un’amica inglese. Sentendola parlare con lingua e accento stranieri, un amico di Giorgio si ferma a lungo a osservarla sgranando gli occhi. Poi si rivolge a Giorgio: «Ma tu e la tua mamma parlate inglese quando siete a casa?». «Noo, io sono normale».