Mi fa così arrabbiare quando quei due non mi capiscono quando sono arrabbiato, ma così arrabbiare, che poi loro non mi capiscono di nuovo e io finisco per arrabbiarmi ancora di più. Uff.
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Il posto dove stiamo
Lo ha scritto Giorgio il 11 settembre 2006 in Sguardi di bimbi ● 1 commentoPapà dice che nel posto dove stiamo in questi giorni è stato piccolino anche lui. Dice che proprio dove di solito mi metto io a sonnecchiare, sotto il portico, lui stava ore dentro il box sotto gli occhi di suo nonno. Dice che lì, nell’angolo del giardino dove facciamo le curve, lui e i suoi cugini hanno scattato la prima foto insieme, quella in cui papà afferrava il bastone grande del nonno. Dove oggi abitano quei due bambini che l’altro giorno mi guardavano curiosi curiosi, dice papà che lì abitava la nonnina adottiva dei bimbi del vicinato, che a lui diceva sempre molte parole carine. L’altro giorno, quando dovevo lasciar riposare un po’ la mamma, mi ha portato a fare un giro per le casette qui intorno: dice che lì, dietro casa, dove stanno quelle villette a schiera incastrate tra loro, un tempo c’erano soltanto cumuli di sabbia da scavalcare con le biciclette. Laggiù, invece, al posto di quel condominio massiccio c’era un supermercato un po’ malconcio, ma il gestore era gentile. E quelle case pretenziose e super-accessoriate qui vicino, dice che quelle erano un tempo le più spartane di tutta la zona, abitate soltanto da turisti tedeschi in affitto settimanale. Per non parlare degli stabilimenti balneari, che non erano mica queste cose stile aperitivo milanese con l’accento sull’ultima sillaba, ma avevano invece nomi adeguati alla semplicità del luogo.
Io non so. Ma se continua a fare il nostalgico, quasi quasi adesso a papà gli faccio caccona addosso.
Spiegatemelo come se avessi un mese
Lo ha scritto Giorgio il 8 settembre 2006 in Sguardi di bimbi ● 0 commentiQuando dormo beatamente perso nei miei sogni mi svegliate perché dite che devo mangiare. Quando sono sveglio e vorrei mangiare fate tante storie perché dovrei dormire. Ora, fate anche un po’ come vi pare; ma almeno poi non arrabbiatevi con me.
La prima lettera non si scorda mai
Lo ha scritto Giorgio il 25 agosto 2006 in Sguardi di bimbi ● 6 commentiOggi a casa è arrivata la prima busta indirizzata a me, che emozione. Papà ha pensato “ma guarda questi, sbagliano pure il nome”, poi s’è reso conto che in effetti un Giorgio ora c’è davvero – e non solo in conto latte. Comunque sia, visto che io non lo so ancora fare, me la sono fatta leggere da lui:
Gentile contribuente,
le trasmettiamo il suo nuovo tesserino di codice fiscale, pregandola di controllare l’esattezza dei suoi dati anagrafici; se le risultano errati, la preghiamo di segnalarli all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate più vicino, che provvederà alla loro verifica e alle eventuali correzioni. [...] La preghiamo di prestare sempre la massima attenzione ogni volta che dovrà comunicare ad altri o trascrivere il suo codice fiscale; un eventuale errore, anche minimo, di trascrizione del codice potrebbe infatti causare spiacevoli disguidi e ritardi.Con i più cordiali saluti, il direttore dell’Agenzia
Che vuole da me questo?
Sciopero!
Lo ha scritto Giorgio il 23 agosto 2006 in Sguardi di bimbi ● 3 commentiIo sottoscritto Giorgio Maistrello DIFFIDO UFFICIALMENTE papà e mamma dal persistere nel loro comportamento gravemente lesivo dei miei diritti di neonato. In particolare questa rivendicazione suoni come monito acciocché non abbiano più a ripetersi episodi vergognosi come quello dell’ultima notte, durante la quale il qui presente è stato abbandonato nella sua culla, in balia di orsi e farfalle semoventi e caciarone, a piangere disperatamente fino allo sfinimento e al conseguente addormentamento. Altrettanto umilianti saranno considerati ulteriori tentativi di allontanarmi dalla nostra camera per isolarmi nello sgabuzzino colorato in fondo al corridoio.
Qualora tali atteggiamenti degradanti dovessero persistere, si renderanno necessarie forme di protesta a oltranza, a cominciare dalla sospensione di tutte le moine, degli àaaa-buuu e di tutte quelle scemenze che vi mandano in un brodo di giuggiole anche quando ne faccio di tutti i colori. Pappa, cacca e pipì, poco sonno e poi di nuovo pappa – a ciclo continuo – fino al ripristino delle condizioni iniziali, come da apposito documento stipulato dai nostri rappresentanti sindacali con tutte le istituzioni neonatali.
In fede,
Giogiò
Quello che ho imparato finora
Lo ha scritto Giorgio il 17 agosto 2006 in Sguardi di bimbi ● 0 commentiCiao, sono arrivato in questo mondo undici giorni fa. Mi siete simpatici, ma ancora non è che ci capisca molto. Però:
– mamma ha un sapore irresistibile, non mi stancherei mai di starle appiccicato; per scrupolo, hai visto mai che il sapore domani cambi, io le sto appiccicato anche quando casco dal sonno;
– papà non so, ma quando sono in braccio a lui mi rilasso tanto e faccio tanta caccona; però lui prova sempre a distrarmi quando cerco di raggiungere il distributore di sapore della mamma, mi sa che dovremo chiarire meglio questa faccenda;
– sono stato con mia mamma nelle situazioni più intime per tutta la mia vita, finora: sia chiaro, io non ho mai chiesto una stanza tutta per me!
– se piango tutti s’affrettano, dunque piango molto;
– se piango troppo, mamma è papà diventano antipatici; allora basta che faccia la faccia a tartaruga, aggrotti il mento, finga una disperazione incolmabile e faccia «àaa-bùuuuu» con voce gracchiante e tutti mi riempiono subito di attenzioni carine;
– ho le mie debolezze: se protesto troppo durante i cambi del contenitore puzzolente lì sotto, mamma e papà accendono quel coso che fa il vento caldo, perché sanno che al solo rumore io divento inspiegabilmente serafico come un angioletto; ma siccome poi loro si credono tanto furbi, io piazzo lì una bella pipì plateale sul fasciatoio, giusto per non per dare troppe soddisfazioni in una volta sola;
– nonna Laura è sempre preoccupata per me, però mi chiama “il mio piccolo Re” e allora io le voglio tanto bene;
– nonna Silvia ha una presa sicura e mi ha regalato tante cose belle, credo mi sarà molto simpatica;
– con nonno Enzo e nonno Gabriele ci stiamo ancora studiando, ma sono buffi entrambi quando mi scrutano da sopra la carrozzina;
– se mai soffrirò d’insonnia in vita mia, mi compro un camper: mi basta salire in macchina per cascare addormentato come una pera cotta; in alternativa trasferisco il lettino sopra la lavatrice, che è anche più efficace;
– se faccio una smorfia contrita, divento tutto rosso e spingo improvvisamente con tutte le mie forze, in quanto a flatulenze nel palazzo non mi batte nessuno; per questo poi faccio quella faccia tutta soddisfatta.