Archivi per la categoria ‘Sguardi di bimbi’

Se sto sognando, non svegliatemi

Lo ha scritto Giorgio il 14 agosto 2008 in Sguardi di bimbi1 commento

MO-TO!

Dell’essere precoci

Lo ha scritto Sergio il 14 agosto 2008 in Sguardi di bimbi3 commenti

«Hai visto che bella casina, Giogiò. Ti piace?»
«No.»
«Come no, non ti piace?”
«No.»
«E a te invece che cosa piace, Giogiò?»
«’e canne.»
«Ah. Ecco.»

Ehi, che fine abbiamo fatto?

Lo ha scritto Giorgio il 2 giugno 2008 in Sguardi di bimbi1 commento

Stiamo bene, eh. E ce ne sarebbero da raccontare. Ma quei due dicono che ora che cammino, corro, salto, faccio le capriole, parlo, chiacchiero, urlo, faccio i capricci, mangio di tutto, uso il vasino, attacco bottone con chiunque, faccio il ruffiano con chi mi difende e li faccio passare per tromboni esasperati, faccio le scene quando vedo una motocicletta perché ci voglio salire, sventro casa tutte le volte che ci resto per più di mezzora, mi sveglio all’alba e non ne voglio più sapere, sveglio il condominio, scavalco la spondina del letto e atterro di testa eccetera, insomma, dicono che non gli avanza tempo per fare filosofia da queste parti. Si vede che cominciano a invecchiare, non so.

Ah, per la cronaca: la mia parola preferita al momento è ancò-va! (ancora, detto davanti a cibo o bevande e con marcata arrotazione tardo-nobiliare).

So dire altre cose

Lo ha scritto Giorgio il 24 febbraio 2008 in Sguardi di bimbi1 commento

Ci ho preso gusto. Un po’ imito, un po’ metto le caselle al loro posto. Insomma mi faccio capire, ormai. E combino anche le parole, a volte: mamma è diventata ‘a *mìia* mamma, tanto per non sbagliarsi. Papà almeno una volta è stato il *mìio* papà. Mìio, ripetuto ossessivamente come i gabbiani di Nemo, è al momento il mio concetto preferito. Un po’ in anticipo sui tempi magari, che la fase possessiva è di là da venire, ma evidentemente subisco il fascino dell’idea. Mìio. Mìio. Mìio. ‘E *mìio*.

Papà qualche volta è babu, ma quei due non hanno ancora capito bene in quali occasioni e io mi guardo bene dal metterli sulla giusta strada (loro, comunque, sospettano che abbia a che fare con le cuffie morbide del computer di papà). Papà è stato anche deddi, perché mamma mi parla spesso in inglese.

La frutta, al momento, è soprattuto meLLa, con la solita eLLe che quasi esce dai denti. Anche la banana, per intenderci, è meLLa. La pappa non sarebbe la stessa cosa senza un filo d’iojLLio. Ma prima di metterlo tocca togliere il pappo (tappo). Pappello, invece, è il berretto che mi metto in testa quando esco, che fa ancora freddo. Ovviamente il mio pappello è molto beLLo.

Ho una discreta passione per i dittonghi. Zìia, la zia. bVìia, quando bisogna andare (gò gò, se mamma è in english mood). Ahia, quando sto per farmi la büa; ahi ahi ahi ahi, col braccio isterico a mo’ di lenza, quando so che potrei scottarmi o farmi male. Mi fermo davanti alle stanze senza luce, perché è buìjo. Poi, quando mi voglio liberare di qualcosa, la passo a chi mi sta vicino: tò!, tieni.

Mi fanno impazzire gli elettrodomestici. La lavatrice, ok. Ma anche il ferro da stiro. E l’aspirapolvere: passo interi pomeriggi a fare vùuuuuu con qualunque cosa in mano la possa ricordare. Poi quando me l’accendono davanti, scappo – ma insomma sono ancora piccolino, no? Menzione d’onore anche per gli spray, come il deodorante di papà, che fanno quel bel krcrcrcrcr che resta in testa come un tomentone estivo. E se vogliono che faccia silenzio, io li scimmiotto subito con un bel schhhhh!

Gli animali, poi. Quei due amano farmi fare il pagliaccio in pubblico con la “vecchia fattoria” (ia ia ooo). Il cane, bu bu. Il gatto, miiiii. L’orso, ahwr ahwr. La mucca, muu. L’elefante… beh, l’elefante dovrei farvelo vedere di persona perché si capisca come fa la proboscide.

Ay! (Grazie per l’attenzione, a presto!)

Tanti auguri!

Lo ha scritto Giorgio il 25 dicembre 2007 in Sguardi di bimbi0 commenti

Tanti auguri!

So dire tante cose

Lo ha scritto Giorgio il 19 dicembre 2007 in Sguardi di bimbi0 commenti

La mia preferita, al momento, è paLLa. Con la elle così marcata, ora che la so fare, che spesso la lingua mi esce quasi dalla bocca. Come beLLo, del resto. E siccome comincio a sapere che cosa voglio, spesso la indico: cheLLa! (quella). Finora mi sono sentito al sicuro nei bisillabi semplici semplici (maMMa, paPPà, paPPa, noNNa, nono), ma adesso avverto il fascino delle parole complicate: cheCCheio (cucchiaio, cucchiaino), per esempio. Con cui sto cominciando a mangiare la chiCChia (ciccia, carne, pappa) da solo. E quando mi scappa, qualunque cosa sia, è kakka (cacca, pipì), parola che rende meglio se pronunciata annuendo con compita solennità. Nel mio mondo, al momento, le declinazioni non esistono, del resto sono tutti tAAta (tato, tata, tati, persone in genere). Io stesso, quando mi guardo allo specchio sono tAAta. Ogni tanto mamma e papà cercano di convincermi che sono tato, così spesso andiamo avanti per dei minuti: tato, tAAta, tato, tAAta, tato, tAA…ta! Vinco io, naturalmente. Per tutto il resto c’è il passpartout: ay! (sì, grazie, va bene).

Se aspetto che lo scrivano quei due sto fresco

Lo ha scritto Giorgio il 11 novembre 2007 in Sguardi di bimbi6 commenti

Hey voi, oggi ho camminato! Cioè: ma proprio da solo, senza nessuno che mi tenesse per mano, senza attaccarmi a nulla. Schiena dritta, gambe dritte quanto basta, braccia aperte, un bel respiro e via. Cinque passi alla volta in perfetto equilibrio: da papà a mamma, da mamma a papà, da papà a mamma eccetera. E, insomma, a me è piaciuto parecchio. Ma dev’essere piaciuto parecchio anche a mamma e papà, che erano lì che ridevano come matti e mi facevano tante feste. Se gli piace così tanto finisce che adesso mi tocca rifarlo.

Social kindergarden

Lo ha scritto Giorgio il 6 settembre 2007 in Sguardi di bimbi0 commenti

Se papà si riprende dal cimurro e mamma dalla tisi, magari sabato partecipo al mio primo barcamp.

In ferie!

Lo ha scritto Giorgio il 30 giugno 2007 in Sguardi di bimbi1 commento

Quei due dicono che ora finalmente andiamo in vacanza. Perché, finora che cosa stavamo facendo?

Altre cose che ho imparato

Lo ha scritto Giorgio il 20 maggio 2007 in Sguardi di bimbi0 commenti

Eccomi, sono tornato. Ero impegnato a far ammattire mamma e papà, ora che ho attivato i primi gangli cerebrali (e figuratevi quando li avrò connessi tutti, che ne sarà di quei due poverini!). Comunque sia, nel frattempo ho imparato a:

– mangiare come un porcellino, ma con grande gusto, qualunque cosa mi ritrovi in bocca;

– bere l’acqua quasi da solo;

– spargermi acqua e cibo ovunque, appena chi mi ciba si distrae;

– fare ciao ciao con la manina in tre modi diversi;

– riconoscere i nonni;

– sorridere a tutti gli sconosciuti;

– andare in braccio a chiunque;

– fare le scene madri quando vengo lasciato da solo in una stanza;

– fare tanti versi labiali, gutturali e aspirati;

– chiacchierare a lungo tra me e me usando i versi di cui sopra;

– assemblare le sillabe “ma-ma-ma” e “pa-pa-pa”;

– fare gridolini acuti e prolungati;

– imitare platealmente chi tossisce e starnutisce;

– imitare i bacini; 

– afferrare naso e capelli di chiunque me li lasci a tiro;

– spargere ettolitri di bava ovunque;

– giocare a bu-bu-séttete;

– mangiarmi il piedino;

– assicurarmi che il pisellino sia sempre al suo posto (soprattutto dopo il bagnetto);

– schizzare acqua e sapone ovunque giocando durante il bagnetto;

– far cadere le cose e aspettare che tornino indietro;

– generare rumore battendo mani, piedi e oggetti contro altri oggetti;

– spingermi all’improvviso lontano da oggetti e persone, affidandomi in toto ai riflessi altrui;

– cadere a testa in giù;

– cadere a testa in su;

– fare le capriole;

– fare le capriole con un orsacchiotto in mano;

– lamentarmi spesso e volentieri;

– ridere di gusto quando trovo qualcosa buffo oppure se mi fanno il solletico;

– fare i capricci;

– farmi prendere da crisi d’angoscia ogni volta che sono stanco;

– stare quasi dritto sui piedi;

– andare all’indietro come un lombrico nel tentativo di gattonare;

– andare in altalena;

– andare in aereo;

– andare in metropolitana;

– identificare sempre e comunque l’oggetto più pericoloso nell’arco di 50 cm da me.

Ehi, buona Pasqua!

Lo ha scritto Giorgio il 8 aprile 2007 in Sguardi di bimbi1 commento

Buona Pasqua!

Ora scrivo io

Lo ha scritto Giorgio il 26 gennaio 2007 in Sguardi di bimbi4 commenti

cccchbffdffvfrry  cdqsdddddddddd   zaaaaaat    nnnne3   xx cxz

(Mamma Stefania: Che cavolo avrà scritto? Declino ogni responsabilità…)

E ovunque voi siate, buon Natale

Lo ha scritto Giorgio il 24 dicembre 2006 in Sguardi di bimbi4 commenti

Mese 4, Giogiò di Natale

Gli aforismi di Giogiò

Lo ha scritto Giorgio il 2 novembre 2006 in Sguardi di bimbi0 commenti

Chi ha i denti non ha il pane; chi non ha i denti… ha il latte!

Talenti

Lo ha scritto Giorgio il 2 ottobre 2006 in Sguardi di bimbi3 commenti

Ho imparato a fare i rigurgiti a obice.